<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4189142309230203194</id><updated>2009-12-26T23:26:59.998+01:00</updated><title type='text'>IL CONTADINO DELLA GARONNA</title><subtitle type='html'>"Un contadino del Danubio (o della Garonna) è, come si sa, un guastafeste, ossia un uomo che dice pane al pane e vino al vino" - 
                                                   Jacques Maritain</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25'/><author><name>Avvocato Antonio Gaudiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15939171887183326815</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>29</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4189142309230203194.post-7802150924540820456</id><published>2008-06-08T16:32:00.004+02:00</published><updated>2008-06-08T16:43:07.792+02:00</updated><title type='text'>AMALFI. REGATA STORICA: “E’ vergognoso il silenzio dei mezzi televisivi sull’evento”.</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/SEvvjfiKGoI/AAAAAAAAAHQ/seCT-hKhWks/s1600-h/amalfigal.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5209520787023338114" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/SEvvjfiKGoI/AAAAAAAAAHQ/seCT-hKhWks/s400/amalfigal.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;p align="justify"&gt;“ E’ vergognoso che un evento cosi importante e prestigioso per la regione&lt;br /&gt;campania, come la Regata Storica, non sia stata pubblicizzata ed annunciata da&lt;br /&gt;nessuna rete televisiva.La regione Campania fa notizia solo per episodi&lt;br /&gt;sconcertanti……….?” &lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;Quello che precede è un messaggio inviatoci da due lettrici, che facciamo nostro in pieno. Tanto che oltre a farlo “passare” a commento dell’articolo, intendiamo proporlo alla generalità dei nostri lettori, in tutta Italia.&lt;br /&gt;La problematica è di vecchissima data. Ricordo un convegno organizzato dall’Associazione napoletana della stampa (che rappresentava i giornalisti delle due province di Napoli e Caserta), di circa 30 anni fa (si tenne nella Reggia di Caserta), dove l’allora presidente ammonì i giornalisti che per avere una maggiore visibilità, per “raggiungere” la pagina nazionale delle loro testate giornalistiche, acconsentivano a inviare per la maggior parte solo gli articoli richiesti dai rispettivi direttori (guarda caso articoli di cronaca nera, o di criminalità organizzata, disgrazie, etc. … ).&lt;br /&gt;Dunque, non facciamo sempre la parte dei piagnoni. Invece di attenderci sempre il classico “panariello dal cielo”, di “pretendere” che siano sempre gli altri a risolvere i nostri problemi, scorciamoci le maniche e diamoci da fare.&lt;br /&gt;Pretendiamo. Lo stesso messaggio inviatelo carissime lettrici anche alla TV pubblica. Non per elemosinare uno straccio di servizio televisivo, ma per “pretenderlo”, visto che anche noi paghiamo il canone e non possono trattarci sempre come un’appendice scomoda per il Paese.&lt;br /&gt;Da trent’anni a questa parte, le cose sono cambiate: oggi con internet c’è la possibilità con pochi mezzi di mettere su uno strumento di informazione che faccia “controinformazione”, che dia conto più le cose positive che di quelle negative (senza sottacere queste ultime, però). E’ lo spirito che ci ha mosso nel mettere su questo blog giornalistico, che diverrà un giornale in piena regola. Continuate ad indignarvi, carissime lettrici (e lettori). E’ cosa buona.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4189142309230203194-7802150924540820456?l=ilcontadinodellagaronna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/feeds/7802150924540820456/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4189142309230203194&amp;postID=7802150924540820456' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/7802150924540820456'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/7802150924540820456'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/2008/06/amalfi-regata-storica-e-vergognoso-il.html' title='AMALFI. REGATA STORICA: “E’ vergognoso il silenzio dei mezzi televisivi sull’evento”.'/><author><name>Avvocato Antonio Gaudiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15939171887183326815</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10941857508495838673'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/SEvvjfiKGoI/AAAAAAAAAHQ/seCT-hKhWks/s72-c/amalfigal.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4189142309230203194.post-423788500814609663</id><published>2008-06-02T20:46:00.004+02:00</published><updated>2008-06-02T22:01:06.202+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='certezza della pena'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ergastolo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica carceraria'/><title type='text'>IL CARCERE, TRA CERTEZZA DELLA PENA E DIRITTO ALL’OBLIO.</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/SERBSBVqrrI/AAAAAAAAAHA/V8rgPIYMDiQ/s1600-h/carcerato.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5207358846999899826" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/SERBSBVqrrI/AAAAAAAAAHA/V8rgPIYMDiQ/s400/carcerato.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ogni volta che si sentono fatti di cronaca di una certa gravità, come una rapina in villa finita male; l’ammazzamento di una persona da parte della mafia o della camorra; o ancora l’uccisione di una donna a seguito di uno stupro, si sentono espressioni del tipo che occorrerebbe “sbatterli in prigione e buttare la chiave”.&lt;br /&gt;A più riprese la classe politica, di ogni estrazione, fa riferimento alla “certezza della pena”, per poi regolarmente impaludarsi in meri ragionamenti asfittici e inconcludenti.&lt;br /&gt;A pochi giorni dalla vittoria elettorale, alcuni esponenti del Governo Berlusconi hanno ripreso l’argomento della “certezza della pena”, ma precisando che avrebbero previsto una più limitata applicazione della legislazione premiale per i detenuti. Problemi di carceri sovraffollate. Si prospetta ancora una volta (semmai se ne farà qualcosa), una di quelle soluzioni che noi stessi siamo abituati a chiamare “all’italiana”.&lt;br /&gt;Riteniamo che per affrontare seriamente l’argomento non si possa prescindere da alcune considerazioni di base:&lt;br /&gt;1. Chi sbaglia e commette un reato, deve pagare.&lt;br /&gt;2. A chi commette un reato, bisogna togliere la libertà, ma non mai la dignità personale.&lt;br /&gt;3. Siamo contrari alla pena di morte.&lt;br /&gt;4. Siamo contrari all’ergastolo.&lt;br /&gt;5. Siamo contrari, entro certi limiti che poi chiariremo, alla carcerazione preventiva.&lt;br /&gt;6. Chi ha pagato il suo conto con la giustizia, deve beneficiare del diritto all’oblio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Quando viene commesso un reato, non possiamo disinteressarci (come oggi avviene quasi regolarmente) di chi ha subito il torto, applicando un falso e peloso buonismo nei confronti di chi quel reato ha commesso. Chi commette il reato deve pagare per il torto fatto sia nei confronti della società e sia prima ancora nei confronti di chi il torto lo ha subito sulla sua persona o sui suoi beni. Tutto questo,indipendentemente dalla circostanza se il reo si sia poi pentito del malfatto. Questo ragionamento porta come conseguenza che non può più applicarsi alcuna norma premiale:il pentimento, il ravvedimento deve essere fatto rientrare nella sfera personale, intima del reo. Dunque, tot reato, tot pena: senza “scorciatoie di sorta”.&lt;br /&gt;2. E’ questa una cosa che è più facile a dirsi che a vederla attuata, vista la carenza di strutture carcerarie nel nostro Paese. Ma bisogna comunque tendere a questo, se vogliamo considerarci un Paese civile.&lt;br /&gt;3. Siamo contrari alla pena di morte per convinzioni religiose. Riteniamo che la vita appartenga solo a Dio, ed è un bene indisponibile per l’uomo.&lt;br /&gt;4. Siamo contrari all’ergastolo. Quello “serio”: quello che dura una vita intera fino alla morte, e non quello canzonatorio, che parte come ergastolo e finisce nella migliore delle ipotesi con una pena effettiva di 10 anni per un omicidio. Nel “sistema” che stiamo delineando (tot reato, tot pena da scontarsi fino in fondo, senza abbuoni di sorta), per un fatto grave, come può essere un omicidio, 40 anni effettivi di pena saranno più che sufficienti. Bisogna dare un’ opportunità a chi ha commesso un delitto, anche se di così grave entità, se la vita o Dio (per chi ci crede) gliene darà la possibilità.&lt;br /&gt;5. No alla carcerazione “preventiva”, a meno che non si tratti di reati che destino forte allarme sociale.&lt;br /&gt;6. Chi ha regolato il suo conto con la giustizia, ha diritto all’oblio. Ha diritto cioè a che non resti traccia di quanto da lui commesso e del carcere scontato. Insomma, ha diritto, come gli altri a rifarsi una vita o, quantomeno a riprovarci. Si sia o meno pentito di quanto commesso.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4189142309230203194-423788500814609663?l=ilcontadinodellagaronna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/feeds/423788500814609663/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4189142309230203194&amp;postID=423788500814609663' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/423788500814609663'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/423788500814609663'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/2008/06/il-carcere-tra-certezza-della-pena-e.html' title='IL CARCERE, TRA CERTEZZA DELLA PENA E DIRITTO ALL’OBLIO.'/><author><name>Avvocato Antonio Gaudiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15939171887183326815</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10941857508495838673'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/SERBSBVqrrI/AAAAAAAAAHA/V8rgPIYMDiQ/s72-c/carcerato.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4189142309230203194.post-1867385694505731256</id><published>2008-05-25T23:10:00.006+02:00</published><updated>2008-05-26T00:28:15.405+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='chiaiano'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='discariche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ferrandelle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='emergenza rifiuti in campania'/><title type='text'>EMERGENZA RIFIUTI. SE IL GOVERNO CEDE A CHIAIANO, GLI ALTRI SITI POTREBBERO SCENDERE IN PIAZZA.</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/SDnWerhTM4I/AAAAAAAAAG4/XCMqQDlW-tE/s1600-h/FERRANDELLE_+bambini_+forze_ordine.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5204426666970133378" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/SDnWerhTM4I/AAAAAAAAAG4/XCMqQDlW-tE/s400/FERRANDELLE_+bambini_+forze_ordine.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; (i giorni della rivolta di Ferrandelle)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;In prospettiva, se il piano messo a punto dal Governo Berlusconi verrà attuato senza cedimenti, c’è da sentirsi un po’ più tranquilli. Relativamente, sia chiaro. Ma vediamo perché. Premetto a questa riflessione il fatto che chi scrive è nato a Santa Maria La Fossa, dove vive e dove ha una casa di proprietà. Santa Maria La Fossa per i pochi che non ancora la conoscono è il comune sul cui territorio è stata fatta confluire gran parte dell’immondizia della regione Campania. Immondizia di tutti i tipi e fogge: la cosiddetta “tal quale” (l’immondizia così come si trova per le strade: la indifferenziata, per intenderci); le eco balle; la F.O.S. (frazione organica stabilizzata). Sul territorio nel tempo si completerà tutto il “ciclo dei rifiuti”, essendo presenti: due siti di discariche (“Parco Saurino 1” e “Parco Saurino 2”), che ormai sono sature con i loro milioni di metri cubi di immondizia. In questi gran parte dei rifiuti sono del napoletano e, come qualcuno ha ipotizzato, ci sarebbero anche rifiuti provenienti dal Nord. Poco più in là, in località “Pozzo Bianco”, c'è il sito di eco balle. In un grosso capannone che si trova nel perimetro di Parco Saurino poi è stato sistemato il sito di trasferenza provinciale, divenuto una vera e propria discarica. A qualche centinaio di metri dal sito di “Parco Saurino” dall’altra parte della strada che dalla provinciale 333 porta a Casal di Principe (e che divide i due territori dei comuni di Santa Maria la Fossa e San Tammaro), in località “Maruzzella” si trova ancora una mega discarica, più volte “alimentata” di spazzatura per le varie crisi che si sono succedute nel tempo. Sempre a “Maruzzella” si stava realizzando il sito di compostaggio dell’umido, essenziale per la raccolta differenziata. Capannoni che per l’ultima emergenza, sono stati riempiti di eco balle. Infine, “l’ultima nata”: Ferrandelle, con le sue attuali 300/350mila tonnellate di rifiuti. La gran parte di questi provengono dal napoletano.&lt;br /&gt;Ritengo che gli amici di Napoli e provincia (e non solo loro) abbiano abbastanza materia per riflettere. Penso che a questo punto una persona di buon senso sarebbe assalita da legittimo dubbio: ma non è che questi fessi hanno veramente dato oltre misura?&lt;br /&gt;Con un territorio così compromesso, da dove ti viene di essere fiducioso? Il Governo ha individuato 10 nuovi siti, di cui tre nel napoletano e due in provincia di Caserta. In questo modo si rendono autonomi sia il napoletano che la città di Caserta (con la nuova discarica da realizzare in località “cava Mastroianni”). La “pressione” su Ferrandelle dovrebbe scemare di parecchio, visto che la metà dei rifiuti della regione Campania, provengono dal napoletano.&lt;br /&gt;Con la realizzazione dei quattro termovalorizzatori, di cui uno anche a Napoli, nella città capoluogo si realizzerebbe, completandosi, il ciclo integrato dei rifiuti. Napoli non andrebbe ad invadere con la sua immondizia le altre province e segnatamente il nostro territorio fossataro. E, magari, si vedrebbero “costretti” ad iniziare una salutare raccolta differenziata.&lt;br /&gt;Quello che non è stato ben messo in luce è quest’altro elemento di non secondaria importanza: Santa Maria La Fossa, che è un comune di circa 2.700 anime, fa la raccolta differenziata da più di quattro anni ed è stata premiata per il passato come uno dei comuni più ricicloni della regione Campania. Dunque, sia ben chiaro che ci troviamo di fronte ad un comune virtuoso, forse uno dei pochi in Campania. E, nonostante ciò, viene premiato con milioni di metri cubi di immondizia, proveniente da comunità che neppure se lo pongono il problema di iniziare finalmente la differenziata, magari pretendendo, ogni volta che si presenta l’emergenza, che siano gli altri (chissà perché) a doversi sobbarcare l’onere di risolvere loro il problema.&lt;br /&gt;Questa sera, a seguito dell’incontro tra Bertolaso e i rappresentanti delle municipalità, il sottosegretario sembra aver rilasciato dichiarazioni interlocutorie.&lt;br /&gt;Attenzione che se il Governo dovesse cedere alla piazza di Chiaiano, si potrebbe vrificare un effetto "domino": gli abitanti degli altri siti sarebbero portati a pensare che la violenza alla fine "paga".&lt;br /&gt;Non siamo mica figli di un dio minore, potrebbero dire. Saremmo alla "guerra tra poveri". E, allora, dialogo si, ma anche tanta fermezza. Ognuno faccia la sua parte.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;LASCIA UN TUO COMMENTO &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;(clicca su "COMMENTI" quì sotto)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;a href="http://primapaginacasertana.wordpress.com/"&gt;LEGGI PRIMA PAGINA CASERTANA&gt;&gt;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4189142309230203194-1867385694505731256?l=ilcontadinodellagaronna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/feeds/1867385694505731256/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4189142309230203194&amp;postID=1867385694505731256' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/1867385694505731256'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/1867385694505731256'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/2008/05/emergenza-rifiuti-se-il-governo-cede.html' title='EMERGENZA RIFIUTI. SE IL GOVERNO CEDE A CHIAIANO, GLI ALTRI SITI POTREBBERO SCENDERE IN PIAZZA.'/><author><name>Avvocato Antonio Gaudiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15939171887183326815</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10941857508495838673'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/SDnWerhTM4I/AAAAAAAAAG4/XCMqQDlW-tE/s72-c/FERRANDELLE_+bambini_+forze_ordine.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4189142309230203194.post-6219849585223315648</id><published>2008-05-12T07:36:00.000+02:00</published><updated>2008-05-12T07:39:40.857+02:00</updated><title type='text'>IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO: LA POLITICA AIUTI CHI VUOLE AVERE FIGLI.</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/SCfX0DmYFVI/AAAAAAAAAGI/FP1VVoNH1wY/s1600-h/NAPOLITANO+copia.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5199361584141964626" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/SCfX0DmYFVI/AAAAAAAAAGI/FP1VVoNH1wY/s400/NAPOLITANO+copia.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;ROMA - Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha risposto all'appello di Sandra, la precaria di Napoli che gli aveva scritto per spiegargli di aver deciso di abortire perché non si sentiva in grado di crescere un figlio con 1.300 euro al mese. Lo ha fatto dalle colonne de 'la Repubblica', lo stesso quotidiano su cui era apparsa la lettera della donna che poi, convinta dal clamore e dall'affetto suscitati dal suo caso, aveva detto di aver cambiato idea.&lt;br /&gt;Nella missiva Napolitano ha invitato il nuovo Parlamento ad affrontare ''le politiche rivolte alla famiglia, con misure volte ad elevare il tasso di occupazione femminile, a conciliare la vita familiare e la vita lavorativa, a sviluppare azioni di assistenza sul territorio, a favorire una complessiva crescita del sistema nazionale dei servizi socio-educativi per l'infanzia, per dare risposte concrete ai bisogni e alle speranze che interrogano la nostra coscienza e la nostra responsabilità''. ''Sono ben consapevole - prosegue il presidente della Repubblica - e me ne sono fatto interprete in diverse occasioni pubbliche, che condizioni di incertezza del lavoro e di inadeguatezza delle retribuzioni inducono ad affrontare con preoccupazione e timore le scelte fondamentali della vita. Decisioni così pregnanti di conseguenze, anche sul piano del libero e consapevole esercizio della maternità e della paternità, richiamano tutti ad atteggiamenti di responsabilità, di comprensione e di rispetto. La risposta alle inquietudini che lei esprime - dice Napolitano rivolto alla giovane donna - come tanti delle generazioni più giovani, non può che essere nell'impegno delle istituzioni e della società a favore di una missione essenziale qual è quella, sancita dalla Costituzione, di 'mantenere, istruire ed educare i figli'''. Le parole del capo dello Stato sono state apprezzate dal neo ministro Mara Carfagna. ''Oltre a essere un richiamo alto e nobile a tutte le istituzioni, rappresentano la bozza programmatica del mio impegno alla guida del ministero per le Pari Opportunità" ha sottolineato la Carfagna.&lt;br /&gt;"Elevare il tasso di occupazione femminile - ha aggiunto - è un importante obiettivo, ma va necessariamente fatto coincidere con politiche che permettano alle donne lavoratrici di far figli e seguire la famiglia. Serve una legislazione sul modello francese che permetta alla madre di non pregiudicare il suo percorso lavorativo, sopratutto grazie a strutture socio-assistenziali e ad asili nido che devono moltiplicarsi in fretta. Quando il capo dello Stato parla di 'inadeguatezza delle retribuzioni' ci impone un intervento per evitare quella che a mio giudizio - conclude Carfagna - è oggi la più grande discriminazione di genere, con le donne sottoretribuite rispetto agli uomini a parità di mansioni".In termini positivi sulle parole di Napolitano si è espressa la stessa precaria di Napoli. ''Una bella lettera. Proprio una bella lettera. Il presidente dice cose molto importanti. L'importante è che le parole si tramutino in qualcosa di concreto'' ha auspicato la donna a 'la Repubblica'. Che non ha mancato di rimarcare: ''Se ho deciso di portare avanti questa gravidanza, se mi permetto il lusso di non abortire è per motivi privati, perché ho una famiglia alle spalle, e non perché lo Stato mi abbia aiutato. Al contrario: tutte le volte che ho bussato alle porte delle istituzioni nessuno mi ha aperto. E' di questo che io vorrei si parlasse''.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4189142309230203194-6219849585223315648?l=ilcontadinodellagaronna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/feeds/6219849585223315648/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4189142309230203194&amp;postID=6219849585223315648' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/6219849585223315648'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/6219849585223315648'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/2008/05/il-presidente-della-repubblica-giorgio.html' title='IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO: LA POLITICA AIUTI CHI VUOLE AVERE FIGLI.'/><author><name>Avvocato Antonio Gaudiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15939171887183326815</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10941857508495838673'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/SCfX0DmYFVI/AAAAAAAAAGI/FP1VVoNH1wY/s72-c/NAPOLITANO+copia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4189142309230203194.post-4555828217918891088</id><published>2008-04-27T17:16:00.000+02:00</published><updated>2008-04-27T17:29:10.969+02:00</updated><title type='text'>L'OSTENSIONE DEL CORPO DI SAN PIO: PRO O CONTRO?</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/SBSZheGX9NI/AAAAAAAAAGA/FkQXgmCFtIU/s1600-h/san+pio2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5193945070559556818" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 396px; CURSOR: hand; HEIGHT: 343px; TEXT-ALIGN: center" height="290" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/SBSZheGX9NI/AAAAAAAAAGA/FkQXgmCFtIU/s400/san+pio2.jpg" width="281" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;SULL' OPPORTUNITA' DELL'OSTENSIONE DEL CORPO DI SAN PIO, NON TUTTI SONO D'ACCORDO.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;TU COSA NE PENSI? SI E' FATTO BENE AD ESPORLO ALLA VISIONE DEI FEDELI?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;LASCIA UN COMMENTO.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;(per lasciare un commento: clicca sull'immagine della busta. Si parirà un form dove potrai lasciare un messaggio, anche in forma anonima).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Si prega caldamente di evitare toni offensivi, volgari o quant'altro. Grazie.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4189142309230203194-4555828217918891088?l=ilcontadinodellagaronna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/feeds/4555828217918891088/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4189142309230203194&amp;postID=4555828217918891088' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/4555828217918891088'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/4555828217918891088'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/2008/04/lostensione-del-corpo-di-san-pio-pro-o.html' title='L&apos;OSTENSIONE DEL CORPO DI SAN PIO: PRO O CONTRO?'/><author><name>Avvocato Antonio Gaudiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15939171887183326815</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10941857508495838673'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/SBSZheGX9NI/AAAAAAAAAGA/FkQXgmCFtIU/s72-c/san+pio2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4189142309230203194.post-266170171983243968</id><published>2008-04-13T22:13:00.000+02:00</published><updated>2008-04-13T22:15:27.548+02:00</updated><title type='text'>SFIDA TELEVISIVA BERLUSCONI / VELTRONI A MATRIX: VITTORIA DI BERLUSCONI (27,6 % DI SHARE A BERLUSCONI,  21,2% DI SHARE A VELTRONI)</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/SAJp1ybit8I/AAAAAAAAAF4/8grYR0mLtek/s1600-h/berlusconi2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5188826093475510210" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/SAJp1ybit8I/AAAAAAAAAF4/8grYR0mLtek/s400/berlusconi2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;ROMA - Record assoluto in termini di spettatori, con quasi sei milioni, per la puntata di ieri sera di Matrix, che ha ospitato il leader del Pd Walter Veltroni e poi quello del Pdl Silvio Berlusconi. Dalle 21:20 (inizio dell'intervista a Veltroni) alle 23:08, il programma di Enrico Mentana ha raccolto 5 milioni 839 mila spettatori - il dato più elevato di tutte le edizioni - pari al 24.26% di share.&lt;br /&gt;L'intervista a Walter Veltroni ieri sera a Matrix (dalle 21:20 alle 22:12) ha fatto segnare - a quanto si apprende - una media del 21.2% di share con 5 milioni 516 mila telespettatori. L'intervista a Silvio Berlusconi (dalle 22:13 alle 23:08, quando é finito il programma) ha registrato invece il 27.6% di share con 6 milioni 118 mila spettatori. L'intervento del leader del Pd è iniziato dopo un break pubblicitario: alle 21:19, cioé un minuto prima che partisse l'intervista a Veltroni, Canale 5 aveva 4 milioni 555 mila spettatori (17.68% di share), che sono saliti subito oltre i 5 milioni ed hanno superato la soglia dei 6 milioni alle 22:06. Il picco per Veltroni è stato raggiunto nell'ultimo minuto dell'intervista, alle 22:12, con 6 milioni 552 mila spettatori (26.11%). Un 'patrimonio' di audience andato in eredità a Berlusconi, che ha iniziato il suo intervento alle 22:13.&lt;br /&gt;Il Partito democratico protesta per la diversità di trattamento ieri a Matrix, nel duello a distanza, tra Walter Veltroni e Silvio Berlusconi sulle interruzioni pubblicitarie, lamentando un'interruzione più lunga quando ha parlato il candidato premier del Pd. "Nessuna responsabilità per la redazione ma - osserva il responsabile comunicazioni del Pd Ermete Realacci - è decisamente strano che ieri sera l'intervento di Walter Veltroni sia stato interrotto da una pubblicità di 4 minuti con 10 prodotti e quella di Berlusconi da una pubblicità di un solo minuto e mezzo con 5 prodotti". "Anche da questo si vede l'attenzione e il rispetto delle regole" commenta Realacci.&lt;br /&gt;(ANSA)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4189142309230203194-266170171983243968?l=ilcontadinodellagaronna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/feeds/266170171983243968/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4189142309230203194&amp;postID=266170171983243968' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/266170171983243968'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/266170171983243968'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/2008/04/sfida-televisiva-berlusconi-veltroni.html' title='SFIDA TELEVISIVA BERLUSCONI / VELTRONI A MATRIX: VITTORIA DI BERLUSCONI (27,6 % DI SHARE A BERLUSCONI,  21,2% DI SHARE A VELTRONI)'/><author><name>Avvocato Antonio Gaudiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15939171887183326815</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10941857508495838673'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/SAJp1ybit8I/AAAAAAAAAF4/8grYR0mLtek/s72-c/berlusconi2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4189142309230203194.post-5412563885619733539</id><published>2008-04-13T22:11:00.000+02:00</published><updated>2008-04-13T22:12:43.731+02:00</updated><title type='text'>FISCO, E’ TEMPO DI DICHIARAZIONE DEI REDDITI ( MOD. 730 )</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;ROMA - Tempo di dichiarazioni dei redditi: mano alle carte e alle ricevute messe da parte perché c'é tempo solo fino a fine aprile per consegnare il 730 al sostituto di imposta. Se invece si opta per l'assistenza di un commercialista o di un Caf (i Centri di Assistenza Fiscale) c'é un mese di tempo in più, fino al 3 giugno (il 31 maggio, la data di scadenza, cade di sabato e il 2 giungo è festa).E' un 730 abbastanza ricco di novità quello di quest'anno: cambiano le aliquote Irpef, le deduzioni per carichi di famiglia si trasformano in detrazioni, arriva lo sconto per chi sta in affitto. Per le famiglie gli sgravi si arricchiscono di una nuova detrazione per le famiglie numerose, quelle con almeno quattro figli. Entrano in vigore anche gli sconti per la palestra o la piscina dei figli e il cosiddetto bonus 'bamboccioni', il sostegno fiscale sull'affitto per i giovani dai 20 ai 30 anni che decidono di andare a vivere per conto loro.&lt;br /&gt; Per la casa, avanti tutta con le ristrutturazioni: non solo é riconfermato il bonus ormai storico del 36% per tutti i lavori di casi ma anche la maxi-detrazione del 55% per i lavori che riqualificano la casa dal punto di vista energetico, dai pannelli solari alle finestre con i doppi vetri fino alle caldaie di nuova generazione. Ecco un promemoria per chi si accinge a fare i calcoli sul proprio 730. - IRPEF, CAMBIANO SCAGLIONI: Scattano con la dichiarazione di quest'anno le modifiche introdotte con la passata Finanziaria, quella per il 2007. E' stata ridisegnata la curva delle aliquote Irpef: il prelievo sarà del 23% fino al reddito di 15.000 euro l'anno; del 27% dai 15.000 ai 28.000; del 38% dai 28.000 ai 55.000; del 41% dai 55.000 ai 75.000 e del 43% dai 75.000 euro in su.&lt;br /&gt;- FIGLI E LAVORO, RITORNANO LE DETRAZIONI: Si torna al passato sul fronte degli sconti. Vanno in pensione alcune deduzioni (che sono sconti sull'imponibile) e ritornano le detrazioni (che sono invece sconti sull'imposta da pagare) per pensione, lavoro dipendente e alcuni redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente e per i carichi di famiglia.&lt;br /&gt;- BONUS FAMIGLIE NUMEROSE: Scatta da subito la novità prevista dall'ultima Finanziaria per le famiglie numerose. Avranno diritto ad una ulteriore detrazione di 1.200 euro l'anno i nuclei familiari con quattro e più figli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- SCONTI DA PALESTRE E BADANTI: Scattano molte novità per consentire ai contribuenti di auto-ridursi le tasse. Le detrazioni al 19% saranno possibili anche: per l'iscrizione annuale e abbonamento ad associazioni sportive, palestre, piscine, per i ragazzi fra i 5 e i 18 anni per un massimo di 210 euro; per i canoni di locazione per contratti stipulati o rinnovati da studenti universitari fuori sede; per le spese sostenute per badanti nei casi di non autosufficienza; per le spese di intermediazione immobiliare; per l'acquisto di personal computer da parte di docenti di scuole pubbliche; per erogazioni liberali a favore di istituti scolastici.&lt;br /&gt; - BONUS DA ENERGIA A FRIGO: Per i contribuenti arriva per la prima volta la possibilità di utilizzare il bonus per gli interventi energetici. Consente di scontare in 3 anni il 55% della spesa sostenuta per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente (per caldaie, pannelli solari e anche finestre a tenuta termica) e quella del 20% per la sostituzione di frigoriferi e congelatori e per l'acquisto di apparecchi televisivi digitali.&lt;br /&gt;- AFFITTO, PER BAMBOCCIONI SCONTO PIU' ALTO: anche la casa è al centro di agevolazioni fiscali con una detrazione d'imposta di 150 o 300 euro a seconda della fascia di reddito (sotto i 15.000 euro e tra i 15.000 e i 30.000 euro ma non oltre questo tetto). Per i giovani fra i 20 e i 30 anni che vanno a vivere in affitto per conto loro lasciando la casa dei genitori questa detrazione è più consistente: circa 1.000 euro per un reddito inferiore ai 15.000 euro, 500 se il reddito arriva a 30.000.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(ANSA)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4189142309230203194-5412563885619733539?l=ilcontadinodellagaronna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/feeds/5412563885619733539/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4189142309230203194&amp;postID=5412563885619733539' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/5412563885619733539'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/5412563885619733539'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/2008/04/fisco-e-tempo-di-dichiarazione-dei.html' title='FISCO, E’ TEMPO DI DICHIARAZIONE DEI REDDITI ( MOD. 730 )'/><author><name>Avvocato Antonio Gaudiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15939171887183326815</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10941857508495838673'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4189142309230203194.post-8410212441588658592</id><published>2008-04-13T22:09:00.000+02:00</published><updated>2008-04-13T22:11:24.328+02:00</updated><title type='text'>CAPRI – DOPO 32  ANNI SARÀ RIAPERTA A MAGGIO LA MITICA  VIA KRUPP.</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/SAJo3Sbit7I/AAAAAAAAAFw/c1Tdlsx3wNg/s1600-h/CAPRI_KRUPP.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5188825019733686194" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/SAJo3Sbit7I/AAAAAAAAAFw/c1Tdlsx3wNg/s400/CAPRI_KRUPP.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;CAPRI- Via Krupp, la mitica strada di Capri, sarà riaperta alla metà di maggio, dopo che per 32 anni era stata chiusa a causa di una frana. Lo ha annunciato l'assessore regionale al Turismo Claudio Velardi. La strada, che dai giardini di Augusto porta a Marina piccola zigzagando verso il basso, verrà riaperta al transito, dopo i lavori di consolidamento del costone roccioso costati 7 milioni di euro. Fu fatta costruire cento anni fa dal 're dei cannoni' Fiedrich Alfred Krupp, e progettata dall'ingegnere napoletano Mayer, che all'epoca dirigeva l'ufficio tecnico del Comune, e a suo tempo costò la somma di 43.000 lire. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4189142309230203194-8410212441588658592?l=ilcontadinodellagaronna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/feeds/8410212441588658592/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4189142309230203194&amp;postID=8410212441588658592' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/8410212441588658592'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/8410212441588658592'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/2008/04/capri-dopo-32-anni-sar-riaperta-maggio.html' title='CAPRI – DOPO 32  ANNI SARÀ RIAPERTA A MAGGIO LA MITICA  VIA KRUPP.'/><author><name>Avvocato Antonio Gaudiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15939171887183326815</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10941857508495838673'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/SAJo3Sbit7I/AAAAAAAAAFw/c1Tdlsx3wNg/s72-c/CAPRI_KRUPP.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4189142309230203194.post-7416468881123160755</id><published>2008-04-13T22:05:00.000+02:00</published><updated>2008-04-13T22:09:25.127+02:00</updated><title type='text'>PADOVA. IL SACERDOTE SANTE SGUOTTI DIMESSO ALLO STATO LAICALE.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/SAJoXCbit6I/AAAAAAAAAFo/8lLhwASTGuw/s1600-h/sguotti_don_sante.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5188824465682904994" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/SAJoXCbit6I/AAAAAAAAAFo/8lLhwASTGuw/s200/sguotti_don_sante.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;PADOVA – Il sacerdote Sante Sguotti, già parroco di Monterosso, già sospeso “a divinis”, allorquando confessò di avere una relazione con una donna, dalla quale aveva avuto anche un bambino, è stato ridotto allo stato laicale. “Il sacerdote Sante Sguotti – si legge infatti nel comunicato della diocesi di Padova, diffuso nella giornata di ieri - è stato dimesso allo stato clericale d’ufficio”. “La «Dimissione ex officio»” per Sante Sguotti – prosegue la nota – è stata decisa direttamente dal Sommo Pontefice dopo il parere favorevole della Congregazione per il clero. L’approvazione da parte del Papa prevede che a questa decisione non ci sia possibilità di ricorso”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tale dimissione, ricorda la diocesi, “comporta che Sante Sguotti non è più annoverato nella Chiesa tra i ministri sacri o chierici e quindi non ha più i diritti e i doveri dei chierici: non può celebrare l’Eucaristia e gli altri sacramenti, né assumere incarichi propri dei chierici, né può attribuirsi titoli sacerdotali o portare abiti ecclesiastici”. “La diocesi – si legge – comunica questo provvedimento con profonda amarezza e invita ancora una volta a pregare per Sante Sguotti e per i sacerdoti”.Infine, in merito alle “vicende giudiziarie” che interessano l’ex sacerdote, conclude la nota, “si precisa che trattasi di indagini avviate autonomamente dalle autorità dello Stato e non su richiesta o esposto della Curia diocesana né dell’amministratore parrocchiale”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che significa sospensione a divinis?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sospensione a divinis (sono sottintese le parole misteriis celebrandis) ossia la "sospensione dalla celebrazione dei misteri divini" è una sanzione disciplinare che si applica ai chierici. La sospensione comporta una serie di divieti che rendono gli atti vietati illeciti, ma non invalidi, a meno che l'invalidità non sia esplicitamente prevista dalla legge. I divieti possono riguardare tutti o alcuni atti della potestà di ordine (celebrazione della messa, amministrazione di altri sacramenti ecc.). I divieti possono riguardare inoltre tutti o alcuni atti della potestà di governo o di ufficio (per esempio, sospensione di un parroco dall'ufficio, oppure dalla sola celebrazione del matrimonio ).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4189142309230203194-7416468881123160755?l=ilcontadinodellagaronna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/feeds/7416468881123160755/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4189142309230203194&amp;postID=7416468881123160755' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/7416468881123160755'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/7416468881123160755'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/2008/04/padova-il-sacerdote-sante-sguotti.html' title='PADOVA. IL SACERDOTE SANTE SGUOTTI DIMESSO ALLO STATO LAICALE.'/><author><name>Avvocato Antonio Gaudiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15939171887183326815</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10941857508495838673'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/SAJoXCbit6I/AAAAAAAAAFo/8lLhwASTGuw/s72-c/sguotti_don_sante.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4189142309230203194.post-9036892586406621113</id><published>2008-03-25T21:39:00.000+01:00</published><updated>2008-04-12T11:51:37.087+02:00</updated><title type='text'>THE INDEPENDENT E LA MOZZARELLA DI BUFALA.</title><content type='html'>Riportiamo, integralmente e in lingua inglese, l’articolo apparso sul quotidiano inglese The Independent, a proposito dell’emergenza rifiuti in Campania e della questione diossina nella mozzarella di bufala.&lt;br /&gt;Un duro affondo da parte dei corrispondenti da Roma del quotidiano (Michael McCarthy e John Phillips) ad un settore che sta attraversando una crisi profonda.&lt;br /&gt;Mai come in questo momento il prodotto mozzarella è il più controllato, e, forse, proprio per questo mai come in questo momento è più sicuro consumarlo.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/R-lkWxsM50I/AAAAAAAAAFg/NZ3gDGAXbcA/s1600-h/mozzarella.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5181783188725098306" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/R-lkWxsM50I/AAAAAAAAAFg/NZ3gDGAXbcA/s200/mozzarella.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Italy's toxic waste crisis, the Mafia –&lt;br /&gt;and the scandal of Europe's mozzarella&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="javascript:launchPopup(" action="Popup','',%20640,%20800,%20true,%20true,%20true,%20false);&amp;quot;"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;By Michael McCarthy and John Phillips in Rome&lt;br /&gt;Saturday, 22 March 2008 &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;It may be the moment when the throwaway society meets its retribution. A shadow this weekend hangs over one of the great staples of modern European life – Italy's mozzarella cheese.&lt;br /&gt;The topping on a billion pizzas, the magic ingredient in a million salads, is at the centre of a major food scare involving pollution, corruption, the Mafia and southern Italy's remarkable crisis in waste management.&lt;br /&gt;&lt;!--more--&gt;&lt;br /&gt;It centres on the buffalo milk used to produce the purest form of the rubbery, cream-coloured delicacy, now as prized an Italian export as extra virgin olive oil – mozzarella di bufala. High levels of dioxins, potentially hazardous pollutant chemicals, have been found in buffalo milk in a group of dairies in Campania, the southern province centring on Naples where most mozzarella production takes place.&lt;br /&gt;Italy's public health authorities believe that the contamination is the result of illegal dumping of toxic waste in Campania, where the waste industry is under the control of the Camorra, the local branch of the Mafia, and where Naples and its region are undergoing a major waste management crisis, with disposal facilities either broken or full, and rubbish piling up in the streets.&lt;br /&gt;The scale of the problem is such that it is becoming the cautionary tale par excellence of the modern throwaway society, showing how a major city can be swallowed up by its own refuse and making Naples and its region a symbol for filth around the world.&lt;br /&gt;Over the past week, Italian authorities have searched dozens of buffalo dairies and seized milk samples for tests after higher-than-permitted levels of dioxins were discovered in products from 29 mozzarella makers. After government chemists had analysed milk samples taken from some 2,000 herds of buffalo, the herds attached to 66 dairies have been quarantined pending further investigations, and prosecutors in Naples have placed 109 people under investigation in connection with the inquiry, on suspicion of fraud and food poisoning. Already, sales of mozzarella across Italy are said to have fallen by up to 50 per cent.&lt;br /&gt;Many Italians are naturally linking the buffalo milk contamination to the local waste and pollution scandal. "Of course we don't know for sure scientifically, but the high rate of dioxin is most likely linked to what the buffaloes ate," an Italian environmental official admitted yesterday, adding that the buffalo "grazed in areas where we know that toxic waste has been dumped in recent years".&lt;br /&gt;Health officials are stressing that Italian mozzarella itself is perfectly safe to eat. However, the growing crisis is causing national alarm, and yesterday the consortium of buffalo mozzarella makers in Campania took out full-page advertisements in La Repubblica and other national newspapers outlining the system of controls that are in place for its top-branded mozzarella, which carries the designation DOP (Denominazione d'Origine Protetta), meaning it has certain protection and quality guarantees. Health officials, police, agricultural and cheese authorities all guarantee the safe production of DOP mozzarella, the advertisement said, adding that the dairies involved in the police seizures were not members of the consortium.&lt;br /&gt;"Considering these norms, buffalo milk – before being transformed – is placed under the most stringent health and chemical controls which guarantee the safety and quality of Campania's DOP buffalo mozzarella," the advertisement said.&lt;br /&gt;In Naples, the president of the Association of Authentic Neapolitan Pizza-makers, Antonio Pace, urged the authorities to determine which dairies were to blame so as to prevent damage to the nation's consumption of pizzas, in most of which mozzarella is a key ingredient.&lt;br /&gt;The Minister for Agricultural Policy, Paolo De Castro, cautioned against irresponsible reporting of the inquiry and joined producers in reassuring the public that the risk from dioxins is minimal.&lt;br /&gt;"A negative campaign has been mounted on this theme penalising the very many honest producers who are the overwhelming majority, who every day work for a product that is the pride of our quality agricultural food sector," he said.&lt;br /&gt;The Italian agricultural lobby Coldiretti called for a rapid investigation, since buffalo mozzarella is such an important brand internationally as well as domestically. It said 33,000 tons, worth €300m (£234m), of DOP mozzarella is produced annually, employing some 20,000 people. Most DOP mozzarella is consumed in Italy, but 16 per cent is exported, mostly to European countries but also to Japan and Russia, Coldiretti said. The majority of mozzarella consumed in Britain is manufactured here, although delicatessens and major supermarkets also stock premium brands produced in Campania.&lt;br /&gt;Earlier this year, health authorities in Naples began screening residents for dioxin contamination amid accusations that toxic waste was being illegally dumped in the area. A recent study by the World Health Organisation found that people living in Campania were not as healthy as residents in the rest of Italy. Mortality rates, particularly from some forms of cancer, are higher in the areas around Naples where the rubbish crisis is at its most severe.&lt;br /&gt;This weekend, Neapolitan military and civilian authorities, struggling to cope with the city's rubbish crisis, called on citizens to keep all but the most perishable garbage at home over the Easter holiday to prevent the city's dumps being overwhelmed once again and fresh mountains of rubbish rotting in the streets.&lt;br /&gt;"For the Easter holidays, don't aggravate the emergency – keep at home at least paper, wrapping and cardboard," begged General Franco Giannini, one of the heads of a special rubbish task force appointed earlier this year by the government of Romano Prodi, the caretaker Prime Minister. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4189142309230203194-9036892586406621113?l=ilcontadinodellagaronna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/feeds/9036892586406621113/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4189142309230203194&amp;postID=9036892586406621113' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/9036892586406621113'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/9036892586406621113'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/2008/03/inedpendent-e-la-mozzarella-di-bufala.html' title='THE INDEPENDENT E LA MOZZARELLA DI BUFALA.'/><author><name>Avvocato Antonio Gaudiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15939171887183326815</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10941857508495838673'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/R-lkWxsM50I/AAAAAAAAAFg/NZ3gDGAXbcA/s72-c/mozzarella.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4189142309230203194.post-9147406675817699474</id><published>2008-03-25T20:52:00.000+01:00</published><updated>2008-03-25T21:37:18.953+01:00</updated><title type='text'>CITTA’ DEL VATICANO – MAGDI ALLAM VICE DIRETTORE DEL CORRIERE DELLA SERA E’ STATO BATTEZZATO DAL PAPA.</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/R-liYBsM5zI/AAAAAAAAAFY/yPoy0t7Vfw8/s1600-h/MAGDI+ALLAM.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5181781011176679218" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/R-liYBsM5zI/AAAAAAAAAFY/yPoy0t7Vfw8/s200/MAGDI+ALLAM.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;CITTA’ DEL VATICANO – Il vice direttore del Corriere della Sera, Magdi Allam, giornalista e scrittore di origine egiziana, ha lasciato l’Islam e si è convertito al cristianesimo. Nella messa della vigilia di Pasqua, ha ricevuto dal Papa, insieme ad altri 6 catecumeni, il battesimo che lo introduce nella comunità cattolica.&lt;br /&gt;E’ una scelta questa, come è stato da più parti sottolineato, che se fatta all’inverso, magari non avrebbe comportato alcun “problema”; ma che diventa scelta coraggiosa, se si pensa che potrebbe essere fatto oggetto di una “fatwa” mortale (una sentenza di morte). Per la giurisprudenza islamica, infatti, il battesimo del vice direttore del Corsera, potrebbe integrare una fattispecie di vero e proprio reato di “apostasia”. L’imam Izzedin El Zir, portavoce dell’Ucoii (Unione delle comunità islamiche in Italia), ha commentato “È un uomo adulto, libero di fare la sua scelta personale. L’importante è che ogni persona viva la sua religiosità in modo pacifico e rispettando le altre religioni”. E sulla questione apostasia il portavoce dell’UCOII non si pronuncia.&lt;br /&gt;Dall’altro canto il capo della sala stampa vaticana, Padre Lombardi, dice che “chi chiede di ricevere il Battesimo dopo una profonda ricerca personale, una scelta pienamente libera e un’adeguata preparazione, ha il diritto di riceverlo”. E che “il Santo Padre amministra il Battesimo nel corso della liturgia pasquale ai catecumeni che gli sono stati presentati, senza fare differenza di persone, cioè considerandoli tutti ugualmente importanti davanti all’amore di Dio e benvenuti nella comunità della Chiesa”&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4189142309230203194-9147406675817699474?l=ilcontadinodellagaronna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/feeds/9147406675817699474/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4189142309230203194&amp;postID=9147406675817699474' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/9147406675817699474'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/9147406675817699474'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/2008/03/citta-del-vaticano-magdi-allam-vice.html' title='CITTA’ DEL VATICANO – MAGDI ALLAM VICE DIRETTORE DEL CORRIERE DELLA SERA E’ STATO BATTEZZATO DAL PAPA.'/><author><name>Avvocato Antonio Gaudiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15939171887183326815</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10941857508495838673'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/R-liYBsM5zI/AAAAAAAAAFY/yPoy0t7Vfw8/s72-c/MAGDI+ALLAM.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4189142309230203194.post-5965280041411055160</id><published>2008-03-21T22:53:00.000+01:00</published><updated>2008-03-25T20:51:19.699+01:00</updated><title type='text'>"L'AMO SCOPERTO "</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Pubblichiamo un editoriale di Arturo Diaconale, a "commento" della campagna elettorale in corso. Arturo Diaconale è uno di quelli che, riteniamo, sia in linea con questo blog: pane al pane e vino al vino.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Nella Prima Repubblica la formazione di un governo di coalizione passava attraverso la rigida applicazione di un doppio Manuale Cencelli. Quello codificato che fissava la distribuzione del numero e del peso dei ministeri sulla base dei rapporti di forza elettorale tra i diversi partiti dell’alleanza governativa. &lt;!--more--&gt;,E quello, non codificato, che a questo primo criterio aggiungeva quello della presenza nell’esecutivo di personaggi chiaramente identificabili con zone precise del Paese. L’obbiettivo era di fare in modo che non solo la rappresentanza politica nelle sue diverse articolazioni venisse identificata all’interno del governo, ma che insieme ad essa trovasse un adeguato spazio anche la rappresentanza del territorio. Non c’è stato un solo governo della Prima Repubblica che non abbia avuto, ad esempio, uno o più esponenti della Sicilia o del Veneto. O che non abbia espresso un delicato equilibrio tra gli uomini del Nord, quelli del Sud e quelli del Centro. Non sempre l’obbiettivo di dare un preciso riscontro nel governo alle diverse anime territoriali del Paese è stato raggiunto. E nel lungo periodo le conseguenze negative degli errori hanno prodotto l’esplosione della questione settentrionale e la cronicizzazione di quella meridionale. Ma il tentativo non è mai mancato. Ed è stato anche ripetuto in tutti i governi, sia di centro destra che di centro sinistra, che si sono succeduti nel corso della lunga transizione della cosiddetta Seconda Repubblica. Per questo appare oggettivamente inquietante l’annuncio di Walter Veltroni che, in caso di vittoria elettorale del Partito Democratico, il governo da lui guidato istituirà un apposito ministero per il Nord-Est.&lt;br /&gt;Non che il Triveneto non meriti un’attenzione particolare in quanto cuore della piccola e media industria italiana alle prese con i problemi della globalizzazione. Ma perché mai se il Nord-Est dovesse avere un ministero apposito lo stesso non dovrebbe avvenire per la fascia adriatica che va da Ravenna a Pescara caratterizzata dalla presenza della stessa tipologia di aziende, anch’esse in lotta per una sopravvivenza sempre più difficile? E che dire del Nord-Ovest messo in ginocchio dalla crisi della Fiat e del suo indotto ed alla prese con una difficilissima operazione di riconversione verso nuove attività altrettanto remunerative?Per non parlare, infine, delle altre zone d’Italia. Tutte con le proprie peculiarità, i propri problemi, la propria specifica crisi. In questa luce, l’annuncio di Veltroni assume l’aspetto della semplice strumentalizzazione elettorale. Il Pd ha un problema di consenso nel Nord-Est? Ecco che dal cilindro del suo segretario spunta una promessa che è diretta non a dare una soluzione alle questioni dell’area, ma solo a tentare di recuperare il voto di qualche gonzo isolato. E’ facile preventivare che la stragrande maggioranza dei cittadini veneti si guarderà bene dall’abboccare ad un amo così scoperto. Ma la consapevolezza che la mossa di Veltroni è destinata a non avere successo non consola affatto. Perché questa iniziativa costituisce la conferma ulteriore e definitiva della assoluta indifferenza che i dirigenti del Pd nutrono nei confronti dei problemi reali del Paese. La loro unica preoccupazione è di evitare che la sconfitta annunciata sia troppo bruciante. Del resto se ne infischiano. Tanto questa volta a governare toccherà agli altri!&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#660000;"&gt;*&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Per chi voglia continuare a leggere i contributi di Arturo Diaconale:&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://orsodipietra.wordpress.com/"&gt;http://orsodipietra.wordpress.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4189142309230203194-5965280041411055160?l=ilcontadinodellagaronna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/feeds/5965280041411055160/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4189142309230203194&amp;postID=5965280041411055160' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/5965280041411055160'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/5965280041411055160'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/2008/03/lamo-scoperto-editoriale-di-arturo.html' title='&quot;L&apos;AMO SCOPERTO &quot;'/><author><name>Avvocato Antonio Gaudiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15939171887183326815</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10941857508495838673'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4189142309230203194.post-2806666785426332406</id><published>2008-03-18T23:31:00.001+01:00</published><updated>2008-03-18T23:33:34.773+01:00</updated><title type='text'>ROMA – CHIARA LUBICH. I FUNERALI. BERTONE: "LA SUA VITA UN CANTO ALL’AMORE DI DIO”.</title><content type='html'>&lt;p align="center"&gt;&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/R-BC_dp43ZI/AAAAAAAAAFQ/tX8UrCNli_U/s1600-h/Chiara+Lubich1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5179213229535583634" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/R-BC_dp43ZI/AAAAAAAAAFQ/tX8UrCNli_U/s200/Chiara+Lubich1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;(Nella foto: Chiara Lubich)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;ROMA - Un canto all'amore di Dio. Così il cardinale Tarcisio Bertone oggi ha definito la vita di Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, celebrandone le esequie a Roma."La vita di Chiara Lubich è un canto all'amore di Dio, a Dio che è Amore", ha detto il segretario di Stato vaticano, inviato da Papa Benedetto, nell'omelia per i funerali di quella che è stata una delle donne più influenti nel cattolicesimo moderno, morta venerdì scorso a 88 anni."La fondatrice del Movimento dei Focolari, con stile silenzioso ed umile, non crea istituzioni di assistenza e di promozione umana, ma si dedica ad accendere il fuoco dell'amore di Dio nei cuori", ha detto ancora Bertone nella basilica di San Paolo fuori le mura, dove il feretro è arrivato da Rocca di Papa scortato dal cerimoniale di Palazzo Chigi.Il cardinale Bertone ha celebrato la messa con altri sedici cardinali, oltre 40 vescovi e centinaia di sacerdoti, alla presenza di esponenti ecumenici, ebraici, musulmani e buddisti, oltre a rappresentanti di movimenti e comunità e di politici italiani tra cui il presidente del Consiglio uscente Romano Prodi.Secondo una nota dei Focolarini, all'evento avrebbero partecipato fra le 30.000 e le 40.000 persone.Il movimento dei Focolari - che conta più di 140.000 membri e 2,1 milioni di simpatizzanti in 182 paesi nel mondo - tenta di diffondere i valori cristiani rafforzando le famiglie tradizionali e proponendo il dialogo ecumenico ed interreligioso.Lubich ebbe l'ispirazione durante gli orrori della Seconda guerra mondiale, quando era insegnante. A 23 anni, sentì una vocazione religiosa e una chiamata ad alleviare le sofferenze umane.Fondò poi il movimento, sulla convinzione che non occorre diventare preti o suore per vivere pienamente il cattolicesimo.Lubich vinse numerosi premi, compreso il Templeton Foundation Prize per i progressi nella religione e il Premio per la pace dell'Unesco.Nata nel 1920 a Trento, Chiara Lubich è stata ammirata da diversi papi: fu particolarmente vicina a Papa Giovanni Paolo II, che premiò altri movimenti laici come l'Opus Dei, la comunità di Sant' Egidio e Comunione e Liberazione.Lubich - che si era fatta promotrice del dialogo interreligioso e una volta pregò in una moschea nei pressi di Harlem, a New York - fondò delle "cittadelle" in diversi paesi, dove gli abitanti potessero vivere e portare avanti la loro vocazione spirituale e sociale.Nata come Silvia Lubich, prese poi il nome di Chiara in omaggio a Santa Chiara d'Assisi.Il Campidoglio ha contribuito all'organizzazione dei funerali, mentre la Protezione civile ha messo a disposizione cento volontari, ha precisato nella sua nota il Movimento dei Focolari.La cerimonia è stata trasmessa in diretta da RaiUno, RaiNews24, Sat 2000 e Telepace, ma anche da emittenti straniere negli Stati Uniti, in Brasile, Francia, Repubblica Ceca, Spagna e Libano.&lt;br /&gt;Fonte: Reuters Italia &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4189142309230203194-2806666785426332406?l=ilcontadinodellagaronna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/feeds/2806666785426332406/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4189142309230203194&amp;postID=2806666785426332406' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/2806666785426332406'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/2806666785426332406'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/2008/03/roma-chiara-lubich-i-funerali-bertone.html' title='ROMA – CHIARA LUBICH. I FUNERALI. BERTONE: &quot;LA SUA VITA UN CANTO ALL’AMORE DI DIO”.'/><author><name>Avvocato Antonio Gaudiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15939171887183326815</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10941857508495838673'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/R-BC_dp43ZI/AAAAAAAAAFQ/tX8UrCNli_U/s72-c/Chiara+Lubich1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4189142309230203194.post-7406319608133206056</id><published>2008-03-18T07:39:00.000+01:00</published><updated>2008-03-18T07:44:13.106+01:00</updated><title type='text'>S. MARIA LA FOSSA - BLOCCATA DAI SINDACI DI S.MARIA LA FOSSA E GRAZZANISE LA DISCARICA DI FERRANDELLE</title><content type='html'>&lt;p align="center"&gt;&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/R99kBtp43YI/AAAAAAAAAFI/eglsatSe55g/s1600-h/I+CAMION+A+FERRANDELLE.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5178968077097295234" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/R99kBtp43YI/AAAAAAAAAFI/eglsatSe55g/s200/I+CAMION+A+FERRANDELLE.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;(camion a Ferrandelle)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Santa Maria La Fossa – “Sono saltati tutti i controlli. Non si capisce più niente. Notte tempo fanno scaricare i camion che provengono da Napoli e i nostri hanno difficoltà a scaricare. In effetti ai camion provenienti dal napoletano non fanno fare la trasferenza e li immettono direttamente in discarica, mentre quelli del casertano sono costretti a fare altra trafila”. E’ quanto ci ha dichiarato il sindaco Bartolomeo Abbate, presente nella mattinata di ieri sul sito di Ferrandelle. “Ieri notte (tra domenica e lunedì n.d.r.), abbiamo dovuto presidiare l’entrata di Ferrandelle per impedire l’ingresso dei camion napoletani”. Gli ha fatto eco il pure onnipresente sindaco di Grazzanise Enrico Parente. E ha continuato “Siamo rimasti con altra trentina di altre persone fino all’una, quando si sono decisi a spegnere le ruspe. Deve pensare che erano tre giorni che il comune di Grazzanise non riusciva a scaricare, e allora mi sono dovuto fare accompagnare dai carabinieri e solo così hanno permesso ai nostri auto compattatori di scaricare”. Quali azioni pensate di intraprendere? “Stiamo organizzando una riunione con tutti i sindaci del casertano (che si svolgerà stamattina presso la scuola media “mons. E. Mirra” di Santa Maria La Fossa. N.d.r.), invieremo 104 fax a tutti i comuni del casertano. In fondo il problema è anche il loro”. Occorre, infatti, in questo momento la solidarietà di tutti. Abbiamo più volte detto che se già c’era uno scollamento tra i cittadini e i politici, che De Gennaro mantenesse i patti, perché altrimenti si sarebbe scavato un altro profondo solco tra i cittadini e le istituzioni, e allora saremmo veramente arrivati alla frutta, come si dice. Ebbene, siamo arrivati alla frutta! Ci dite di chi la popolazione dovrebbe avere più fiducia? Anche se oggi si mettesse, come si dice “il nero sul bianco”? E quale altra popolazione di Marigliano, di Taverna del re e di altre località individuate come siti di stoccaggio o di semplici discariche di tal quale, si siederà più ad un tavolo di concertazione? A sentire i politici locali si avverte la sensazione che le aspettative siano state non rispettate da parte delle istituzioni. In nome dell’emergenza, si sta compiendo uno scempio immane. “Sono come le cavallette – ha detto il vice sindaco Ferdinando Giordano – vengono, distruggono il raccolto e poi vanno via. Bisogna proporre delle denunce alla magistratura. Bisogna in qualche modo fermarli”. Stamane la chiamata a raccolta dei sindaci del casertano. Bisognerà sottolineare le assenze. Specie quelle “ingiustificate”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4189142309230203194-7406319608133206056?l=ilcontadinodellagaronna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/feeds/7406319608133206056/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4189142309230203194&amp;postID=7406319608133206056' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/7406319608133206056'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/7406319608133206056'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/2008/03/s-maria-la-fossa-bloccata-dai-sindai-di.html' title='S. MARIA LA FOSSA - BLOCCATA DAI SINDACI DI S.MARIA LA FOSSA E GRAZZANISE LA DISCARICA DI FERRANDELLE'/><author><name>Avvocato Antonio Gaudiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15939171887183326815</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10941857508495838673'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/R99kBtp43YI/AAAAAAAAAFI/eglsatSe55g/s72-c/I+CAMION+A+FERRANDELLE.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4189142309230203194.post-7010804074989862363</id><published>2008-03-16T12:02:00.001+01:00</published><updated>2008-03-16T12:04:17.834+01:00</updated><title type='text'>ROCCA DI PAPA (Roma) - LA MORTE DI CHIARA LUBICH:c'erano tutte le sue prime amiche in prima fila alla messa per l'apertura della camera ardente.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/R9z-Udp43WI/AAAAAAAAAE4/inotE3N59m8/s1600-h/chiara+lubich+con+papa+woitila.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5178293299080387938" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/R9z-Udp43WI/AAAAAAAAAE4/inotE3N59m8/s200/chiara+lubich+con+papa+woitila.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;ROCCA DI PAPA (Roma) - C’erano tutte le prime compagne di Chiara Lubich (nella foto con Giovanni Paolo II) sedute in prima fila alla messa che è stata celebrata questo pomeriggio a Rocca di Papa per l’apertura della camera ardente allestita fino a martedì al centro internazionale del Movimento dei Focolari: Eli Folonari che l’ha seguita da vicino, Aletta Salizzoni, Silvana Veronesi, Graziella De Luca, Gis Calliari, Bruna Tomasi. “Chiara - dice Silvana Veronesi - è stata una persona che Dio ha scelto per affidarle un grande compito nel mondo, e cioè far scoprire agli uomini cosa c’era sotto quelle parole di Gesù, che siano una cosa sola affinchéil mondo creda. E lei con la sua scelta radicale di Dio, ci ha fatto entrare tuttenella logica dell’amore”. “Il futuro nessuno lo conosce – prosegue la Veronesi -. Chiara però ci ha insegnato ad avere tra di noi quell’amore scambievole che porta la presenza di Gesù stesso tra noi. Quindi noi ci fidiamo di questo esarà questo il nostro primo impegno. Per questo è più forte la fiducia del timore, perché è Dio che ha promesso ‘dove due o più sono uniti nel mio nome, io sarà in mezzo a loro’ . Noi cediamo a Lui. E’ lui che fa miracoli, cheporta la gioia la dove c’è dolore”. “La forza di Chiara – le fa eco Bruna Tomasiche oggi segue la zona dell’Africa – sta nell’indicare agli uomini la strada perDio. Proponeva una vita piena che valeva la pena di vivere. E noi l’abbiamo seguita. Non pensavamo di creare un movimento. Noi volevamo solo vivere il Vangelo”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;color:#cccccc;"&gt;Fonte: comunicato stampa&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4189142309230203194-7010804074989862363?l=ilcontadinodellagaronna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/feeds/7010804074989862363/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4189142309230203194&amp;postID=7010804074989862363' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/7010804074989862363'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/7010804074989862363'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/2008/03/rocca-di-papa-roma-la-morte-di-chiara.html' title='ROCCA DI PAPA (Roma) - LA MORTE DI CHIARA LUBICH:c&apos;erano tutte le sue prime amiche in prima fila alla messa per l&apos;apertura della camera ardente.'/><author><name>Avvocato Antonio Gaudiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15939171887183326815</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10941857508495838673'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/R9z-Udp43WI/AAAAAAAAAE4/inotE3N59m8/s72-c/chiara+lubich+con+papa+woitila.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4189142309230203194.post-8698613679798587593</id><published>2008-03-15T00:54:00.000+01:00</published><updated>2008-03-15T00:57:24.193+01:00</updated><title type='text'>ROMA - E’ MORTA CHIARA LUBICH, LA FONDATRICE DEL MOVIMENTO DEI FOCOLARI.</title><content type='html'>&lt;p align="left"&gt;&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/R9sQYtp43VI/AAAAAAAAAEw/88E7bs2impM/s1600-h/x-Unesco1996-2-p.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5177750213350710610" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/R9sQYtp43VI/AAAAAAAAAEw/88E7bs2impM/s200/x-Unesco1996-2-p.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;ROMA - È morta alle prime ore di venerdì 14 marzo, a 88 anni, nella sua abitazione di Rocca di Papa, in provincia di Roma, Chiara Lubich. La fondatrice del Movimento dei Focolari era da tempo gravemente malata. Nella notte di mercoledì, aveva chiesto di lasciare il policlinico "Gemelli" dove era ricoverata. Migliaia i messaggi di cordoglio che continuano a giungere da ogni parte del mondo, nel Centro internazionale del Movimento dei Focolari, che si trova a Rocca di Papa, dove è stata aperta la camera ardente. I funerali si svolgeranno martedì prossimo alle ore 15, a Roma, nella basilica di San Paolo fuori le mura e verranno presieduti dal cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato.&lt;br /&gt;Il papa Benedetto XVI, nell’apprendere della notizia della morte di Chiara Lubich, così si è espresso: “Ho appreso con profonda emozione la notizia della pia morte della signorina Chiara Lubich sopraggiunta al termine di una lunga e feconda vita segnata instancabilmente dal suo amore per Gesù abbandonato. In quest'ora di doloroso distacco sono spiritualmente vicino con affetto ai familiari e all'intera Opera di Maria - Movimento dei Focolari che da lei ha avuto origine come pure a quanti hanno apprezzato il suo impegno costante per la comunione nella Chiesa per il dialogo ecumenico e la fratellanza tra tutti i popoli. Ringrazio il Signore per la testimonianza della sua esistenza spesa nell'ascolto dei bisogni dell'uomo contemporaneo in piena fedeltà alla Chiesa e al Papa e mentre ne affido l'anima alla divina bontà affinché la accolga nel seno del Padre auspico che quanti l'hanno conosciuta e incontrata ammirando le meraviglie che Dio ha compiuto attraverso il suo ardore missionario ne seguano le orme mantenendone vivo il carisma. Con tali voti invoco la materna intercessione di Maria e volentieri imparto a tutti la Benedizione Apostolica”.&lt;br /&gt;Era nata a Trento il 22 gennaio del 1920, il suo vero nome era Silvia. Suo padre perse il lavoro a causa delle sue idee socialiste e così tutta la famiglia visse anni di estrema povertà. Per mantenersi e pagarsi le spese universitarie (si iscrisse a filosofia a Venezia), sin da giovanissima, diede lezioni private e agli inizi degli anni '40 insegnò nelle scuole elementari nella città natale. Durante la seconda guerra mondiale scelse di ispirarsi all'ideale ''Dio Amore'', e condivise questa idea con un piccolo gruppo di compagne, che come lei si erano formate nell'Azione Cattolica.&lt;br /&gt;Il 7 dicembre 1943 si consacrò a Dio e scelse di cambiare il suo nome in quello di Chiara, in onore della santa di Assisi. Questa data è oggi considerata l'inizio del Movimento dei Focolari. Al parlamento italiano, nel 1948, incontrò lo scrittore, giornalista e deputato democristiano Igino Giordani, da lei poi ribattezzato Foco, ritenuto cofondatore del movimento per il suo contributo all'incarnazione nel sociale della spiritualità dell'unità.&lt;br /&gt;I bombardamenti della seconda guerra mondiale fanno da sfondo “rumoroso” ed occasione dei suoi primi incontri con il primo nucleo di amiche dal quale nascerà il Movimento dei Focolari. E’ lei stessa a raccontare … “Trento 1944. In un rifugio antiaereo, apriamo a caso il Vangelo alla pagina del Testamento di Gesù: "Che tutti siano uno, Padre, come io e te". Quelle parole sembrano illuminarsi ad una ad una.Quel "tutti" sarebbe stato il nostro orizzonte. Quel progetto di unità la ragione della nostra vita”.&lt;br /&gt;E' sullo sfondo di odio e violenza del secondo conflitto mondiale che si accende la scintilla ispiratrice la "scoperta folgorante" dell'Unico che "nessuna bomba può far crollare": Dio. Dio, sperimentato come Amore, cambia radicalmente la vita di Chiara Lubich, allora poco più che ventenne. Un'esperienza subito comunicata e condivisa dalle sue prime compagne.&lt;br /&gt;Nei rifugi antiaerei portano solo il Vangelo. Vi trovano "come" rispondere all'Amore. In quel tempo Chiara stessa scrive: "Ogni giorno nuove scoperte: il Vangelo era diventato unico nostro libro, unica luce di vita".&lt;br /&gt;Nel comandamento dell’amore scambievole scoprono la legge per ricomporre nella fraternità la società disgregata. "Mettiamo tutto in comune: cose, case, aiuti, denari. La vita è un’altra".&lt;br /&gt;Ben presto quel primo gruppo diventa un Movimento che suscita un rinnovamento spirituale e sociale. In poco più di 60 anni di vita ha raggiunto una diffusione mondiale (182 Paesi), con oltre due milioni di aderenti e una irradiazione di alcuni milioni, difficilmente quantificabile.&lt;br /&gt;Un piccolo popolo - Per la varietà della sua composizione, con gli anni, il Movimento assume le dimensioni di un piccolo popolo, come lo definì Papa Giovanni Paolo II: abbraccia non solo cattolici, ma anche cristiani di diverse Chiese e comunità ecclesiali ed ebrei. Via via vi fanno parte seguaci di grandi religioni, e persone senza un riferimento religioso. L'adesione al movimento avviene senza sincretismi, nella piena fedeltà alla propria identità. Comune è l'impegno a vivere, pur in vario modo, l'amore e l'unità, che sono iscritti nel DNA di ogni uomo.&lt;br /&gt;Perchè la denominazione Movimento dei Focolari - Sin dagli inizi, il Movimento verrà denominato "dei focolari" dalla gente di Trento, per "il fuoco" dell’amore evangelico che animava Chiara Lubich e le sue prime compagne.&lt;br /&gt;Fondatrice e presidente: Chiara Lubich. Lei stessa sottolinea che il Movimento "non è stato pensato da mente umana, ma è frutto di un carisma che viene dall'Alto. Noi cerchiamo di seguire, attraverso le circostanze, la volontà di Dio giorno dopo giorno". Mentre si credeva di vivere semplicemente il Vangelo - scrive ancora Chiara Lubich - inavvertitamente lo Spirito andava sottolineando alcune Parole che dovevano diventare i principi operanti di una nuova corrente spirituale:la spiritualità dell'unità". E’ da questa spiritualità, che diventa stile di vita di persone di ogni età, categoria, vocazione e cultura, che si sviluppa il Movimento. Al suo cuore i 'focolari', piccole comunità maschili o femminili, composte da laici, vergini e coniugati, totalmente donati a Dio secondo il loro stato, impegnati innanzitutto a mantenere viva la presenza del Risorto, da Lui promessa quando "due o tre sono riuniti nel Suo nome".&lt;br /&gt;Nell’attuale cambiamento epocale, condividendo con l’umanità la sofferta gestazione di una nuova civiltà globalizzata, interdipendente, multiculturale e multireligiosa, il Movimento è impegnato, insieme alle molte forze che si muovono in questa direzione, a comporre nell'unità la famiglia umana, arricchita dalle diversità. Principalmente i "focolari", riuniti in "zone", convergenti in un unico "Centro internazionale". Via via, dall’unico albero, nascono numerose diramazioni, tra cui movimenti ad ampio raggio, che gettano semi di rinnovamento nei diversi ambiti della società e della Chiesa aprendo spazi di fraternità e di unità: Famiglie Nuove; Umanità Nuova; Giovani per un mondo unito; Ragazzi per l’unità; Movimento parrocchiale e diocesano; Movimento sacerdotale; Movimento dei religiosi e religiose appartenenti a diverse Congregazioni.&lt;br /&gt;La reciprocità dell'amore fino a costruire l'unità si rivela come "codice" per trasformare il sociale, imprimendo la dimensione della comunione, della solidarietà nei vari ambiti della società, come: politica, economia, rapporti tra i popoli, moralizzazione pubblica ed etica sociale, salute, educazione e cultura, comunicazione sociale. Di particolare rilievo:&lt;br /&gt;Movimento politico per l'unità aperto a persone impegnate a diversi livelli, delle più varie estrazioni partitiche, propone la fraternità come categoria politica in vista del bene comune.&lt;br /&gt;Economia di Comunione: progetto che, nel mondo dell’economia, ispira la gestione di oltre 750 imprese ed ha un impatto anche a livello culturale.&lt;br /&gt;Cooperazione internazionale. Oltre 1000 le opere sociali di varie dimensioni nei 5 continenti. Particolarmente sviluppate quelle in atto in campo socio-sanitario ed educativo nelle aree più depresse. La valorizzazione della reciprocità suscita autosviluppo e riscatto sociale, azione supportata da una Ong del Movimento, l’AMU: Azione mondo unito. Le cittadelle sono 35, a vari stadi di sviluppo, con le caratteristiche della cultura in cui sorgono. Sono città in miniatura con case, scuole, aziende, luoghi di culto. Per lo stile di vita che promuovono possono offrire un modello alla convivenza nelle grandi città.&lt;br /&gt;Formazione all’unità. 63 sono i "Centri Mariapoli" per la formazione spirituale e sociale dei membri, in 46 nazioni. 8 in Italia, oltre al Centro Internazionale che ha sede a Castelgandolfo (Roma). Scuole di formazione permanenti per le varie diramazioni del Movimento sorgono nelle varie cittadelle. Un centro studi interdisciplinari, la Scuola Abbà, raccoglie docenti impegnati ad elaborare le prime linee di una cultura illuminata dal carisma dell’unità. Un ulteriore sviluppo, a livello culturale, è segnato dalla costituzione di reti internazionali di studiosi, professionisti, studenti che approfondiscono ciascuna disciplina e promuovono convegni, corsi di formazione, pubblicazioni. Per diffondere questa cultura: Città Nuova editrice, in 31 Paesi; Città Nuova, periodico di opinione: 37 edizioni in altrettante nazioni, in 22 lingue.&lt;br /&gt;Nuova Umanità, rivista bimestrale di cultura; Unità e carismi e Gen’s, bimestrali di cultura e aggiornamento ecclesiale, in varie lingue; Centro S. Chiara e Charisma, centri produzione audiovisivi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4189142309230203194-8698613679798587593?l=ilcontadinodellagaronna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/feeds/8698613679798587593/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4189142309230203194&amp;postID=8698613679798587593' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/8698613679798587593'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/8698613679798587593'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/2008/03/roma-e-morta-chiara-lubich-la.html' title='ROMA - E’ MORTA CHIARA LUBICH, LA FONDATRICE DEL MOVIMENTO DEI FOCOLARI.'/><author><name>Avvocato Antonio Gaudiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15939171887183326815</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10941857508495838673'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/R9sQYtp43VI/AAAAAAAAAEw/88E7bs2impM/s72-c/x-Unesco1996-2-p.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4189142309230203194.post-8089157419412618798</id><published>2008-03-14T22:46:00.000+01:00</published><updated>2008-03-14T22:48:49.751+01:00</updated><title type='text'>IL PROGRAMMA ELETTORALE DEL POPOLO DELLA LIBERTA' - INTEGRALE</title><content type='html'>Programma elettorale per le elezioni politiche del 13 e 14 aprile 2008 della Sinistra Arcobaleno in 14 Punti&lt;br /&gt;1. Dignità e diritti nel lavoro: la sicurezza&lt;br /&gt;2. Dignità e diritti nel lavoro: lotta alla precarietà&lt;br /&gt;3. Dignità e diritti nel lavoro: salari, fisco e redistribuzione del reddito&lt;br /&gt;4. Laicità: lo spazio di libertà per tutti&lt;br /&gt;5. Libertà e autodeterminazione femminile&lt;br /&gt;6. La pace, il disarmo&lt;br /&gt;7. Proteggere il pianeta: un Patto per il clima&lt;br /&gt;8. Le "Grandi Opere" di cui il Paese ha bisogno&lt;br /&gt;9. Il diritto alla salute e le politiche sociali, indice di civiltà&lt;br /&gt;10. La casa è un diritto, non una merce&lt;br /&gt;11. Convivenza, inclusione, cittadinanza&lt;br /&gt;12. Istruzione, formazione, università e ricerca: le vere risorse per il futuro&lt;br /&gt;13. Tagliare i privilegi, difendere la democrazia&lt;br /&gt;14. Una informazione libera, pluralista, democratica  1. Dignità e diritti nel lavoro: la sicurezza Ogni giorno in Italia muoiono in media 4 persone mentre lavorano. Grazie a una legge voluta dal Governo Berlusconi si può lavorare anche 13 o 14 ore al giorno e spesso per lavorare occorre rinunciare ai propri diritti. Siamo arrivati al paradosso che il lavoro è pagato a prezzi orientali e le merci così prodotte vengono vendute a prezzi occidentali. La Sinistra l’Arcobaleno propone: una legge che fissi la durata massima del lavoro giornaliero in 8 ore e in 2 ore la durata massima degli straordinari; l’immediata approvazione dei decreti attuativi del Testo Unico sulla Sicurezza sul lavoro e quindi più controlli e più certezza e severità delle pene per le imprese che trasgrediscono le norme.&lt;br /&gt;Programma elettorale per le elezioni politiche del 13 e 14 aprile 2008 della la Sinistra l’Arcobaleno 2. Dignità e diritti nel lavoro: lotta alla precarietà I lavoratori e le lavoratrici precarie nel nostro Paese sono oltre 4 milioni. È precarietà di vita, non solo di lavoro. La Sinistra l’Arcobaleno propone di superare la legge 30 e di affermare il contratto a tempo pieno e indeterminato come forma ordinaria del rapporto di lavoro; di rafforzare la tutela dell’articolo 18 contro i licenziamenti ingiustificati; di cancellare dall’ordinamento le forme di lavoro co.co.co, co.co.pro e le false partite IVA 3. Dignità e diritti nel lavoro: salari, fisco e redistribuzione del reddito Nel 2003 ai lavoratori toccava il 48,9% del reddito prodotto nel Paese, nel 1972 era il 59,2%. Oggi la quota dei redditi da lavoro dipendente è ulteriormente diminuita. Secondo i dati della Banca d’Italia, dal 2000 al 2006 prezzi e tariffe sono notevolmente aumentati e i salari sono rimasti invariati. La Sinistra l’Arcobaleno vuole fissare per legge il salario orario minimo per garantire una retribuzione mensile netta di almeno 1000 euro; propone un meccanismo di recupero automatico annuale dell’inflazione reale; propone di elevare le detrazioni fiscali per i lavoratori dipendenti. La Sinistra l’Arcobaleno vuole introdurre, come avviene in tutta Europa, un reddito sociale per i giovani in cerca di occupazione e per i disoccupati di lungo periodo, costituito da erogazioni monetarie e da un pacchetto di beni e servizi. La Sinistra l’Arcobaleno propone di diminuire il prelievo fiscale per i redditi più bassi portandoli dal 23 al 20%, contemporaneamente di aumentare la tassazione sulle rendite finanziarie al 20%, di redistribuire il reddito ai lavoratori e alle lavoratrici attuando immediatamente quanto previsto dalla Finanziaria di quest’anno, che destina loro tutto l’extragettito maturato. 4. Laicità: lo spazio di libertà per tutti Sito web: www.sinistrarcobaleno.it 2 Nei Paesi europei più avanzati, e non solo in Europa, i fondamentali diritti della persona sono tutelati e garantiti da una legislazione che ne salvaguarda la sfera personale, nel rispetto della libertà di scelta di ciascuna e di ciascuno. Da noi non è così. La Sinistra l’Arcobaleno afferma l’uguaglianza sostanziale dei diritti delle persone omosessuali e propone il riconoscimento pubblico delle unioni civili. La Sinistra l’Arcobaleno ritiene che ognuna e ognuno abbia il diritto di decidere del proprio corpo e della propria vita e propone una legge sul testamento biologico.&lt;br /&gt;Programma elettorale per le elezioni politiche del 13 e 14 aprile 2008 della la Sinistra l’Arcobaleno 5. Libertà e autodeterminazione femminile Nemmeno negli anni ’70 l’attacco alla libertà delle donne è stato tanto feroce; addirittura c’è chi propone una moratoria contro l’aborto chiamando “assassine” le donne. La Sinistra l’Arcobaleno propone interventi affinché la legge 194 sia applicata estendendo in tutto il Paese la rete dei consultori e introducendo in via definitiva la pillola RU 486 come tecnica non chirurgica di intervento che può essere scelta dalle donne; una nuova legge sulla fecondazione assistita per eliminare gli ingiusti divieti della legge 40, lesivi della libertà di scelta delle donne e del diritto costituzionale alla tutela della salute; una norma che persegua tutte le forme di discriminazione basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere. 6. La pace, il disarmo L’Italia è al 32° posto per la ricerca scientifica e al 7° posto nella classifica mondiale delle spese in armamenti. Con i soldi spesi per comprare un solo caccia Euro Fighter si potrebbero costruire 100 asili. La Sinistra l’Arcobaleno ritiene che vada pienamente attuato l’art. 11 della Costituzione. L’Italia non deve più partecipare a missioni al di fuori del comando politico e militare delle Nazioni Unite. Vanno tagliate le spese per gli armamenti ed avviata la riconversione dell’industria bellica applicando la legge 185. Vogliamo una legge per la messa al bando delle armi nucleari dal nostro Paese. Siamo contrari alla costruzione della nuova base militare a Vicenza ed è necessaria una Conferenza nazionale sulle servitù militari per rimettere in discussione tutte le basi della guerra preventiva presenti sul nostro territorio. Serve una nuova legge sulla cooperazione allo sviluppo. 7. Proteggere il pianeta: un Patto per il clima Sito web: www.sinistrarcobaleno.it 3 Contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici è fondamentale per garantire una speranza di futuro all’umanità: senza adeguate misure ci saranno rischi certi per la salute e l’ambiente. La Sinistra l’Arcobaleno rifiuta il nucleare e propone che entro il 2020 si superi il 20% dell’energia prodotta da fonti rinnovabili e che le emissioni siano ridotte del 20%; un grande investimento pubblico in pannelli solari su tutti i tetti delle case e degli edifici pubblici. L’acqua è un bene comune e come tale deve essere pubblico. La Sinistra l’Arcobaleno propone la ripubblicizzazione dei servizi idrici, una legge quadro sul governo del suolo e l’inasprimento delle pene contro i reati ambientali e le ecomafie.&lt;br /&gt;Programma elettorale per le elezioni politiche del 13 e 14 aprile 2008 della la Sinistra l’Arcobaleno 8. Le “Grandi Opere” di cui il Paese ha bisogno Sono necessari grandi investimenti per una diversa qualità dello sviluppo e una buona occupazione. Queste sono le nostre “Grandi Opere”: messa in sicurezza del territorio dal rischio sismico e da quello idrogeologico; investimenti per migliorare i servizi di trasporto per i pendolari e la mobilità nelle città con nuove metropolitane, linee tramviarie e mezzi a energia pulita. Nei prossimi 5 anni 1000 treni per i pendolari. Vanno abbandonati progetti inutili e dannosi come il Ponte sullo Stretto, il Mose a Venezia, la TAV in Val di Susa, a favore di interventi su nodi ferroviari urbani, infrastrutture ferroviarie nel Mezzogiorno e potenziamento dei valichi alpini. Investimenti sul trasporto merci su rotaia e sulle autostrade del mare. Riduzione della produzione dei rifiuti, forti investimenti nella raccolta differenziata, misure concrete per il riciclaggio, impiego delle tecnologie più moderne ed avanzate. 9. Il diritto alla salute e le politiche sociali, indice di civiltà L’Italia destina alla spesa sociale solo il 2,7% del PIL. In Germania, ad esempio, alla spesa sociale viene destinato l’8,3%. Il fallimento e la crisi dei sistemi che hanno introdotto il mercato nella sanità sono la dimostrazione ulteriore che solo il sistema sanitario pubblico e universalistico può dare risposte al bisogno di salute. La Sinistra l’Arcobaleno propone di adeguare il fondo sanitario nazionale al livello europeo, superare definitivamente i Ticket e le liste di attesa, inserire le cure odontoiatriche nei livelli essenziali del sistema sanitario. La Sinistra l’Arcobaleno propone una legge sulla non autosufficienza finanziando un fondo nazionale per almeno 1,5 miliardi di euro, l’aumento del fondo nazionale per le politiche sociali e l’indicazione di livelli essenziali delle prestazioni per eliminare la divaricazione fra regioni ricche e povere. La Sinistra l’Arcobaleno lancia un piano di asili come cardine della rete dei servizi per le bambine e i bambini. 10. La casa è un diritto, non una merce Sito web: www.sinistrarcobaleno.it 4 Dopo un ventennio di politiche di privatizzazione e deregolamentazione del mercato delle locazioni, il costo degli affitti raggiunge oggi il 50% del reddito e anche più e gli sfratti di chi non ce la fa a pagare i canoni sono diventati il 70% del totale. L’Italia spende per la politica sociale della casa un decimo dell’Europa. La Sinistra l’Arcobaleno afferma che non ci possano essere sfratti se non da casa a casa, propone un piano nazionale per l’edilizia sociale a cui destinare 1,5 miliardi di euro, che porti l’Italia al livello europeo, modificare la legge 431/98, abolendo il canale libero. Vogliamo costituire un fondo a sostegno della ricontrattazione dei mutui di chi ha acquistato la prima casa e rischia di perdere l’alloggio ed eliminare l’ICI sulla prima casa non di lusso per i redditi medio-bassi.&lt;br /&gt;Programma elettorale per le elezioni politiche del 13 e 14 aprile 2008 della la Sinistra l’Arcobaleno 11. Convivenza, inclusione, cittadinanza Gli immigrati in Italia sono quasi 4 milioni, incidono per il 6,1% sul PIL, pagano quasi 1,87 miliardi di euro di tasse. Sono lavoratrici e lavoratori indispensabili per la nostra società, ma sono esclusi dall’accesso a molti diritti. La normativa attuale impedisce l’ingresso legale nel nostro Paese, creando clandestinità e sottoponendo donne e uomini migranti ad una condizione di sfruttamento e precarietà estrema. La Sinistra l’Arcobaleno ritiene indispensabile l’abolizione della legge Bossi-Fini, e l’approvazione di una nuova normativa che introduca l’ingresso per ricerca di lavoro, meccanismi di regolarizzazione permanente, il diritto di voto alle elezioni amministrative, la chiusura dei CPT, una legge sulla cittadinanza sulla base del principio dello jus soli. 12. Istruzione, formazione, università e ricerca: le vere risorse per il futuro Sito web: www.sinistrarcobaleno.it 5 Gli iscritti e le iscritte alla scuola italiana di ogni ordine e grado sono 7.742.294, le risorse destinate all’istruzione e la formazione sono pari al 3,5% del PIL e non aumentano da molti anni. Nel nostro Paese gli investimenti in università e ricerca rappresentano l’1,1% del PIL contro l’1,87% dell’Europa a 25, il 2,7% degli USA, il 3,15% del Giappone. La Sinistra l’Arcobaleno ritiene la laicità della scuola pubblica fondamentale a partire dal rispetto rigoroso del principio che le scuole private sono libere, ma senza oneri a carico dello Stato. La Sinistra l’Arcobaleno propone la generalizzazione della scuola dell’infanzia, l’estensione del tempo pieno e prolungato, l’innalzamento dell’obbligo scolastico da fare nella scuola e da portare progressivamente a 18 anni; la valorizzazione del ruolo dell’insegnante come intellettuale educatore. La Sinistra l’Arcobaleno propone di aumentare l’investimento pubblico in alta formazione e ricerca, nel corso della prossima legislatura, per raggiungere la media dei paesi OCSE; di rinnovare il sistema università e ricerca, anche con il reclutamento di 3000 giovani ricercatori l’anno per i prossimi 5 anni; di estendere il diritto allo studio elevando a 20.000 euro il limite di reddito per aver diritto alla borsa di studio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4189142309230203194-8089157419412618798?l=ilcontadinodellagaronna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/feeds/8089157419412618798/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4189142309230203194&amp;postID=8089157419412618798' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/8089157419412618798'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/8089157419412618798'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/2008/03/il-programma-elettorale-del-popolo.html' title='IL PROGRAMMA ELETTORALE DEL POPOLO DELLA LIBERTA&apos; - INTEGRALE'/><author><name>Avvocato Antonio Gaudiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15939171887183326815</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10941857508495838673'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4189142309230203194.post-6189721417477008467</id><published>2008-03-14T22:43:00.000+01:00</published><updated>2008-03-14T22:46:18.994+01:00</updated><title type='text'>IL PROGRAMMA ELETTORALE DELLA SINISTRA ARCOBALENO - INTEGRALE</title><content type='html'>Programma elettorale per le elezioni politiche del 13 e 14 aprile 2008 della Sinistra Arcobaleno in 14 Punti&lt;br /&gt;1. Dignità e diritti nel lavoro: la sicurezza&lt;br /&gt;2. Dignità e diritti nel lavoro: lotta alla precarietà&lt;br /&gt;3. Dignità e diritti nel lavoro: salari, fisco e redistribuzione del reddito&lt;br /&gt;4. Laicità: lo spazio di libertà per tutti&lt;br /&gt;5. Libertà e autodeterminazione femminile&lt;br /&gt;6. La pace, il disarmo&lt;br /&gt;7. Proteggere il pianeta: un Patto per il clima&lt;br /&gt;8. Le "Grandi Opere" di cui il Paese ha bisogno&lt;br /&gt;9. Il diritto alla salute e le politiche sociali, indice di civiltà&lt;br /&gt;10. La casa è un diritto, non una merce&lt;br /&gt;11. Convivenza, inclusione, cittadinanza&lt;br /&gt;12. Istruzione, formazione, università e ricerca: le vere risorse per il futuro&lt;br /&gt;13. Tagliare i privilegi, difendere la democrazia&lt;br /&gt;14. Una informazione libera, pluralista, democratica  1. Dignità e diritti nel lavoro: la sicurezza Ogni giorno in Italia muoiono in media 4 persone mentre lavorano. Grazie a una legge voluta dal Governo Berlusconi si può lavorare anche 13 o 14 ore al giorno e spesso per lavorare occorre rinunciare ai propri diritti. Siamo arrivati al paradosso che il lavoro è pagato a prezzi orientali e le merci così prodotte vengono vendute a prezzi occidentali. La Sinistra l’Arcobaleno propone: una legge che fissi la durata massima del lavoro giornaliero in 8 ore e in 2 ore la durata massima degli straordinari; l’immediata approvazione dei decreti attuativi del Testo Unico sulla Sicurezza sul lavoro e quindi più controlli e più certezza e severità delle pene per le imprese che trasgrediscono le norme.&lt;br /&gt;Programma elettorale per le elezioni politiche del 13 e 14 aprile 2008 della la Sinistra l’Arcobaleno 2. Dignità e diritti nel lavoro: lotta alla precarietà I lavoratori e le lavoratrici precarie nel nostro Paese sono oltre 4 milioni. È precarietà di vita, non solo di lavoro. La Sinistra l’Arcobaleno propone di superare la legge 30 e di affermare il contratto a tempo pieno e indeterminato come forma ordinaria del rapporto di lavoro; di rafforzare la tutela dell’articolo 18 contro i licenziamenti ingiustificati; di cancellare dall’ordinamento le forme di lavoro co.co.co, co.co.pro e le false partite IVA 3. Dignità e diritti nel lavoro: salari, fisco e redistribuzione del reddito Nel 2003 ai lavoratori toccava il 48,9% del reddito prodotto nel Paese, nel 1972 era il 59,2%. Oggi la quota dei redditi da lavoro dipendente è ulteriormente diminuita. Secondo i dati della Banca d’Italia, dal 2000 al 2006 prezzi e tariffe sono notevolmente aumentati e i salari sono rimasti invariati. La Sinistra l’Arcobaleno vuole fissare per legge il salario orario minimo per garantire una retribuzione mensile netta di almeno 1000 euro; propone un meccanismo di recupero automatico annuale dell’inflazione reale; propone di elevare le detrazioni fiscali per i lavoratori dipendenti. La Sinistra l’Arcobaleno vuole introdurre, come avviene in tutta Europa, un reddito sociale per i giovani in cerca di occupazione e per i disoccupati di lungo periodo, costituito da erogazioni monetarie e da un pacchetto di beni e servizi. La Sinistra l’Arcobaleno propone di diminuire il prelievo fiscale per i redditi più bassi portandoli dal 23 al 20%, contemporaneamente di aumentare la tassazione sulle rendite finanziarie al 20%, di redistribuire il reddito ai lavoratori e alle lavoratrici attuando immediatamente quanto previsto dalla Finanziaria di quest’anno, che destina loro tutto l’extragettito maturato. 4. Laicità: lo spazio di libertà per tutti Sito web: www.sinistrarcobaleno.it 2 Nei Paesi europei più avanzati, e non solo in Europa, i fondamentali diritti della persona sono tutelati e garantiti da una legislazione che ne salvaguarda la sfera personale, nel rispetto della libertà di scelta di ciascuna e di ciascuno. Da noi non è così. La Sinistra l’Arcobaleno afferma l’uguaglianza sostanziale dei diritti delle persone omosessuali e propone il riconoscimento pubblico delle unioni civili. La Sinistra l’Arcobaleno ritiene che ognuna e ognuno abbia il diritto di decidere del proprio corpo e della propria vita e propone una legge sul testamento biologico.&lt;br /&gt;Programma elettorale per le elezioni politiche del 13 e 14 aprile 2008 della la Sinistra l’Arcobaleno 5. Libertà e autodeterminazione femminile Nemmeno negli anni ’70 l’attacco alla libertà delle donne è stato tanto feroce; addirittura c’è chi propone una moratoria contro l’aborto chiamando “assassine” le donne. La Sinistra l’Arcobaleno propone interventi affinché la legge 194 sia applicata estendendo in tutto il Paese la rete dei consultori e introducendo in via definitiva la pillola RU 486 come tecnica non chirurgica di intervento che può essere scelta dalle donne; una nuova legge sulla fecondazione assistita per eliminare gli ingiusti divieti della legge 40, lesivi della libertà di scelta delle donne e del diritto costituzionale alla tutela della salute; una norma che persegua tutte le forme di discriminazione basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere. 6. La pace, il disarmo L’Italia è al 32° posto per la ricerca scientifica e al 7° posto nella classifica mondiale delle spese in armamenti. Con i soldi spesi per comprare un solo caccia Euro Fighter si potrebbero costruire 100 asili. La Sinistra l’Arcobaleno ritiene che vada pienamente attuato l’art. 11 della Costituzione. L’Italia non deve più partecipare a missioni al di fuori del comando politico e militare delle Nazioni Unite. Vanno tagliate le spese per gli armamenti ed avviata la riconversione dell’industria bellica applicando la legge 185. Vogliamo una legge per la messa al bando delle armi nucleari dal nostro Paese. Siamo contrari alla costruzione della nuova base militare a Vicenza ed è necessaria una Conferenza nazionale sulle servitù militari per rimettere in discussione tutte le basi della guerra preventiva presenti sul nostro territorio. Serve una nuova legge sulla cooperazione allo sviluppo. 7. Proteggere il pianeta: un Patto per il clima Sito web: www.sinistrarcobaleno.it 3 Contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici è fondamentale per garantire una speranza di futuro all’umanità: senza adeguate misure ci saranno rischi certi per la salute e l’ambiente. La Sinistra l’Arcobaleno rifiuta il nucleare e propone che entro il 2020 si superi il 20% dell’energia prodotta da fonti rinnovabili e che le emissioni siano ridotte del 20%; un grande investimento pubblico in pannelli solari su tutti i tetti delle case e degli edifici pubblici. L’acqua è un bene comune e come tale deve essere pubblico. La Sinistra l’Arcobaleno propone la ripubblicizzazione dei servizi idrici, una legge quadro sul governo del suolo e l’inasprimento delle pene contro i reati ambientali e le ecomafie.&lt;br /&gt;Programma elettorale per le elezioni politiche del 13 e 14 aprile 2008 della la Sinistra l’Arcobaleno 8. Le “Grandi Opere” di cui il Paese ha bisogno Sono necessari grandi investimenti per una diversa qualità dello sviluppo e una buona occupazione. Queste sono le nostre “Grandi Opere”: messa in sicurezza del territorio dal rischio sismico e da quello idrogeologico; investimenti per migliorare i servizi di trasporto per i pendolari e la mobilità nelle città con nuove metropolitane, linee tramviarie e mezzi a energia pulita. Nei prossimi 5 anni 1000 treni per i pendolari. Vanno abbandonati progetti inutili e dannosi come il Ponte sullo Stretto, il Mose a Venezia, la TAV in Val di Susa, a favore di interventi su nodi ferroviari urbani, infrastrutture ferroviarie nel Mezzogiorno e potenziamento dei valichi alpini. Investimenti sul trasporto merci su rotaia e sulle autostrade del mare. Riduzione della produzione dei rifiuti, forti investimenti nella raccolta differenziata, misure concrete per il riciclaggio, impiego delle tecnologie più moderne ed avanzate. 9. Il diritto alla salute e le politiche sociali, indice di civiltà L’Italia destina alla spesa sociale solo il 2,7% del PIL. In Germania, ad esempio, alla spesa sociale viene destinato l’8,3%. Il fallimento e la crisi dei sistemi che hanno introdotto il mercato nella sanità sono la dimostrazione ulteriore che solo il sistema sanitario pubblico e universalistico può dare risposte al bisogno di salute. La Sinistra l’Arcobaleno propone di adeguare il fondo sanitario nazionale al livello europeo, superare definitivamente i Ticket e le liste di attesa, inserire le cure odontoiatriche nei livelli essenziali del sistema sanitario. La Sinistra l’Arcobaleno propone una legge sulla non autosufficienza finanziando un fondo nazionale per almeno 1,5 miliardi di euro, l’aumento del fondo nazionale per le politiche sociali e l’indicazione di livelli essenziali delle prestazioni per eliminare la divaricazione fra regioni ricche e povere. La Sinistra l’Arcobaleno lancia un piano di asili come cardine della rete dei servizi per le bambine e i bambini. 10. La casa è un diritto, non una merce Sito web: www.sinistrarcobaleno.it 4 Dopo un ventennio di politiche di privatizzazione e deregolamentazione del mercato delle locazioni, il costo degli affitti raggiunge oggi il 50% del reddito e anche più e gli sfratti di chi non ce la fa a pagare i canoni sono diventati il 70% del totale. L’Italia spende per la politica sociale della casa un decimo dell’Europa. La Sinistra l’Arcobaleno afferma che non ci possano essere sfratti se non da casa a casa, propone un piano nazionale per l’edilizia sociale a cui destinare 1,5 miliardi di euro, che porti l’Italia al livello europeo, modificare la legge 431/98, abolendo il canale libero. Vogliamo costituire un fondo a sostegno della ricontrattazione dei mutui di chi ha acquistato la prima casa e rischia di perdere l’alloggio ed eliminare l’ICI sulla prima casa non di lusso per i redditi medio-bassi.&lt;br /&gt;Programma elettorale per le elezioni politiche del 13 e 14 aprile 2008 della la Sinistra l’Arcobaleno 11. Convivenza, inclusione, cittadinanza Gli immigrati in Italia sono quasi 4 milioni, incidono per il 6,1% sul PIL, pagano quasi 1,87 miliardi di euro di tasse. Sono lavoratrici e lavoratori indispensabili per la nostra società, ma sono esclusi dall’accesso a molti diritti. La normativa attuale impedisce l’ingresso legale nel nostro Paese, creando clandestinità e sottoponendo donne e uomini migranti ad una condizione di sfruttamento e precarietà estrema. La Sinistra l’Arcobaleno ritiene indispensabile l’abolizione della legge Bossi-Fini, e l’approvazione di una nuova normativa che introduca l’ingresso per ricerca di lavoro, meccanismi di regolarizzazione permanente, il diritto di voto alle elezioni amministrative, la chiusura dei CPT, una legge sulla cittadinanza sulla base del principio dello jus soli. 12. Istruzione, formazione, università e ricerca: le vere risorse per il futuro Sito web: www.sinistrarcobaleno.it 5 Gli iscritti e le iscritte alla scuola italiana di ogni ordine e grado sono 7.742.294, le risorse destinate all’istruzione e la formazione sono pari al 3,5% del PIL e non aumentano da molti anni. Nel nostro Paese gli investimenti in università e ricerca rappresentano l’1,1% del PIL contro l’1,87% dell’Europa a 25, il 2,7% degli USA, il 3,15% del Giappone. La Sinistra l’Arcobaleno ritiene la laicità della scuola pubblica fondamentale a partire dal rispetto rigoroso del principio che le scuole private sono libere, ma senza oneri a carico dello Stato. La Sinistra l’Arcobaleno propone la generalizzazione della scuola dell’infanzia, l’estensione del tempo pieno e prolungato, l’innalzamento dell’obbligo scolastico da fare nella scuola e da portare progressivamente a 18 anni; la valorizzazione del ruolo dell’insegnante come intellettuale educatore. La Sinistra l’Arcobaleno propone di aumentare l’investimento pubblico in alta formazione e ricerca, nel corso della prossima legislatura, per raggiungere la media dei paesi OCSE; di rinnovare il sistema università e ricerca, anche con il reclutamento di 3000 giovani ricercatori l’anno per i prossimi 5 anni; di estendere il diritto allo studio elevando a 20.000 euro il limite di reddito per aver diritto alla borsa di studio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4189142309230203194-6189721417477008467?l=ilcontadinodellagaronna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/feeds/6189721417477008467/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4189142309230203194&amp;postID=6189721417477008467' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/6189721417477008467'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/6189721417477008467'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/2008/03/il-programma-elettorale-della-sinistra.html' title='IL PROGRAMMA ELETTORALE DELLA SINISTRA ARCOBALENO - INTEGRALE'/><author><name>Avvocato Antonio Gaudiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15939171887183326815</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10941857508495838673'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4189142309230203194.post-2478747207419189187</id><published>2008-03-10T12:35:00.001+01:00</published><updated>2008-03-10T12:49:14.826+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Etica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA CATTOLICA'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Religione - Documenti'/><title type='text'>I CATTOLICI, LA POLITICA, I PARTITI.padre BARTOLOMEO SORGE: "Politica italiana: vino nuovo in otri nuovi"</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/R9UdUNp43TI/AAAAAAAAAEg/MWz6wBys11s/s1600-h/PADRE+BARTOLOMEO+SORGE.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5176075579832196402" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/R9UdUNp43TI/AAAAAAAAAEg/MWz6wBys11s/s200/PADRE+BARTOLOMEO+SORGE.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Da sempre ammiratori del gesuita padre Bartolomeo Sorge (nella foto), delle sue lucide e penetranti riflessioni sulla politica italiana, intendiamo proporre per ampi stralci un suo editoriale apparso sul numero di marzo di "Aggiornamenti sociali", di cui è direttore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo editoriale ha rappresentato per il sottoscritto un momento forte di approfondimento politico ma anche culturale. Un'occasione di crescita.&lt;br /&gt;Invitiamo, chi volesse leggere l’articolo in forma integrale e a seguitare a leggere tutte le altre riflessioni di padre Bartolomeo Sorge, a collegarsi al sito della rivista &lt;a href="http://www.aggiornamentisociali.it/"&gt;"Aggiornamenti sociali".&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Politica italiana: vino nuovo in otri nuovi Bartolomeo Sorge S.I.Direttore di «Aggiornamenti Sociali» Il 24 gennaio 2008, negandogli la fiducia con 161 «no» e 156 «sì», il Senato ha posto fine al Governo Prodi. Il 59° Governo della Repubblica è durato 617 giorni, essendo entrato in carica il 17 maggio 2006. In realtà, con quella bocciatura non è solo finito un Governo, ma si è conclusa un'intera stagione della politica italiana: quella del centro-sinistra. A sua volta, il centro-destra aveva già mostrato segni di difficoltà con la crisi della Casa delle Libertà (CdL) conclamata dal suo leader nel novembre 2007. Cosicché, a due mesi di distanza, si sono incrinate la leadership di Silvio Berlusconi e quella di Romano Prodi…&lt;br /&gt;È finita una stagione politica Dal punto di vista strettamente politico-istituzionale, non c'è dubbio che la responsabilità della crisi del Governo Prodi ricada in gran parte sulla legge elettorale vigente: il cosiddetto «porcellum», termine mutuato dalla ben più colorita definizione («una porcata») fornita dal suo stesso autore, il senatore leghista Roberto Calderoli, all'indomani dell'approvazione della legge. I vizi fondamentali di questa legge sono soprattutto tre: a) l'abolizione del sistema delle preferenze, per cui i cittadini non possono scegliere i propri candidati, ma sono costretti a votare liste bloccate, confezionate dalle segreterie dei partiti; b) soglie di sbarramento così basse da favorire, anziché frenare come sarebbe necessario, la proliferazione di partiti e partitini; c) il diverso modo di assegnare il «premio di maggioranza» nei due rami del Parlamento. Alla Camera, il «premio» attribuito a livello nazionale spinge a formare coalizioni molto ampie per vincere le elezioni, ma poi la maggioranza che esce dalle urne fatica a governare a causa della sua eterogeneità ed è costretta a ricorrere continuamente al voto di fiducia; al Senato, invece, il «premio» viene attribuito a livello regionale, con la conseguenza che la seconda Camera può esprimere una maggioranza risicata (anche in caso di un minor numero di voti ottenuti) o addirittura diversa da quella della prima. Così è accaduto all'Unione. Vinte le elezioni, è nato un Governo afflitto da gravi difetti genetici. Il primo grande limite fu la frammentazione. Per vincere le elezioni, infatti, l'Unione dovette imbarcare 16 soggetti politici differenti senza una cultura politica comune, costringendo a stare insieme formazioni tra loro ideologicamente distanti e, su alcuni punti, perfino contrapposte. Perciò, bisogna dare atto alle qualità personali di Romano Prodi che ha governato per venti mesi, disponendo di due soli voti di maggioranza al Senato e con una coalizione disomogenea, divisa e rissosa…&lt;br /&gt;Sarebbe mai potuta durare per l'intera Legislatura una simile commedia? In particolare la «sinistra radicale» ha mostrato di non essere sufficientemente matura per responsabilità di Governo a causa del suo anacronistico fondamentalismo ideologico, anche se poi è stata l'«ala destra» dell'Unione a provocare la crisi. La conclusione, in ogni caso, non cambia: la fine anticipata della Legislatura costituisce la prova più convincente di quanto sia urgente cambiare la legge elettorale che rende ingovernabile il Paese, impedisce la scelta libera dei rappresentanti da parte del popolo e attribuisce ai partiti più piccoli un potere di ricatto e di veto del tutto sproporzionato al loro peso reale. In una simile situazione di stallo, era inevitabile che la nascita del Partito Democratico (PD) smuovesse le acque, creasse - suo malgrado - qualche difficoltà anche a Prodi e accelerasse l'implosione del vecchio quadro politico. Abbiamo già espresso i nostri dubbi sul fatto che il PD sia nato come un soggetto politico veramente nuovo; tuttavia, non si può negare che abbia le potenzialità per diventarlo (cfr SORGE B., «Anno nuovo, politica nuova?», in Aggiornamenti Sociali, 1 [2008] 5 s.). Detto questo, si deve però riconoscere che il PD, fino a oggi, è l'unica vera novità di rilievo nella vita politica italiana degli ultimi anni. Era ineluttabile, perciò, che producesse un effetto dirompente: non solo in seno all'Unione, ma di rimbalzo anche nella CdL. Non c'è dubbio che la fine della coalizione di centro-destra, annunciata nel novembre 2007, sia dovuta anche al fatto che la nascita del PD aveva mutato lo scenario politico. Ecco perché risulta strumentale e un po' patetico il tentativo della vecchia CdL che, per rincorrere il PD, prova a rimettere insieme i cocci e a rifarsi il trucco, dopo che lo stesso Berlusconi - parole testuali - aveva detto che era divenuta «una specie di ectoplasma» e che ormai non esisteva più. Con quale credibilità il Cavaliere richiama oggi all'ovile gli ex alleati che poche settimane prima ha accusato senza mezzi termini di avergli impedito di governare e di avergli fatto perdere le elezioni del 2006? Come fingere che non sia successo nulla il 20 novembre 2007 a Milano, in piazza San Babila, quando ha annunziato solennemente che la CdL era morta e dalle sue ceneri nasceva il nuovo «Popolo della Libertà» (PdL)? Con quale faccia può presentarsi come «novità» una lista unica Berlusconi-Fini, sostenuta dalla Lega Nord e da una decina di partitini di serie B (senza UDC)? È chiaro a tutti che il PdL altro non è che la seconda edizione - pezzo più, pezzo meno - della prima CdL. Perciò, non occorre essere profeti per prevedere che il nuovo Governo Berlusconi, qualora nascesse, grazie al «porcellum» rischierebbe di fare la medesima fine del Governo Prodi. Tuttavia, la crisi presente non si spiega soltanto sul piano strettamente politico-istituzionale. Gli avvenimenti che l'hanno determinata e altri che poi l'hanno seguita ne mettono in luce la causa più profonda, cioè il grave deficit di etica pubblica, che affligge non solo i partiti e la classe dirigente, ma anche la società civile italiana. …&lt;br /&gt;I nuovi scenari politici Fallito il tentativo di formare un nuovo Governo con il compito di realizzare la necessaria riforma della legge elettorale, il presidente Napolitano il 5 febbraio 2008 ha sciolto le Camere e ha indetto nuove elezioni politiche, fissate poi per il 13 e 14 aprile. Dunque, si tornerà a votare per la seconda volta con il famigerato «porcellum», sulla cui legittimità costituzionale è lecito avanzare qualche dubbio. …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque, qualche sorpresa è ancora possibile. In ogni caso una sorpresa c'è già: è l'esordio, il 13 aprile, del PD e del Movimento federativo civico popolare Libertà e Solidarietà, noto come la «Rosa bianca». Sono due soggetti politici nuovi e «controcorrente», diversi per consistenza e per storia, ma entrambi potenzialmente dirompenti.Il PD, nato formalmente con le elezioni primarie il 14 ottobre 2007, è una realtà ormai consolidata, avendo alle spalle un lungo cammino, iniziato con l'Ulivo nel 1995. La vera forza del PD sta nel porre a suo fondamento, rinnovandola, l'ispirazione etica e culturale che impregna la nostra Costituzione, creando così «le condizioni per una svolta, non soltanto politica, ma anche culturale e morale, nella vicenda italiana» (Manifesto dei Valori, n.1). Si tratta di un partito plurale e culturalmente composito, la cui finalità «non è mettere insieme i resti di storie passate, ma elaborare una visione condivisa del mondo, costruendo su questa base il progetto di una nuova Italia» (ivi). Si propone perciò di superare l'attuale bipolarismo «ingessato», dando vita a «un bipolarismo nuovo, fondato su chiare alleanze per il Governo e non più su coalizioni eterogenee, il cui solo obiettivo sia battere l'avversario» (ivi). Non, quindi, un nuovo «Centro», ma un nuovo «Polo» riformista. Proprio perché rappresenta il nuovo, il PD è in grado di mettere in difficoltà il PdL, che invece ripropone, con qualche ritocco più di forma che di sostanza, il vecchio centro-destra. Fa bene, dunque, il PD a correre da solo alla Camera e al Senato. Il «no» chiaro e deciso a coalizioni eterogenee è, nello stesso tempo, il tentativo intelligente di neutralizzare il nefasto «porcellum» e una scelta coraggiosa, che non mancherà di suscitare molti consensi. Di fronte alla lista unica Forza Italia-Alleanza Nazionale, appesantita dal patto con molti altri partitini, un soggetto politico nuovo come il PD, con un'identità precisa e con un programma essenziale e convincente, può fare la differenza. È chiaro però che il PD si dovrà meritare la fiducia degli elettori, perché, andando «controcorrente» e con la legge elettorale che sappiamo, rischia di perdere; per accreditarsi, però, basteranno poche scelte chiare ed emblematiche, a cominciare dal ricambio generazionale nella formazione delle liste elettorali. L'altro soggetto politico esordiente, da seguire con attenzione, è la «Rosa bianca» di Savino Pezzotta, ex leader della CISL, e di Bruno Tabacci e Mario Baccini, due noti parlamentari usciti dall'UDC all'indomani della crisi di Governo. Ancora non si conoscono con esattezza l'identità e il programma di questa «cosa nuova». Tuttavia, dalla conferenza stampa di presentazione (9 febbraio 2008) è facile vedere che esistono numerosi punti di contatto con la cultura politica e con il programma del PD. I due soggetti politici sono tra loro certamente molto diversi, ma entrambi, senza alcuna nostalgia per il vecchio centro, pensano piuttosto a un nuovo soggetto politico riformista, chiaramente distinto sia da quello di destra del PdL, sia da quello della «sinistra radicale». L'aspetto più importante è il fatto che l'etica e la cultura politica a cui si ispirano i due nuovi soggetti politici convergono, ed entrambi coincidono sia nel rifiuto del «porcellum» e del bipolarismo «ingessato», sia nella convinzione che oggi esistono le condizioni per passare a un bipolarismo «virtuoso». Questo, sia perché la gente non ne può più della democrazia bloccata, sia perché le vecchie nomenclature sono superate nei fatti, sia perché molti cittadini, tentati dall'astensionismo e dall'antipolitica, potranno finalmente trovare un ideale per cui vale la pena impegnarsi. Per non deludere queste attese, sarà però necessario che i nuovi soggetti politici, le cui strade potrebbero un domani incrociarsi, evitino ogni forma, anche camuffata, di riciclaggio di personaggi e gruppi politici che si sono dimostrati inaffidabili. Ne va della loro credibilità e un passo falso potrebbe compromettere tutto. È prevedibile, infine, che l'esordio dei due nuovi soggetti politici produrrà un effetto liberatorio per molti elettori cattolici, finora obbligati a scegliere tra l'astensione e lo schierarsi (senza convinzione e spesso con disagio) a destra o a sinistra. In proposito, va riaffermato con forza che il pluralismo politico dei fedeli laici è ormai un'acquisizione consolidata; e altrettanto si deve dire della laicità e della legittima autonomia delle scelte politiche. Perciò, è normale che i cattolici militino in tutti i partiti democratici. Detto questo, però, è altrettanto evidente che i programmi politici, pur essendo democratici, non per questo sono ugualmente conformi agli ideali cristiani e all'insegnamento sociale della Chiesa. Nei nuovi scenari che si annunciano, la fine della rigida contrapposizione tra centro-destra e centro-sinistra consentirà ai cattolici di compiere finalmente una scelta serena, data la vicinanza culturale, etica e programmatica dei due nuovi soggetti politici con la tradizione del cattolicesimo democratico. Il 13 aprile essi potranno scegliere tra due realizzazioni diverse, ma entrambe coerenti, della intuizione di don Sturzo, il quale pensò sempre a un'area popolare e democratica, aperta a tutti i «liberi e forti», credenti e non credenti. Potranno scegliere, cioè, o la «fusione» nell'identità del PD o la «federazione» tra movimenti omogenei nella «Rosa bianca». In ogni caso, una cosa è certa per tutti: nel nostro Paese cambia il quadro politico e nascono scenari nuovi. Il 13 aprile gli italiani non saranno più chiamati a scegliere tra il vecchio centro-destra e il vecchio centro-sinistra: a vino nuovo, otri nuovi! &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4189142309230203194-2478747207419189187?l=ilcontadinodellagaronna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/feeds/2478747207419189187/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4189142309230203194&amp;postID=2478747207419189187' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/2478747207419189187'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/2478747207419189187'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/2008/03/padre-bartolomeo-sorge-politica_10.html' title='I CATTOLICI, LA POLITICA, I PARTITI.padre BARTOLOMEO SORGE: &quot;Politica italiana: vino nuovo in otri nuovi&quot;'/><author><name>Avvocato Antonio Gaudiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15939171887183326815</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10941857508495838673'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/R9UdUNp43TI/AAAAAAAAAEg/MWz6wBys11s/s72-c/PADRE+BARTOLOMEO+SORGE.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4189142309230203194.post-8220496242276238964</id><published>2008-03-04T20:56:00.000+01:00</published><updated>2008-03-04T21:04:32.536+01:00</updated><title type='text'>CARICA RAGAZZI.</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Racconto breve&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;di Luisa Gaudiano*&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1. Capitolo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tania era una ragazza di un piccolo paesino. Era una persona dolce e molto timida. Anche se non si metteva mai in mostra, riusciva a suscitare simpatia in chiunque le stesse vicino. Era di una grande bellezza ma con i suoi modi a volte troppo riservati non veniva considerata una così magnifica ragazza. Era una persona dai modi cortesi. Forse anche a questo era dovuto il fatto che, chiunque parlasse con lei, si sentiva bene…. Semplicemente felice di starle accanto. Tania era bruna. Aveva dei lunghi e sinuosi capelli, che le contornavano il viso con dei fitti boccoli color blu notte. Il suo viso appariva così delicato ed era talvolta nascosto dai folti ma morbidi capelli. Si distingueva dalle altre per i suoi occhioni neri. Erano di profondità infinita come il suo animo. Avevano una forma lievemente ammandorlata. Erano di uno splendore unico. Brillavano come stelle…. E come le stelle sembravano così vicini ma in realtà difficili da cogliere. Mi accorsi subito di lei. All’inizio però mi sembrò una persona indifferente, fredda. Il suo aspetto m’ ingannò…&lt;br /&gt;Era una ragazza gentile. Con le sue amiche era una gran chiacchierona, ma con me no. Non mi rivolgeva quasi mai la parola, non che provasse una qualche sorta di antipatia per me. Dapprima non capii il suo comportamento nei miei riguardi poi tutto mi fu più chiaro…. Quando ero nelle vicinanze appariva goffa, impacciata. Pensai che fosse nella sua natura quel suo stano atteggiamento. Quando la scorgevo distrattamente per il paese era così aperta e solare. Era la mia persona a recarle così tanto imbarazzo? Perché?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Capitolo&lt;br /&gt;IO E IL MIO GRUPPO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ci feci molto caso. Al tempo ero un ragazzo indaffarato. A scuola cercavo di dare il massimo. La mia media era niente male. Poi c’erano gli amici. Spesso giocavamo a calcetto in quel piccolo appezzamento di terreno che divideva la casa del solitario, il signor Albertini, e il vecchio zuccherificio abbandonato. Era chiamato così dalla gente per il suo carattere cupo e misterioso (per noi doveva trattarsi di un alieno o di un agente segreto in incognito) nessuno conosceva il suo passato o sapeva qualcosa di lui. Tutti gli stavano alla larga, ma sembrava che questo non lo disturbasse, anzi credo provasse gusto nel starsene da solo con il suo inquietante silenzio. Era un uomo dall’aspetto severo, una persona gelida d’animo. Questa idea ci veniva dal fatto di avere un viso lungo con delle mascelle perfettamente squadrate; i suoi occhi erano piccoli ma il suo sguardo punitivo faceva gelare il sangue. Inoltre, anche quando voleva salutare qualcuno, riservava sempre un sorrisetto beffardo. Ogni volta sembrava stesse avvisandoci di una sua prossima vendetta, benché lui non sapesse delle voci che circolavano in paese sul suo conto. Per quanto riguarda la fabbrica, essa era andata in malora a causa di una crisi finanziaria. Il piano superiore non era più agevole, ma il piano terra era perfetto come luogo d’incontro del nostro clan. Quell’appezzamento di terra non era l’ideale ma almeno era decente. L’unico problema era il solitario: ci odiava, anzi odiava tutti in paese. Ogni volta che ci sentiva giocare, posava il suo vecchio ed impolverato telecomando, della sua piccola tv vecchio tipo, sul tavolinetto accanto alla sua poltrona preferita e lentamente si alzava da essa. Si passava distrattamente le mani tra i radi capelli bianchi e adirato impugnava il suo vecchio fido fucile che teneva sempre a portata di mano. Lo utilizzava per spaventarci. Usciva dalla casa sbattendo la porta e affannosamente ci inseguiva per un breve percorso, poi sfinito, sparava due colpi in aria scuotendo il pugno. Era una fortuna che la sua anziana età lo fermasse… quante ce ne avrebbe fatte pagare altrimenti. Quel terreno che utilizzavamo per giocare era privato (era il suo terreno), ma non ci interessava più di tanto. Lo ammetto a volte lo facevamo a posta a farci scoprire per essere inseguiti da lui. Noi tra le risate varie correvamo a più non posso… e poi ci andavamo a nascondere nella nostra fortezza, il nostro rifugio.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;*di anni 14&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Segue&gt;&gt;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4189142309230203194-8220496242276238964?l=ilcontadinodellagaronna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/feeds/8220496242276238964/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4189142309230203194&amp;postID=8220496242276238964' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/8220496242276238964'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/8220496242276238964'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/2008/03/carica-ragazzi.html' title='CARICA RAGAZZI.'/><author><name>Avvocato Antonio Gaudiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15939171887183326815</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10941857508495838673'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4189142309230203194.post-8266012220380271281</id><published>2008-02-28T22:17:00.000+01:00</published><updated>2008-02-29T06:22:37.587+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='legge 180/78'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='manicomi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='matti'/><title type='text'>A TRENT'ANNI DALL'APPROVAZIONE DELLA LEGGE 180 CHE CHIUSE I MANICOMI, UN ANGELO CUSTODE TRA I "MATTI"</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;di Rossella Mirra*&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/R8cnbofYqGI/AAAAAAAAAEM/RNWsCioEgAM/s1600-h/d.ssa+Rossella+Mirra.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5172146052737312866" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 110px; CURSOR: hand; HEIGHT: 106px" height="134" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/R8cnbofYqGI/AAAAAAAAAEM/RNWsCioEgAM/s200/d.ssa+Rossella+Mirra.jpg" width="139" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Parlare di salute mentale è complicato e comporta tanti interrogativi che non sempre hanno una risposta efficace. In tempi neanche troppo lontani da noi i “matti” per essere curati venivano rinchiusi nei manicomi che probabilmente rappresentano una delle tante zone d’ombra della nostra società civile: farmaci, elettroshock e trattamenti che di umano non conservano nulla, sono stati per anni l’unica “risposta” al disagio di tante persone.&lt;br /&gt;C’è voluto del tempo ma con la legge 180/78, meglio nota come legge Basaglia, si è arrivati alla chiusura definitiva di questi luoghi di “cura”. Sono ormai passati trent’anni dall’approvazione di questa legge e ci sono stati sicuramente dei miglioramenti in molti aspetti del trattamento psichiatrico ma, come in tutte le cose, anche qui c’è il rovescio della medaglia:&lt;br /&gt;la legge 180, per quanto nobile negli intenti, avrebbe bisogno d’integrazioni e modifiche soprattutto in materia di trattamento sanitario obbligatorio (TSO) e rapporti e sostegno alle famiglie degli utenti.&lt;br /&gt;Se la chiusura dei manicomi ha portato a un cambiamento nell’approccio al trattamento psichiatrico, che si è indirizzato soprattutto al miglioramento della qualità della vita del paziente, dall’altro lato ha spesso lasciato le famiglie degli utenti completamente in balia di loro stesse e delle loro difficoltà. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5172143591721052226" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/R8clMYfYqEI/AAAAAAAAAD8/6bOfnztEvpE/s200/elettroshok.jpg" border="0" /&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt; &lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Quello della famiglia è un aspetto piuttosto spinoso del problema e presenta molteplici sfaccettature ma quello che è certo è che la famiglia di un paziente con un disagio, soprattutto psichiatrico, deve essere sostenuta, contenuta, compresa e in ogni caso non abbandonata.&lt;br /&gt;Con la legge 180 sono stati introdotti reparti psichiatrici negli ospedali di medicina generale, centri di salute mentale, case appartamento e centri diurni. La mia esperienza di psicologa volontaria si riferisce proprio a un centro diurno che frequento da ormai due anni.&lt;br /&gt;Credo che a un qualunque interlocutore venga spontaneo chiedersi cosa vede un visitatore esterno che “s’avventura” in questo mondo. Ebbene si trova di fonte a persone che vivono…&lt;br /&gt;Sembra troppo semplicistico ma è la pura e semplice verità.&lt;br /&gt;Il paziente psichiatrico è senza dubbio una persona con dei disagi profondi ma che se adeguatamente aiutata con terapia farmacologia, psicologica e riabilitativa è in grado di vivere autonomamente e liberamente.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5172143763519744082" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/R8clWYfYqFI/AAAAAAAAAEE/Dtf5ci1st4w/s200/angelo+custode.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una mattina qualunque al centro diurno e ti rendi conto di quanto è bello e gratificante aiutare queste persone. Il fatto di avere una competenza professionale è fondamentale ma non è l’unica variabile in gioco. Devi riuscire a calarti nel loro mondo senza lasciarti travolgere e capire ciò di cui hanno veramente bisogno in quel preciso momento. A volte anche solo una parola può aiutare a risolvere quello che sembra un ostacolo insormontabile. Per loro non sei solo una “dottoressa” ma spesso una confidente o una persona fidata alla quale chiedere aiuto. E’ difficile, è faticoso, ma quando vedi un piccolo miglioramento ti senti bene e sei orgogliosa di sentirti dire : “Sei il mio angelo custode”. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;* psicologa.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4189142309230203194-8266012220380271281?l=ilcontadinodellagaronna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/feeds/8266012220380271281/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4189142309230203194&amp;postID=8266012220380271281' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/8266012220380271281'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/8266012220380271281'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/2008/02/trentanni-dallapprovazione-della-legge.html' title='A TRENT&apos;ANNI DALL&apos;APPROVAZIONE DELLA LEGGE 180 CHE CHIUSE I MANICOMI, UN ANGELO CUSTODE TRA I &quot;MATTI&quot;'/><author><name>Avvocato Antonio Gaudiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15939171887183326815</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10941857508495838673'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/R8cnbofYqGI/AAAAAAAAAEM/RNWsCioEgAM/s72-c/d.ssa+Rossella+Mirra.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4189142309230203194.post-3183276956630936775</id><published>2008-02-28T07:45:00.000+01:00</published><updated>2008-02-27T22:45:29.647+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Religione - Documenti'/><title type='text'>DOCUMENTI - LETTERA ENCICLICA "SPE SALVI"  DI BENEDETTO XVI</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/R7wXZIfYqAI/AAAAAAAAADc/Qt0xcPYhcRI/s1600-h/BENEDETTO+XVI+(2)jpg.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5169032192857778178" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 91px; CURSOR: hand; HEIGHT: 146px" height="173" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/R7wXZIfYqAI/AAAAAAAAADc/Qt0xcPYhcRI/s200/BENEDETTO+XVI+(2)jpg.jpg" width="135" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Introduzione&lt;br /&gt;1. « SPE SALVI facti sumus » – nella speranza siamo stati salvati, dice san Paolo ai Romani e anche a noi (&lt;a href="http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PX5.HTM"&gt;Rm 8,24&lt;/a&gt;). La « redenzione », la salvezza, secondo la fede cristiana, non è un semplice dato di fatto. La redenzione ci è offerta nel senso che ci è stata donata la speranza, una speranza affidabile, in virtù della quale noi possiamo affrontare il nostro presente: il presente, anche un presente faticoso, può essere vissuto ed accettato se conduce verso una meta e se di questa meta noi possiamo essere sicuri, se questa meta è così grande da giustificare la fatica del cammino. Ora, si impone immediatamente la domanda: ma di che genere è mai questa speranza per poter giustificare l'affermazione secondo cui a partire da essa, e semplicemente perché essa c'è, noi siamo redenti? E di quale tipo di certezza si tratta?&lt;br /&gt;La fede è speranza&lt;br /&gt;2. Prima di dedicarci a queste nostre domande, oggi particolarmente sentite, dobbiamo ascoltare ancora un po' più attentamente la testimonianza della Bibbia sulla speranza. « Speranza », di fatto, è una parola centrale della fede biblica – al punto che in diversi passi le parole « fede » e « speranza » sembrano interscambiabili. Così la Lettera agli Ebrei lega strettamente alla « pienezza della fede » (10,22) la « immutabile professione della speranza » (10,23). Anche quando la Prima Lettera di Pietro esorta i cristiani ad essere sempre pronti a dare una risposta circa il logos – il senso e la ragione – della loro speranza (cfr 3,15), « speranza » è l'equivalente di « fede ». Quanto sia stato determinante per la consapevolezza dei primi cristiani l'aver ricevuto in dono una speranza affidabile, si manifesta anche là dove viene messa a confronto l'esistenza cristiana con la vita prima della fede o con la situazione dei seguaci di altre religioni. Paolo ricorda agli Efesini come, prima del loro incontro con Cristo, fossero « senza speranza e senza Dio nel mondo » (Ef 2,12). Naturalmente egli sa che essi avevano avuto degli dèi, che avevano avuto una religione, ma i loro dèi si erano rivelati discutibili e dai loro miti contraddittori non emanava alcuna speranza. Nonostante gli dèi, essi erano « senza Dio » e conseguentemente si trovavano in un mondo buio, davanti a un futuro oscuro. « In nihil ab nihilo quam cito recidimus » (Nel nulla dal nulla quanto presto ricadiamo)[&lt;a title="" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn1" name="_ftnref1"&gt;1&lt;/a&gt;] dice un epitaffio di quell'epoca – parole nelle quali appare senza mezzi termini ciò a cui Paolo accenna. Nello stesso senso egli dice ai Tessalonicesi: Voi non dovete « affliggervi come gli altri che non hanno speranza » (1 Ts 4,13). Anche qui compare come elemento distintivo dei cristiani il fatto che essi hanno un futuro: non è che sappiano nei particolari ciò che li attende, ma sanno nell'insieme che la loro vita non finisce nel vuoto. Solo quando il futuro è certo come realtà positiva, diventa vivibile anche il presente. Così possiamo ora dire: il cristianesimo non era soltanto una « buona notizia » – una comunicazione di contenuti fino a quel momento ignoti. Nel nostro linguaggio si direbbe: il messaggio cristiano non era solo « informativo », ma « performativo ». Ciò significa: il Vangelo non è soltanto una comunicazione di cose che si possono sapere, ma è una comunicazione che produce fatti e cambia la vita. La porta oscura del tempo, del futuro, è stata spalancata. Chi ha speranza vive diversamente; gli è stata donata una vita nuova.&lt;br /&gt;3. Ora, però, si impone la domanda: in che cosa consiste questa speranza che, come speranza, è « redenzione »? Bene: il nucleo della risposta è dato nel brano della Lettera agli Efesini citato poc'anzi: gli Efesini, prima dell'incontro con Cristo erano senza speranza, perché erano « senza Dio nel mondo ». Giungere a conoscere Dio – il vero Dio, questo significa ricevere speranza. Per noi che viviamo da sempre con il concetto cristiano di Dio e ci siamo assuefatti ad esso, il possesso della speranza, che proviene dall'incontro reale con questo Dio, quasi non è più percepibile. L'esempio di una santa del nostro tempo può in qualche misura aiutarci a capire che cosa significhi incontrare per la prima volta e realmente questo Dio. Penso all'africana Giuseppina Bakhita, canonizzata da Papa Giovanni Paolo II. Era nata nel 1869 circa – lei stessa non sapeva la data precisa – nel Darfur, in Sudan. All'età di nove anni fu rapita da trafficanti di schiavi, picchiata a sangue e venduta cinque volte sui mercati del Sudan. Da ultimo, come schiava si ritrovò al servizio della madre e della moglie di un generale e lì ogni giorno veniva fustigata fino al sangue; in conseguenza di ciò le rimasero per tutta la vita 144 cicatrici. Infine, nel 1882 fu comprata da un mercante italiano per il console italiano Callisto Legnani che, di fronte all'avanzata dei mahdisti, tornò in Italia. Qui, dopo « padroni » così terribili di cui fino a quel momento era stata proprietà, Bakhita venne a conoscere un « padrone » totalmente diverso – nel dialetto veneziano, che ora aveva imparato, chiamava « paron » il Dio vivente, il Dio di Gesù Cristo. Fino ad allora aveva conosciuto solo padroni che la disprezzavano e la maltrattavano o, nel caso migliore, la consideravano una schiava utile. Ora, però, sentiva dire che esiste un « paron » al di sopra di tutti i padroni, il Signore di tutti i signori, e che questo Signore è buono, la bontà in persona. Veniva a sapere che questo Signore conosceva anche lei, aveva creato anche lei – anzi che Egli la amava. Anche lei era amata, e proprio dal « Paron » supremo, davanti al quale tutti gli altri padroni sono essi stessi soltanto miseri servi. Lei era conosciuta e amata ed era attesa. Anzi, questo Padrone aveva affrontato in prima persona il destino di essere picchiato e ora la aspettava « alla destra di Dio Padre ». Ora lei aveva « speranza » – non più solo la piccola speranza di trovare padroni meno crudeli, ma la grande speranza: io sono definitivamente amata e qualunque cosa accada – io sono attesa da questo Amore. E così la mia vita è buona. Mediante la conoscenza di questa speranza lei era « redenta », non si sentiva più schiava, ma libera figlia di Dio. Capiva ciò che Paolo intendeva quando ricordava agli Efesini che prima erano senza speranza e senza Dio nel mondo – senza speranza perché senza Dio. Così, quando si volle riportarla nel Sudan, Bakhita si rifiutò; non era disposta a farsi di nuovo separare dal suo « Paron ». Il 9 gennaio 1890, fu battezzata e cresimata e ricevette la prima santa Comunione dalle mani del Patriarca di Venezia. L'8 dicembre 1896, a Verona, pronunciò i voti nella Congregazione delle suore Canossiane e da allora – accanto ai suoi lavori nella sagrestia e nella portineria del chiostro – cercò in vari viaggi in Italia soprattutto di sollecitare alla missione: la liberazione che aveva ricevuto mediante l'incontro con il Dio di Gesù Cristo, sentiva di doverla estendere, doveva essere donata anche ad altri, al maggior numero possibile di persone. La speranza, che era nata per lei e l'aveva « redenta », non poteva tenerla per sé; questa speranza doveva raggiungere molti, raggiungere tutti.&lt;br /&gt;Il concetto di speranza basata sulla fede nel Nuovo Testamento e nella Chiesa primitiva&lt;br /&gt;4. Prima di affrontare la domanda se l'incontro con quel Dio che in Cristo ci ha mostrato il suo Volto e aperto il suo Cuore possa essere anche per noi non solo « informativo », ma anche « performativo », vale a dire se possa trasformare la nostra vita così da farci sentire redenti mediante la speranza che esso esprime, torniamo ancora alla Chiesa primitiva. Non è difficile rendersi conto che l'esperienza della piccola schiava africana Bakhita è stata anche l'esperienza di molte persone picchiate e condannate alla schiavitù nell'epoca del cristianesimo nascente. Il cristianesimo non aveva portato un messaggio sociale-rivoluzionario come quello con cui Spartaco, in lotte cruente, aveva fallito. Gesù non era Spartaco, non era un combattente per una liberazione politica, come Barabba o Bar-Kochba. Ciò che Gesù, Egli stesso morto in croce, aveva portato era qualcosa di totalmente diverso: l'incontro col Signore di tutti i signori, l'incontro con il Dio vivente e così l'incontro con una speranza che era più forte delle sofferenze della schiavitù e che per questo trasformava dal di dentro la vita e il mondo. Ciò che di nuovo era avvenuto appare con massima evidenza nella Lettera di san Paolo a Filemone. Si tratta di una lettera molto personale, che Paolo scrive nel carcere e affida allo schiavo fuggitivo Onesimo per il suo padrone – appunto Filemone. Sì, Paolo rimanda lo schiavo al suo padrone da cui era fuggito, e lo fa non ordinando, ma pregando: « Ti supplico per il mio figlio che ho generato in catene [...] Te l'ho rimandato, lui, il mio cuore [...] Forse per questo è stato separato da te per un momento, perché tu lo riavessi per sempre; non più però come schiavo, ma molto più che schiavo, come un fratello carissimo » (Fm 10-16). Gli uomini che, secondo il loro stato civile, si rapportano tra loro come padroni e schiavi, in quanto membri dell'unica Chiesa sono diventati tra loro fratelli e sorelle – così i cristiani si chiamavano a vicenda. In virtù del Battesimo erano stati rigenerati, si erano abbeverati dello stesso Spirito e ricevevano insieme, uno accanto all'altro, il Corpo del Signore. Anche se le strutture esterne rimanevano le stesse, questo cambiava la società dal di dentro. Se la Lettera agli Ebrei dice che i cristiani quaggiù non hanno una dimora stabile, ma cercano quella futura (cfr Eb 11,13-16; Fil 3,20), ciò è tutt'altro che un semplice rimandare ad una prospettiva futura: la società presente viene riconosciuta dai cristiani come una società impropria; essi appartengono a una società nuova, verso la quale si trovano in cammino e che, nel loro pellegrinaggio, viene anticipata.&lt;br /&gt;5. Dobbiamo aggiungere ancora un altro punto di vista. La Prima Lettera ai Corinzi (1,18-31) ci mostra che una grande parte dei primi cristiani apparteneva ai ceti sociali bassi e, proprio per questo, era disponibile all'esperienza della nuova speranza, come l'abbiamo incontrata nell'esempio di Bakhita. Tuttavia fin dall'inizio c'erano anche conversioni nei ceti aristocratici e colti. Poiché proprio anche loro vivevano « senza speranza e senza Dio nel mondo ». Il mito aveva perso la sua credibilità; la religione di Stato romana si era sclerotizzata in semplice cerimoniale, che veniva eseguito scrupolosamente, ma ridotto ormai appunto solo ad una « religione politica ». Il razionalismo filosofico aveva confinato gli dèi nel campo dell'irreale. Il Divino veniva visto in vari modi nelle forze cosmiche, ma un Dio che si potesse pregare non esisteva. Paolo illustra la problematica essenziale della religione di allora in modo assolutamente appropriato, quando contrappone alla vita « secondo Cristo » una vita sotto la signoria degli « elementi del cosmo » (Col 2,8). In questa prospettiva un testo di san Gregorio Nazianzeno può essere illuminante. Egli dice che nel momento in cui i magi guidati dalla stella adorarono il nuovo re Cristo, giunse la fine dell'astrologia, perché ormai le stelle girano secondo l'orbita determinata da Cristo[&lt;a title="" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn2" name="_ftnref2"&gt;2&lt;/a&gt;]. Di fatto, in questa scena è capovolta la concezione del mondo di allora che, in modo diverso, è nuovamente in auge anche oggi. Non sono gli elementi del cosmo, le leggi della materia che in definitiva governano il mondo e l'uomo, ma un Dio personale governa le stelle, cioè l'universo; non le leggi della materia e dell'evoluzione sono l'ultima istanza, ma ragione, volontà, amore – una Persona. E se conosciamo questa Persona e Lei conosce noi, allora veramente l'inesorabile potere degli elementi materiali non è più l'ultima istanza; allora non siamo schiavi dell'universo e delle sue leggi, allora siamo liberi. Una tale consapevolezza ha determinato nell'antichità gli spiriti schietti in ricerca. Il cielo non è vuoto. La vita non è un semplice prodotto delle leggi e della casualità della materia, ma in tutto e contemporaneamente al di sopra di tutto c'è una volontà personale, c'è uno Spirito che in Gesù si è rivelato come Amore[&lt;a title="" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn3" name="_ftnref3"&gt;3&lt;/a&gt;].&lt;br /&gt;6. I sarcofaghi degli inizi del cristianesimo illustrano visivamente questa concezione – al cospetto della morte, di fronte alla quale la questione circa il significato della vita si rende inevitabile. La figura di Cristo viene interpretata sugli antichi sarcofaghi soprattutto mediante due immagini: quella del filosofo e quella del pastore. Per filosofia allora, in genere, non si intendeva una difficile disciplina accademica, come essa si presenta oggi. Il filosofo era piuttosto colui che sapeva insegnare l'arte essenziale: l'arte di essere uomo in modo retto – l'arte di vivere e di morire. Certamente gli uomini già da tempo si erano resi conto che gran parte di coloro che andavano in giro come filosofi, come maestri di vita, erano soltanto dei ciarlatani che con le loro parole si procuravano denaro, mentre sulla vera vita non avevano niente da dire. Tanto più si cercava il vero filosofo che sapesse veramente indicare la via della vita. Verso la fine del terzo secolo incontriamo per la prima volta a Roma, sul sarcofago di un bambino, nel contesto della risurrezione di Lazzaro, la figura di Cristo come del vero filosofo che in una mano tiene il Vangelo e nell'altra il bastone da viandante, proprio del filosofo. Con questo suo bastone Egli vince la morte; il Vangelo porta la verità che i filosofi peregrinanti avevano cercato invano. In questa immagine, che poi per un lungo periodo permaneva nell'arte dei sarcofaghi, si rende evidente ciò che le persone colte come le semplici trovavano in Cristo: Egli ci dice chi in realtà è l'uomo e che cosa egli deve fare per essere veramente uomo. Egli ci indica la via e questa via è la verità. Egli stesso è tanto l'una quanto l'altra, e perciò è anche la vita della quale siamo tutti alla ricerca. Egli indica anche la via oltre la morte; solo chi è in grado di fare questo, è un vero maestro di vita. La stessa cosa si rende visibile nell'immagine del pastore. Come nella rappresentazione del filosofo, anche per la figura del pastore la Chiesa primitiva poteva riallacciarsi a modelli esistenti dell'arte romana. Lì il pastore era in genere espressione del sogno di una vita serena e semplice, di cui la gente nella confusione della grande città aveva nostalgia. Ora l'immagine veniva letta all'interno di uno scenario nuovo che le conferiva un contenuto più profondo: « Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla ... Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male, perché tu sei con me ... » (Sal 23 [22], 1.4). Il vero pastore è Colui che conosce anche la via che passa per la valle della morte; Colui che anche sulla strada dell'ultima solitudine, nella quale nessuno può accompagnarmi, cammina con me guidandomi per attraversarla: Egli stesso ha percorso questa strada, è disceso nel regno della morte, l'ha vinta ed è tornato per accompagnare noi ora e darci la certezza che, insieme con Lui, un passaggio lo si trova. La consapevolezza che esiste Colui che anche nella morte mi accompagna e con il suo « bastone e il suo vincastro mi dà sicurezza », cosicché « non devo temere alcun male » (cfr Sal 23 [22],4) – era questa la nuova « speranza » che sorgeva sopra la vita dei credenti.&lt;br /&gt;7. Dobbiamo ancora una volta tornare al Nuovo Testamento. Nell'undicesimo capitolo della Lettera agli Ebrei (v.1) si trova una sorta di definizione della fede che intreccia strettamente questa virtù con la speranza. Intorno alla parola centrale di questa frase si è creata fin dalla Riforma una disputa tra gli esegeti, nella quale sembra riaprirsi oggi la via per una interpretazione comune. Per il momento lascio questa parola centrale non tradotta. La frase dunque suona così: « La fede è hypostasis delle cose che si sperano; prova delle cose che non si vedono ». Per i Padri e per i teologi del Medioevo era chiaro che la parola greca hypostasis era da tradurre in latino con il termine substantia. La traduzione latina del testo, nata nella Chiesa antica, dice quindi: « Est autem fides sperandarum substantia rerum, argumentum non apparentium » – la fede è la « sostanza » delle cose che si sperano; la prova delle cose che non si vedono. Tommaso d'Aquino[&lt;a title="" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn4" name="_ftnref4"&gt;4&lt;/a&gt;], utilizzando la terminologia della tradizione filosofica nella quale si trova, spiega questo così: la fede è un « habitus », cioè una costante disposizione dell'animo, grazie a cui la vita eterna prende inizio in noi e la ragione è portata a consentire a ciò che essa non vede. Il concetto di « sostanza » è quindi modificato nel senso che per la fede, in modo iniziale, potremmo dire « in germe » – quindi secondo la « sostanza » – sono già presenti in noi le cose che si sperano: il tutto, la vita vera. E proprio perché la cosa stessa è già presente, questa presenza di ciò che verrà crea anche certezza: questa « cosa » che deve venire non è ancora visibile nel mondo esterno (non « appare »), ma a causa del fatto che, come realtà iniziale e dinamica, la portiamo dentro di noi, nasce già ora una qualche percezione di essa. A Lutero, al quale la Lettera agli Ebrei non era in se stessa molto simpatica, il concetto di « sostanza », nel contesto della sua visione della fede, non diceva niente. Per questo intese il termine ipostasi/sostanza non nel senso oggettivo (di realtà presente in noi), ma in quello soggettivo, come espressione di un atteggiamento interiore e, di conseguenza, dovette naturalmente comprendere anche il termine argumentum come una disposizione del soggetto. Questa interpretazione nel XX secolo si è affermata – almeno in Germania – anche nell'esegesi cattolica, cosicché la traduzione ecumenica in lingua tedesca del Nuovo Testamento, approvata dai Vescovi, dice: « Glaube aber ist: Feststehen in dem, was man erhofft, Überzeugtsein von dem, was man nicht sieht » (fede è: stare saldi in ciò che si spera, essere convinti di ciò che non si vede). Questo in se stesso non è erroneo; non è però il senso del testo, perché il termine greco usato (elenchos) non ha il valore soggettivo di « convinzione », ma quello oggettivo di « prova ». Giustamente pertanto la recente esegesi protestante ha raggiunto una convinzione diversa: « Ora però non può più essere messo in dubbio che questa interpretazione protestante, divenuta classica, è insostenibile »[&lt;a title="" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn5" name="_ftnref5"&gt;5&lt;/a&gt;]. La fede non è soltanto un personale protendersi verso le cose che devono venire ma sono ancora totalmente assenti; essa ci dà qualcosa. Ci dà già ora qualcosa della realtà attesa, e questa realtà presente costituisce per noi una « prova » delle cose che ancora non si vedono. Essa attira dentro il presente il futuro, così che quest'ultimo non è più il puro « non-ancora ». Il fatto che questo futuro esista, cambia il presente; il presente viene toccato dalla realtà futura, e così le cose future si riversano in quelle presenti e le presenti in quelle future.&lt;br /&gt;8. Questa spiegazione viene ulteriormente rafforzata e rapportata alla vita concreta, se consideriamo il versetto 34 del decimo capitolo della Lettera agli Ebrei che, sotto l'aspetto linguistico e contenutistico, è collegato con questa definizione di una fede permeata di speranza e la prepara. Qui l'autore parla ai credenti che hanno subito l'esperienza della persecuzione e dice loro: « Avete preso parte alle sofferenze dei carcerati e avete accettato con gioia di essere spogliati delle vostre sostanze (hyparchonton – Vg: bonorum), sapendo di possedere beni migliori (hyparxin – Vg: substantiam) e più duraturi ». Hyparchonta sono le proprietà, ciò che nella vita terrena costituisce il sostentamento, appunto la base, la « sostanza » per la vita sulla quale si conta. Questa « sostanza », la normale sicurezza per la vita, è stata tolta ai cristiani nel corso della persecuzione. L'hanno sopportato, perché comunque ritenevano questa sostanza materiale trascurabile. Potevano abbandonarla, perché avevano trovato una « base » migliore per la loro esistenza – una base che rimane e che nessuno può togliere. Non si può non vedere il collegamento che intercorre tra queste due specie di « sostanza », tra sostentamento o base materiale e l'affermazione della fede come « base », come « sostanza » che permane. La fede conferisce alla vita una nuova base, un nuovo fondamento sul quale l'uomo può poggiare e con ciò il fondamento abituale, l'affidabilità del reddito materiale, appunto, si relativizza. Si crea una nuova libertà di fronte a questo fondamento della vita che solo apparentemente è in grado di sostentare, anche se il suo significato normale non è con ciò certamente negato. Questa nuova libertà, la consapevolezza della nuova « sostanza » che ci è stata donata, si è rivelata non solo nel martirio, in cui le persone si sono opposte allo strapotere dell'ideologia e dei suoi organi politici, e, mediante la loro morte, hanno rinnovato il mondo. Essa si è mostrata soprattutto nelle grandi rinunce a partire dai monaci dell'antichità fino a Francesco d'Assisi e alle persone del nostro tempo che, nei moderni Istituti e Movimenti religiosi, per amore di Cristo hanno lasciato tutto per portare agli uomini la fede e l'amore di Cristo, per aiutare le persone sofferenti nel corpo e nell'anima. Lì la nuova « sostanza » si è comprovata realmente come « sostanza », dalla speranza di queste persone toccate da Cristo è scaturita speranza per altri che vivevano nel buio e senza speranza. Lì si è dimostrato che questa nuova vita possiede veramente « sostanza » ed è una « sostanza » che suscita vita per gli altri. Per noi che guardiamo queste figure, questo loro agire e vivere è di fatto una « prova » che le cose future, la promessa di Cristo non è soltanto una realtà attesa, ma una vera presenza: Egli è veramente il « filosofo » e il « pastore » che ci indica che cosa è e dove sta la vita.&lt;br /&gt;9. Per comprendere più nel profondo questa riflessione sulle due specie di sostanze – hypostasis e hyparchonta – e sui due modi di vita espressi con esse, dobbiamo riflettere ancora brevemente su due parole attinenti l'argomento, che si trovano nel decimo capitolo della Lettera agli Ebrei. Si tratta delle parole hypomone (10,36) e hypostole (10,39). Hypomone si traduce normalmente con « pazienza » – perseveranza, costanza. Questo saper aspettare sopportando pazientemente le prove è necessario al credente per poter « ottenere le cose promesse » (cfr 10,36). Nella religiosità dell'antico giudaismo questa parola veniva usata espressamente per l'attesa di Dio caratteristica di Israele: per questo perseverare nella fedeltà a Dio, sulla base della certezza dell'Alleanza, in un mondo che contraddice Dio. Così la parola indica una speranza vissuta, una vita basata sulla certezza della speranza. Nel Nuovo Testamento questa attesa di Dio, questo stare dalla parte di Dio assume un nuovo significato: in Cristo Dio si è mostrato. Ci ha ormai comunicato la « sostanza » delle cose future, e così l'attesa di Dio ottiene una nuova certezza. È attesa delle cose future a partire da un presente già donato. È attesa, alla presenza di Cristo, col Cristo presente, del completarsi del suo Corpo, in vista della sua venuta definitiva. Con hypostole invece è espresso il sottrarsi di chi non osa dire apertamente e con franchezza la verità forse pericolosa. Questo nascondersi davanti agli uomini per spirito di timore nei loro confronti conduce alla « perdizione » (Eb 10,39). « Dio non ci ha dato uno spirito di timidezza, ma di forza, di amore e di saggezza » – così invece la Seconda Lettera a Timoteo (1,7) caratterizza con una bella espressione l'atteggiamento di fondo del cristiano.&lt;br /&gt;La vita eterna – che cos'è?&lt;br /&gt;10. Abbiamo finora parlato della fede e della speranza nel Nuovo Testamento e agli inizi del cristianesimo; è stato però anche sempre evidente che non discorriamo solo del passato; l'intera riflessione interessa il vivere e morire dell'uomo in genere e quindi interessa anche noi qui ed ora. Tuttavia dobbiamo adesso domandarci esplicitamente: la fede cristiana è anche per noi oggi una speranza che trasforma e sorregge la nostra vita? È essa per noi « performativa » – un messaggio che plasma in modo nuovo la vita stessa, o è ormai soltanto « informazione » che, nel frattempo, abbiamo accantonata e che ci sembra superata da informazioni più recenti? Nella ricerca di una risposta vorrei partire dalla forma classica del dialogo con cui il rito del Battesimo esprimeva l'accoglienza del neonato nella comunità dei credenti e la sua rinascita in Cristo. Il sacerdote chiedeva innanzitutto quale nome i genitori avevano scelto per il bambino, e continuava poi con la domanda: « Che cosa chiedi alla Chiesa? » Risposta: « La fede ». « E che cosa ti dona la fede? » « La vita eterna ». Stando a questo dialogo, i genitori cercavano per il bambino l'accesso alla fede, la comunione con i credenti, perché vedevano nella fede la chiave per « la vita eterna ». Di fatto, oggi come ieri, di questo si tratta nel Battesimo, quando si diventa cristiani: non soltanto di un atto di socializzazione entro la comunità, non semplicemente di accoglienza nella Chiesa. I genitori si aspettano di più per il battezzando: si aspettano che la fede, di cui è parte la corporeità della Chiesa e dei suoi sacramenti, gli doni la vita – la vita eterna. Fede è sostanza della speranza. Ma allora sorge la domanda: Vogliamo noi davvero questo – vivere eternamente? Forse oggi molte persone rifiutano la fede semplicemente perché la vita eterna non sembra loro una cosa desiderabile. Non vogliono affatto la vita eterna, ma quella presente, e la fede nella vita eterna sembra, per questo scopo, piuttosto un ostacolo. Continuare a vivere in eterno – senza fine – appare più una condanna che un dono. La morte, certamente, si vorrebbe rimandare il più possibile. Ma vivere sempre, senza un termine – questo, tutto sommato, può essere solo noioso e alla fine insopportabile. È precisamente questo che, per esempio, dice il Padre della Chiesa Ambrogio nel discorso funebre per il fratello defunto Satiro: « È vero che la morte non faceva parte della natura, ma fu resa realtà di natura; infatti Dio da principio non stabilì la morte, ma la diede quale rimedio [...] A causa della trasgressione, la vita degli uomini cominciò ad essere miserevole nella fatica quotidiana e nel pianto insopportabile. Doveva essere posto un termine al male, affinché la morte restituisse ciò che la vita aveva perduto. L'immortalità è un peso piuttosto che un vantaggio, se non la illumina la grazia »[&lt;a title="" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn6" name="_ftnref6"&gt;6&lt;/a&gt;]. Già prima Ambrogio aveva detto: « Non dev'essere pianta la morte, perché è causa di salvezza... »[&lt;a title="" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn7" name="_ftnref7"&gt;7&lt;/a&gt;].&lt;br /&gt;11. Qualunque cosa sant'Ambrogio intendesse dire precisamente con queste parole – è vero che l'eliminazione della morte o anche il suo rimando quasi illimitato metterebbe la terra e l'umanità in una condizione impossibile e non renderebbe neanche al singolo stesso un beneficio. Ovviamente c'è una contraddizione nel nostro atteggiamento, che rimanda ad una contraddittorietà interiore della nostra stessa esistenza. Da una parte, non vogliamo morire; soprattutto chi ci ama non vuole che moriamo. Dall'altra, tuttavia, non desideriamo neppure di continuare ad esistere illimitatamente e anche la terra non è stata creata con questa prospettiva. Allora, che cosa vogliamo veramente? Questo paradosso del nostro stesso atteggiamento suscita una domanda più profonda: che cosa è, in realtà, la « vita »? E che cosa significa veramente « eternità »? Ci sono dei momenti in cui percepiamo all'improvviso: sì, sarebbe propriamente questo – la « vita » vera – così essa dovrebbe essere. A confronto, ciò che nella quotidianità chiamiamo « vita », in verità non lo è. Agostino, nella sua ampia lettera sulla preghiera indirizzata a Proba, una vedova romana benestante e madre di tre consoli, scrisse una volta: In fondo vogliamo una sola cosa – « la vita beata », la vita che è semplicemente vita, semplicemente « felicità ». Non c'è, in fin dei conti, altro che chiediamo nella preghiera. Verso nient'altro ci siamo incamminati – di questo solo si tratta. Ma poi Agostino dice anche: guardando meglio, non sappiamo affatto che cosa in fondo desideriamo, che cosa vorremmo propriamente. Non conosciamo per nulla questa realtà; anche in quei momenti in cui pensiamo di toccarla non la raggiungiamo veramente. « Non sappiamo che cosa sia conveniente domandare », egli confessa con una parola di san Paolo (Rm 8,26). Ciò che sappiamo è solo che non è questo. Tuttavia, nel non sapere sappiamo che questa realtà deve esistere. « C'è dunque in noi una, per così dire, dotta ignoranza » (docta ignorantia), egli scrive. Non sappiamo che cosa vorremmo veramente; non conosciamo questa « vera vita »; e tuttavia sappiamo, che deve esistere un qualcosa che noi non conosciamo e verso il quale ci sentiamo spinti[&lt;a title="" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn8" name="_ftnref8"&gt;8&lt;/a&gt;].&lt;br /&gt;12. Penso che Agostino descriva lì in modo molto preciso e sempre valido la situazione essenziale dell'uomo, la situazione da cui provengono tutte le sue contraddizioni e le sue speranze. Desideriamo in qualche modo la vita stessa, quella vera, che non venga poi toccata neppure dalla morte; ma allo stesso tempo non conosciamo ciò verso cui ci sentiamo spinti. Non possiamo cessare di protenderci verso di esso e tuttavia sappiamo che tutto ciò che possiamo sperimentare o realizzare non è ciò che bramiamo. Questa « cosa » ignota è la vera « speranza » che ci spinge e il suo essere ignota è, al contempo, la causa di tutte le disperazioni come pure di tutti gli slanci positivi o distruttivi verso il mondo autentico e l'autentico uomo. La parola « vita eterna » cerca di dare un nome a questa sconosciuta realtà conosciuta. Necessariamente è una parola insufficiente che crea confusione. « Eterno », infatti, suscita in noi l'idea dell'interminabile, e questo ci fa paura; « vita » ci fa pensare alla vita da noi conosciuta, che amiamo e non vogliamo perdere e che, tuttavia, è spesso allo stesso tempo più fatica che appagamento, cosicché mentre per un verso la desideriamo, per l'altro non la vogliamo. Possiamo soltanto cercare di uscire col nostro pensiero dalla temporalità della quale siamo prigionieri e in qualche modo presagire che l'eternità non sia un continuo susseguirsi di giorni del calendario, ma qualcosa come il momento colmo di appagamento, in cui la totalità ci abbraccia e noi abbracciamo la totalità. Sarebbe il momento dell'immergersi nell'oceano dell'infinito amore, nel quale il tempo – il prima e il dopo – non esiste più. Possiamo soltanto cercare di pensare che questo momento è la vita in senso pieno, un sempre nuovo immergersi nella vastità dell'essere, mentre siamo semplicemente sopraffatti dalla gioia. Così lo esprime Gesù nel Vangelo di Giovanni: « Vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno vi potrà togliere la vostra gioia » (16,22). Dobbiamo pensare in questa direzione, se vogliamo capire a che cosa mira la speranza cristiana, che cosa aspettiamo dalla fede, dal nostro essere con Cristo[&lt;a title="" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn9" name="_ftnref9"&gt;9&lt;/a&gt;].&lt;br /&gt;La speranza cristiana è individualistica?&lt;br /&gt;13. Nel corso della loro storia, i cristiani hanno cercato di tradurre questo sapere che non sa in figure rappresentabili, sviluppando immagini del « cielo » che restano sempre lontane da ciò che, appunto, conosciamo solo negativamente, mediante una non-conoscenza. Tutti questi tentativi di raffigurazione della speranza hanno dato a molti, nel corso dei secoli, lo slancio di vivere in base alla fede e di abbandonare per questo anche i loro « hyparchonta », le sostanze materiali per la loro esistenza. L'autore della Lettera agli Ebrei, nell'undicesimo capitolo ha tracciato una specie di storia di coloro che vivono nella speranza e del loro essere in cammino, una storia che da Abele giunge fino all'epoca sua. Di questo tipo di speranza si è accesa nel tempo moderno una critica sempre più dura: si tratterebbe di puro individualismo, che avrebbe abbandonato il mondo alla sua miseria e si sarebbe rifugiato in una salvezza eterna soltanto privata. Henri de Lubac, nell'introduzione alla sua opera fondamentale « Catholicisme. Aspects sociaux du dogme », ha raccolto alcune voci caratteristiche di questo genere di cui una merita di essere citata: « Ho trovato la gioia? No ... Ho trovato la mia gioia. E ciò è una cosa terribilmente diversa ... La gioia di Gesù può essere individuale. Può appartenere ad una sola persona, ed essa è salva. È nella pace..., per ora e per sempre, ma lei sola. Questa solitudine nella gioia non la turba. Al contrario: lei è, appunto, l'eletta! Nella sua beatitudine attraversa le battaglie con una rosa in mano »[&lt;a title="" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn10" name="_ftnref10"&gt;10&lt;/a&gt;].&lt;br /&gt;14. Rispetto a ciò, de Lubac, sulla base della teologia dei Padri in tutta la sua vastità, ha potuto mostrare che la salvezza è stata sempre considerata come una realtà comunitaria. La stessa Lettera agli Ebrei parla di una « città » (cfr 11,10.16; 12,22; 13,14) e quindi di una salvezza comunitaria. Coerentemente, il peccato viene compreso dai Padri come distruzione dell'unità del genere umano, come frazionamento e divisione. Babele, il luogo della confusione delle lingue e della separazione, si rivela come espressione di ciò che in radice è il peccato. E così la « redenzione » appare proprio come il ristabilimento dell'unità, in cui ci ritroviamo di nuovo insieme in un'unione che si delinea nella comunità mondiale dei credenti. Non è necessario che ci occupiamo qui di tutti i testi, in cui appare il carattere comunitario della speranza. Rimaniamo con la Lettera a Proba in cui Agostino tenta di illustrare un po' questa sconosciuta conosciuta realtà di cui siamo alla ricerca. Lo spunto da cui parte è semplicemente l'espressione « vita beata [felice] ». Poi cita il Salmo 144 [143],15: « Beato il popolo il cui Dio è il Signore ». E continua: « Per poter appartenere a questo popolo e giungere [...] alla vita perenne con Dio, “il fine del precetto è l'amore che viene da un cuore puro, da una coscienza buona e da una fede sincera” (1 Tim 1,5) »[&lt;a title="" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn11" name="_ftnref11"&gt;11&lt;/a&gt;]. Questa vita vera, verso la quale sempre cerchiamo di protenderci, è legata all'essere nell'unione esistenziale con un « popolo » e può realizzarsi per ogni singolo solo all'interno di questo « noi ». Essa presuppone, appunto, l'esodo dalla prigionia del proprio « io », perché solo nell'apertura di questo soggetto universale si apre anche lo sguardo sulla fonte della gioia, sull'amore stesso – su Dio.&lt;br /&gt;15. Questa visione della « vita beata » orientata verso la comunità ha di mira, sì, qualcosa al di là del mondo presente, ma proprio così ha a che fare anche con la edificazione del mondo – in forme molto diverse, secondo il contesto storico e le possibilità da esso offerte o escluse. Al tempo di Agostino, quando l'irruzione dei nuovi popoli minacciava la coesione del mondo, nella quale era data una certa garanzia di diritto e di vita in una comunità giuridica, si trattava di fortificare i fondamenti veramente portanti di questa comunità di vita e di pace, per poter sopravvivere nel mutamento del mondo. Cerchiamo di gettare, piuttosto a caso, uno sguardo su un momento del medioevo sotto certi aspetti emblematico. Nella coscienza comune, i monasteri apparivano come i luoghi della fuga dal mondo (« contemptus mundi ») e del sottrarsi alla responsabilità per il mondo nella ricerca della salvezza privata. Bernardo di Chiaravalle, che con il suo Ordine riformato portò una moltitudine di giovani nei monasteri, aveva su questo una visione ben diversa. Secondo lui, i monaci hanno un compito per tutta la Chiesa e di conseguenza anche per il mondo. Con molte immagini egli illustra la responsabilità dei monaci per l'intero organismo della Chiesa, anzi, per l'umanità; a loro egli applica la parola dello Pseudo-Rufino: « Il genere umano vive grazie a pochi; se non ci fossero quelli, il mondo perirebbe... »[&lt;a title="" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn12" name="_ftnref12"&gt;12&lt;/a&gt;]. I contemplativi – contemplantes – devono diventare lavoratori agricoli – laborantes –, ci dice. La nobiltà del lavoro, che il cristianesimo ha ereditato dal giudaismo, era emersa già nelle regole monastiche di Agostino e di Benedetto. Bernardo riprende nuovamente questo concetto. I giovani nobili che affluivano ai suoi monasteri dovevano piegarsi al lavoro manuale. Per la verità, Bernardo dice esplicitamente che neppure il monastero può ripristinare il Paradiso; sostiene però che esso deve, quasi luogo di dissodamento pratico e spirituale, preparare il nuovo Paradiso. Un appezzamento selvatico di bosco vien reso fertile – proprio mentre vengono allo stesso tempo abbattuti gli alberi della superbia, estirpato ciò che di selvatico cresce nelle anime e preparato così il terreno, sul quale può prosperare pane per il corpo e per l'anima[&lt;a title="" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn13" name="_ftnref13"&gt;13&lt;/a&gt;]. Non ci è dato forse di costatare nuovamente, proprio di fronte alla storia attuale, che nessuna positiva strutturazione del mondo può riuscire là dove le anime inselvatichiscono?&lt;br /&gt;La trasformazione della fede-speranza cristiana nel tempo moderno&lt;br /&gt;16. Come ha potuto svilupparsi l'idea che il messaggio di Gesù sia strettamente individualistico e miri solo al singolo? Come si è arrivati a interpretare la « salvezza dell'anima » come fuga davanti alla responsabilità per l'insieme, e a considerare di conseguenza il programma del cristianesimo come ricerca egoistica della salvezza che si rifiuta al servizio degli altri? Per trovare una risposta all'interrogativo dobbiamo gettare uno sguardo sulle componenti fondamentali del tempo moderno. Esse appaiono con particolare chiarezza in Francesco Bacone. Che un'epoca nuova sia sorta – grazie alla scoperta dell'America e alle nuove conquiste tecniche che hanno consentito questo sviluppo – è cosa indiscutibile. Su che cosa, però, si basa questa svolta epocale? È la nuova correlazione di esperimento e metodo che mette l'uomo in grado di arrivare ad un'interpretazione della natura conforme alle sue leggi e di conseguire così finalmente « la vittoria dell'arte sulla natura » (victoria cursus artis super naturam)[&lt;a title="" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn14" name="_ftnref14"&gt;14&lt;/a&gt;]. La novità – secondo la visione di Bacone – sta in una nuova correlazione tra scienza e prassi. Ciò viene poi applicato anche teologicamente: questa nuova correlazione tra scienza e prassi significherebbe che il dominio sulla creazione, dato all'uomo da Dio e perso nel peccato originale, verrebbe ristabilito[&lt;a title="" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn15" name="_ftnref15"&gt;15&lt;/a&gt;].&lt;br /&gt;17. Chi legge queste affermazioni e vi riflette con attenzione, vi riconosce un passaggio sconcertante: fino a quel momento il ricupero di ciò che l'uomo nella cacciata dal paradiso terrestre aveva perso si attendeva dalla fede in Gesù Cristo, e in questo si vedeva la « redenzione ». Ora questa « redenzione », la restaurazione del « paradiso » perduto, non si attende più dalla fede, ma dal collegamento appena scoperto tra scienza e prassi. Non è che la fede, con ciò, venga semplicemente negata; essa viene piuttosto spostata su un altro livello – quello delle cose solamente private ed ultraterrene – e allo stesso tempo diventa in qualche modo irrilevante per il mondo. Questa visione programmatica ha determinato il cammino dei tempi moderni e influenza pure l'attuale crisi della fede che, nel concreto, è soprattutto una crisi della speranza cristiana. Così anche la speranza, in Bacone, riceve una nuova forma. Ora si chiama: fede nel progresso. Per Bacone, infatti, è chiaro che le scoperte e le invenzioni appena avviate sono solo un inizio; che grazie alla sinergia di scienza e prassi seguiranno scoperte totalmente nuove, emergerà un mondo totalmente nuovo, il regno dell'uomo[&lt;a title="" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn16" name="_ftnref16"&gt;16&lt;/a&gt;]. Così egli ha presentato anche una visione delle invenzioni prevedibili – fino all'aereo e al sommergibile. Durante l'ulteriore sviluppo dell'ideologia del progresso, la gioia per gli avanzamenti visibili delle potenzialità umane rimane una costante conferma della fede nel progresso come tale.&lt;br /&gt;18. Al contempo, due categorie entrano sempre più al centro dell'idea di progresso: ragione e libertà. Il progresso è soprattutto un progresso nel crescente dominio della ragione e questa ragione viene considerata ovviamente un potere del bene e per il bene. Il progresso è il superamento di tutte le dipendenze – è progresso verso la libertà perfetta. Anche la libertà viene vista solo come promessa, nella quale l'uomo si realizza verso la sua pienezza. In ambedue i concetti – libertà e ragione – è presente un aspetto politico. Il regno della ragione, infatti, è atteso come la nuova condizione dell'umanità diventata totalmente libera. Le condizioni politiche di un tale regno della ragione e della libertà, tuttavia, in un primo momento appaiono poco definite. Ragione e libertà sembrano garantire da sé, in virtù della loro intrinseca bontà, una nuova comunità umana perfetta. In ambedue i concetti-chiave di « ragione » e « libertà », però, il pensiero tacitamente va sempre anche al contrasto con i vincoli della fede e della Chiesa, come pure con i vincoli degli ordinamenti statali di allora. Ambedue i concetti portano quindi in sé un potenziale rivoluzionario di un'enorme forza esplosiva.&lt;br /&gt;19. Dobbiamo brevemente gettare uno sguardo sulle due tappe essenziali della concretizzazione politica di questa speranza, perché sono di grande importanza per il cammino della speranza cristiana, per la sua comprensione e per la sua persistenza. C'è innanzitutto la Rivoluzione francese come tentativo di instaurare il dominio della ragione e della libertà ora anche in modo politicamente reale. L'Europa dell'Illuminismo, in un primo momento, ha guardato affascinata a questi avvenimenti, ma di fronte ai loro sviluppi ha poi dovuto riflettere in modo nuovo su ragione e libertà. Significativi per le due fasi della ricezione di ciò che era avvenuto in Francia sono due scritti di Immanuel Kant, in cui egli riflette sugli eventi. Nel 1792 scrive l'opera: « Der Sieg des guten Prinzips über das böse und die Gründung eines Reichs Gottes auf Erden » (La vittoria del principio buono su quello cattivo e la costituzione di un regno di Dio sulla terra). In essa egli dice: « Il passaggio graduale dalla fede ecclesiastica al dominio esclusivo della pura fede religiosa costituisce l'avvicinamento del regno di Dio »[&lt;a title="" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn17" name="_ftnref17"&gt;17&lt;/a&gt;]. Ci dice anche che le rivoluzioni possono accelerare i tempi di questo passaggio dalla fede ecclesiastica alla fede razionale. Il « regno di Dio », di cui Gesù aveva parlato ha qui ricevuto una nuova definizione e assunto anche una nuova presenza; esiste, per così dire, una nuova « attesa immediata »: il « regno di Dio » arriva là dove la « fede ecclesiastica » viene superata e rimpiazzata dalla « fede religiosa », vale a dire dalla semplice fede razionale. Nel 1794, nello scritto « Das Ende aller Dinge » (La fine di tutte le cose) appare un'immagine mutata. Ora Kant prende in considerazione la possibilità che, accanto alla fine naturale di tutte le cose, se ne verifichi anche una contro natura, perversa. Scrive al riguardo: « Se il cristianesimo un giorno dovesse arrivare a non essere più degno di amore [...] allora il pensiero dominante degli uomini dovrebbe diventare quello di un rifiuto e di un'opposizione contro di esso; e l'anticristo [...] inaugurerebbe il suo, pur breve, regime (fondato presumibilmente sulla paura e sull'egoismo). In seguito, però, poiché il cristianesimo, pur essendo stato destinato ad essere la religione universale, di fatto non sarebbe stato aiutato dal destino a diventarlo, potrebbe verificarsi, sotto l'aspetto morale, la fine (perversa) di tutte le cose »[&lt;a title="" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn18" name="_ftnref18"&gt;18&lt;/a&gt;].&lt;br /&gt;20. L'Ottocento non venne meno alla sua fede nel progresso come nuova forma della speranza umana e continuò a considerare ragione e libertà come le stelle-guida da seguire sul cammino della speranza. L'avanzare sempre più veloce dello sviluppo tecnico e l'industrializzazione con esso collegata crearono, tuttavia, ben presto una situazione sociale del tutto nuova: si formò la classe dei lavoratori dell'industria e il cosiddetto « proletariato industriale », le cui terribili condizioni di vita Friedrich Engels nel 1845 illustrò in modo sconvolgente. Per il lettore doveva essere chiaro: questo non può continuare; è necessario un cambiamento. Ma il cambiamento avrebbe scosso e rovesciato l'intera struttura della società borghese. Dopo la rivoluzione borghese del 1789 era arrivata l'ora per una nuova rivoluzione, quella proletaria: il progresso non poteva semplicemente avanzare in modo lineare a piccoli passi. Ci voleva il salto rivoluzionario. Karl Marx raccolse questo richiamo del momento e, con vigore di linguaggio e di pensiero, cercò di avviare questo nuovo passo grande e, come riteneva, definitivo della storia verso la salvezza – verso quello che Kant aveva qualificato come il « regno di Dio ». Essendosi dileguata la verità dell'aldilà, si sarebbe ormai trattato di stabilire la verità dell'aldiquà. La critica del cielo si trasforma nella critica della terra, la critica della teologia nella critica della politica. Il progresso verso il meglio, verso il mondo definitivamente buono, non viene più semplicemente dalla scienza, ma dalla politica – da una politica pensata scientificamente, che sa riconoscere la struttura della storia e della società ed indica così la strada verso la rivoluzione, verso il cambiamento di tutte le cose. Con puntuale precisione, anche se in modo unilateralmente parziale, Marx ha descritto la situazione del suo tempo ed illustrato con grande capacità analitica le vie verso la rivoluzione – non solo teoricamente: con il partito comunista, nato dal manifesto comunista del 1848, l'ha anche concretamente avviata. La sua promessa, grazie all'acutezza delle analisi e alla chiara indicazione degli strumenti per il cambiamento radicale, ha affascinato ed affascina tuttora sempre di nuovo. La rivoluzione poi si è anche verificata nel modo più radicale in Russia.&lt;br /&gt;21. Ma con la sua vittoria si è reso evidente anche l'errore fondamentale di Marx. Egli ha indicato con esattezza come realizzare il rovesciamento. Ma non ci ha detto come le cose avrebbero dovuto procedere dopo. Egli supponeva semplicemente che con l'espropriazione della classe dominante, con la caduta del potere politico e con la socializzazione dei mezzi di produzione si sarebbe realizzata la Nuova Gerusalemme. Allora, infatti, sarebbero state annullate tutte le contraddizioni, l'uomo e il mondo avrebbero visto finalmente chiaro in se stessi. Allora tutto avrebbe potuto procedere da sé sulla retta via, perché tutto sarebbe appartenuto a tutti e tutti avrebbero voluto il meglio l'uno per l'altro. Così, dopo la rivoluzione riuscita, Lenin dovette accorgersi che negli scritti del maestro non si trovava nessun'indicazione sul come procedere. Sì, egli aveva parlato della fase intermedia della dittatura del proletariato come di una necessità che, però, in un secondo tempo da sé si sarebbe dimostrata caduca. Questa « fase intermedia » la conosciamo benissimo e sappiamo anche come si sia poi sviluppata, non portando alla luce il mondo sano, ma lasciando dietro di sé una distruzione desolante. Marx non ha solo mancato di ideare gli ordinamenti necessari per il nuovo mondo – di questi, infatti, non doveva più esserci bisogno. Che egli di ciò non dica nulla, è logica conseguenza della sua impostazione. Il suo errore sta più in profondità. Egli ha dimenticato che l'uomo rimane sempre uomo. Ha dimenticato l'uomo e ha dimenticato la sua libertà. Ha dimenticato che la libertà rimane sempre libertà, anche per il male. Credeva che, una volta messa a posto l'economia, tutto sarebbe stato a posto. Il suo vero errore è il materialismo: l'uomo, infatti, non è solo il prodotto di condizioni economiche e non è possibile risanarlo solamente dall'esterno creando condizioni economiche favorevoli.&lt;br /&gt;22. Così ci troviamo nuovamente davanti alla domanda: che cosa possiamo sperare? È necessaria un'autocritica dell'età moderna in dialogo col cristianesimo e con la sua concezione della speranza. In un tale dialogo anche i cristiani, nel contesto delle loro conoscenze e delle loro esperienze, devono imparare nuovamente in che cosa consista veramente la loro speranza, che cosa abbiano da offrire al mondo e che cosa invece non possano offrire. Bisogna che nell'autocritica dell'età moderna confluisca anche un'autocritica del cristianesimo moderno, che deve sempre di nuovo imparare a comprendere se stesso a partire dalle proprie radici. Su questo si possono qui tentare solo alcuni accenni. Innanzitutto c'è da chiedersi: che cosa significa veramente « progresso »; che cosa promette e che cosa non promette? Già nel XIX secolo esisteva una critica alla fede nel progresso. Nel XX secolo, Theodor W. Adorno ha formulato la problematicità della fede nel progresso in modo drastico: il progresso, visto da vicino, sarebbe il progresso dalla fionda alla megabomba. Ora, questo è, di fatto, un lato del progresso che non si deve mascherare. Detto altrimenti: si rende evidente l'ambiguità del progresso. Senza dubbio, esso offre nuove possibilità per il bene, ma apre anche possibilità abissali di male – possibilità che prima non esistevano. Noi tutti siamo diventati testimoni di come il progresso in mani sbagliate possa diventare e sia diventato, di fatto, un progresso terribile nel male. Se al progresso tecnico non corrisponde un progresso nella formazione etica dell'uomo, nella crescita dell'uomo interiore (cfr Ef 3,16; 2 Cor 4,16), allora esso non è un progresso, ma una minaccia per l'uomo e per il mondo.&lt;br /&gt;23. Per quanto riguarda i due grandi temi « ragione » e « libertà », qui possono essere solo accennate quelle domande che sono con essi collegate. Sì, la ragione è il grande dono di Dio all'uomo, e la vittoria della ragione sull'irrazionalità è anche uno scopo della fede cristiana. Ma quand'è che la ragione domina veramente? Quando si è staccata da Dio? Quando è diventata cieca per Dio? La ragione del potere e del fare è già la ragione intera? Se il progresso per essere progresso ha bisogno della crescita morale dell'umanità, allora la ragione del potere e del fare deve altrettanto urgentemente essere integrata mediante l'apertura della ragione alle forze salvifiche della fede, al discernimento tra bene e male. Solo così diventa una ragione veramente umana. Diventa umana solo se è in grado di indicare la strada alla volontà, e di questo è capace solo se guarda oltre se stessa. In caso contrario la situazione dell'uomo, nello squilibrio tra capacità materiale e mancanza di giudizio del cuore, diventa una minaccia per lui e per il creato. Così in tema di libertà, bisogna ricordare che la libertà umana richiede sempre un concorso di varie libertà. Questo concorso, tuttavia, non può riuscire, se non è determinato da un comune intrinseco criterio di misura, che è fondamento e meta della nostra libertà. Diciamolo ora in modo molto semplice: l'uomo ha bisogno di Dio, altrimenti resta privo di speranza. Visti gli sviluppi dell'età moderna, l'affermazione di san Paolo citata all'inizio (cfr Ef 2,12) si rivela molto realistica e semplicemente vera. Non vi è dubbio, pertanto, che un « regno di Dio » realizzato senza Dio – un regno quindi dell'uomo solo – si risolve inevitabilmente nella « fine perversa » di tutte le cose descritta da Kant: l'abbiamo visto e lo vediamo sempre di nuovo. Ma non vi è neppure dubbio che Dio entra veramente nelle cose umane solo se non è soltanto da noi pensato, ma se Egli stesso ci viene incontro e ci parla. Per questo la ragione ha bisogno della fede per arrivare ad essere totalmente se stessa: ragione e fede hanno bisogno l'una dell'altra per realizzare la loro vera natura e la loro missione.&lt;br /&gt;La vera fisionomia della speranza cristiana&lt;br /&gt;24. Chiediamoci ora di nuovo: che cosa possiamo sperare? E che cosa non possiamo sperare? Innanzitutto dobbiamo costatare che un progresso addizionabile è possibile solo in campo materiale. Qui, nella conoscenza crescente delle strutture della materia e in corrispondenza alle invenzioni sempre più avanzate, si dà chiaramente una continuità del progresso verso una padronanza sempre più grande della natura. Nell'ambito invece della consapevolezza etica e della decisione morale non c'è una simile possibilità di addizione per il semplice motivo che la libertà dell'uomo è sempre nuova e deve sempre nuovamente prendere le sue decisioni. Non sono mai semplicemente già prese per noi da altri – in tal caso, infatti, non saremmo più liberi. La libertà presuppone che nelle decisioni fondamentali ogni uomo, ogni generazione sia un nuovo inizio. Certamente, le nuove generazioni possono costruire sulle conoscenze e sulle esperienze di coloro che le hanno precedute, come possono attingere al tesoro morale dell'intera umanità. Ma possono anche rifiutarlo, perché esso non può avere la stessa evidenza delle invenzioni materiali. Il tesoro morale dell'umanità non è presente come sono presenti gli strumenti che si usano; esso esiste come invito alla libertà e come possibilità per essa. Ma ciò significa che:&lt;br /&gt;a) il retto stato delle cose umane, il benessere morale del mondo non può mai essere garantito semplicemente mediante strutture, per quanto valide esse siano. Tali strutture sono non solo importanti, ma necessarie; esse tuttavia non possono e non devono mettere fuori gioco la libertà dell'uomo. Anche le strutture migliori funzionano soltanto se in una comunità sono vive delle convinzioni che siano in grado di motivare gli uomini ad una libera adesione all'ordinamento comunitario. La libertà necessita di una convinzione; una convinzione non esiste da sé, ma deve essere sempre di nuovo riconquistata comunitariamente.&lt;br /&gt;b) Poiché l'uomo rimane sempre libero e poiché la sua libertà è sempre anche fragile, non esisterà mai in questo mondo il regno del bene definitivamente consolidato. Chi promette il mondo migliore che durerebbe irrevocabilmente per sempre, fa una promessa falsa; egli ignora la libertà umana. La libertà deve sempre di nuovo essere conquistata per il bene. La libera adesione al bene non esiste mai semplicemente da sé. Se ci fossero strutture che fissassero in modo irrevocabile una determinata – buona – condizione del mondo, sarebbe negata la libertà dell'uomo, e per questo motivo non sarebbero, in definitiva, per nulla strutture buone.&lt;br /&gt;25. Conseguenza di quanto detto è che la sempre nuova faticosa ricerca di retti ordinamenti per le cose umane è compito di ogni generazione; non è mai compito semplicemente concluso. Ogni generazione, tuttavia, deve anche recare il proprio contributo per stabilire convincenti ordinamenti di libertà e di bene, che aiutino la generazione successiva come orientamento per l'uso retto della libertà umana e diano così, sempre nei limiti umani, una certa garanzia anche per il futuro. In altre parole: le buone strutture aiutano, ma da sole non bastano. L'uomo non può mai essere redento semplicemente dall'esterno. Francesco Bacone e gli aderenti alla corrente di pensiero dell'età moderna a lui ispirata, nel ritenere che l'uomo sarebbe stato redento mediante la scienza, sbagliavano. Con una tale attesa si chiede troppo alla scienza; questa specie di speranza è fallace. La scienza può contribuire molto all'umanizzazione del mondo e dell'umanità. Essa però può anche distruggere l'uomo e il mondo, se non viene orientata da forze che si trovano al di fuori di essa. D'altra parte, dobbiamo anche constatare che il cristianesimo moderno, di fronte ai successi della scienza nella progressiva strutturazione del mondo, si era in gran parte concentrato soltanto sull'individuo e sulla sua salvezza. Con ciò ha ristretto l'orizzonte della sua speranza e non ha neppure riconosciuto sufficientemente la grandezza del suo compito – anche se resta grande ciò che ha continuato a fare nella formazione dell'uomo e nella cura dei deboli e dei sofferenti.&lt;br /&gt;26. Non è la scienza che redime l'uomo. L'uomo viene redento mediante l'amore. Ciò vale già nell'ambito puramente intramondano. Quando uno nella sua vita fa l'esperienza di un grande amore, quello è un momento di « redenzione » che dà un senso nuovo alla sua vita. Ma ben presto egli si renderà anche conto che l'amore a lui donato non risolve, da solo, il problema della sua vita. È un amore che resta fragile. Può essere distrutto dalla morte. L'essere umano ha bisogno dell'amore incondizionato. Ha bisogno di quella certezza che gli fa dire: « Né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezze né profondità, né alcun'altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore » (Rm 8,38-39). Se esiste questo amore assoluto con la sua certezza assoluta, allora – soltanto allora – l'uomo è « redento », qualunque cosa gli accada nel caso particolare. È questo che si intende, quando diciamo: Gesù Cristo ci ha « redenti ». Per mezzo di Lui siamo diventati certi di Dio – di un Dio che non costituisce una lontana « causa prima » del mondo, perché il suo Figlio unigenito si è fatto uomo e di Lui ciascuno può dire: « Vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me » (Gal 2,20).&lt;br /&gt;27. In questo senso è vero che chi non conosce Dio, pur potendo avere molteplici speranze, in fondo è senza speranza, senza la grande speranza che sorregge tutta la vita (cfr Ef 2,12). La vera, grande speranza dell'uomo, che resiste nonostante tutte le delusioni, può essere solo Dio – il Dio che ci ha amati e ci ama tuttora « sino alla fine », « fino al pieno compimento » (cfr Gv 13,1 e 19, 30). Chi viene toccato dall'amore comincia a intuire che cosa propriamente sarebbe « vita ». Comincia a intuire che cosa vuole dire la parola di speranza che abbiamo incontrato nel rito del Battesimo: dalla fede aspetto la « vita eterna » – la vita vera che, interamente e senza minacce, in tutta la sua pienezza è semplicemente vita. Gesù che di sé ha detto di essere venuto perché noi abbiamo la vita e l'abbiamo in pienezza, in abbondanza (cfr Gv 10,10), ci ha anche spiegato che cosa significhi « vita »: « Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo » (Gv 17,3). La vita nel senso vero non la si ha in sé da soli e neppure solo da sé: essa è una relazione. E la vita nella sua totalità è relazione con Colui che è la sorgente della vita. Se siamo in relazione con Colui che non muore, che è la Vita stessa e lo stesso Amore, allora siamo nella vita. Allora « viviamo ».&lt;br /&gt;28. Ma ora sorge la domanda: in questo modo non siamo forse ricascati nuovamente nell'individualismo della salvezza? Nella speranza solo per me, che poi, appunto, non è una speranza vera, perché dimentica e trascura gli altri? No. Il rapporto con Dio si stabilisce attraverso la comunione con Gesù – da soli e con le sole nostre possibilità non ci arriviamo. La relazione con Gesù, però, è una relazione con Colui che ha dato se stesso in riscatto per tutti noi (cfr 1 Tm 2,6). L'essere in comunione con Gesù Cristo ci coinvolge nel suo essere « per tutti », ne fa il nostro modo di essere. Egli ci impegna per gli altri, ma solo nella comunione con Lui diventa possibile esserci veramente per gli altri, per l'insieme. Vorrei, in questo contesto, citare il grande dottore greco della Chiesa, san Massimo il Confessore († 662), il quale dapprima esorta a non anteporre nulla alla conoscenza ed all'amore di Dio, ma poi arriva subito ad applicazioni molto pratiche: « Chi ama Dio non può riservare il denaro per sé. Lo distribuisce in modo ‘divino' [...] nello stesso modo secondo la misura della giustizia »[&lt;a title="" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn19" name="_ftnref19"&gt;19&lt;/a&gt;]. Dall'amore verso Dio consegue la partecipazione alla giustizia e alla bontà di Dio verso gli altri; amare Dio richiede la libertà interiore di fronte ad ogni possesso e a tutte le cose materiali: l'amore di Dio si rivela nella responsabilità per l'altro[&lt;a title="" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn20" name="_ftnref20"&gt;20&lt;/a&gt;]. La stessa connessione tra amore di Dio e responsabilità per gli uomini possiamo osservare in modo toccante nella vita di sant'Agostino. Dopo la sua conversione alla fede cristiana egli, insieme con alcuni amici di idee affini, voleva condurre una vita che fosse dedicata totalmente alla parola di Dio e alle cose eterne. Intendeva realizzare con valori cristiani l'ideale della vita contemplativa espressa dalla grande filosofia greca, scegliendo in questo modo « la parte migliore » (cfr Lc 10,42). Ma le cose andarono diversamente. Mentre partecipava alla Messa domenicale nella città portuale di Ippona, fu dal Vescovo chiamato fuori dalla folla e costretto a lasciarsi ordinare per l'esercizio del ministero sacerdotale in quella città. Guardando retrospettivamente a quell'ora egli scrive nelle sue Confessioni: « Atterrito dai miei peccati e dalla mole della mia miseria, avevo ventilato in cuor mio e meditato la fuga nella solitudine. Ma tu me l'hai impedito e mi hai confortato con la tua parola: « Cristo è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto per tutti » (cfr 2 Cor 5,15) »[&lt;a title="" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn21" name="_ftnref21"&gt;21&lt;/a&gt;]. Cristo è morto per tutti. Vivere per Lui significa lasciarsi coinvolgere nel suo « essere per ».&lt;br /&gt;29. Per Agostino ciò significò una vita totalmente nuova. Egli una volta descrisse così la sua quotidianità: « Correggere gli indisciplinati, confortare i pusillanimi, sostenere i deboli, confutare gli oppositori, guardarsi dai maligni, istruire gli ignoranti, stimolare i negligenti, frenare i litigiosi, moderare gli ambiziosi, incoraggiare gli sfiduciati, pacificare i contendenti, aiutare i bisognosi, liberare gli oppressi, mostrare approvazione ai buoni, tollerare i cattivi e [ahimè!] amare tutti »[&lt;a title="" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn22" name="_ftnref22"&gt;22&lt;/a&gt;]. « È il Vangelo che mi spaventa »[&lt;a title="" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn23" name="_ftnref23"&gt;23&lt;/a&gt;] – quello spavento salutare che ci impedisce di vivere per noi stessi e che ci spinge a trasmettere la nostra comune speranza. Di fatto, proprio questa era l'intenzione di Agostino: nella situazione difficile dell'impero romano, che minacciava anche l'Africa romana e, alla fine della vita di Agostino, addirittura la distrusse, trasmettere speranza – la speranza che gli veniva dalla fede e che, in totale contrasto col suo temperamento introverso, lo rese capace di partecipare decisamente e con tutte le forze all'edificazione della città. Nello stesso capitolo delle Confessioni, in cui abbiamo or ora visto il motivo decisivo del suo impegno « per tutti », egli dice: Cristo « intercede per noi, altrimenti dispererei. Sono molte e pesanti le debolezze, molte e pesanti, ma più abbondante è la tua medicina. Avremmo potuto credere che la tua Parola fosse lontana dal contatto dell'uomo e disperare di noi, se questa Parola non si fosse fatta carne e non avesse abitato in mezzo a noi »[&lt;a title="" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn24" name="_ftnref24"&gt;24&lt;/a&gt;]. In virtù della sua speranza, Agostino si è prodigato per la gente semplice e per la sua città – ha rinunciato alla sua nobiltà spirituale e ha predicato ed agito in modo semplice per la gente semplice.&lt;br /&gt;30. Riassumiamo ciò che finora è emerso nello sviluppo delle nostre riflessioni. L'uomo ha, nel succedersi dei giorni, molte speranze – più piccole o più grandi – diverse nei diversi periodi della sua vita. A volte può sembrare che una di queste speranze lo soddisfi totalmente e che non abbia bisogno di altre speranze. Nella gioventù può essere la speranza del grande e appagante amore; la speranza di una certa posizione nella professione, dell'uno o dell'altro successo determinante per il resto della vita. Quando, però, queste speranze si realizzano, appare con chiarezza che ciò non era, in realtà, il tutto. Si rende evidente che l'uomo ha bisogno di una speranza che vada oltre. Si rende evidente che può bastargli solo qualcosa di infinito, qualcosa che sarà sempre più di ciò che egli possa mai raggiungere. In questo senso il tempo moderno ha sviluppato la speranza dell'instaurazione di un mondo perfetto che, grazie alle conoscenze della scienza e ad una politica scientificamente fondata, sembrava esser diventata realizzabile. Così la speranza biblica del regno di Dio è stata rimpiazzata dalla speranza del regno dell'uomo, dalla speranza di un mondo migliore che sarebbe il vero « regno di Dio ». Questa sembrava finalmente la speranza grande e realistica, di cui l'uomo ha bisogno. Essa era in grado di mobilitare – per un certo tempo – tutte le energie dell'uomo; il grande obiettivo sembrava meritevole di ogni impegno. Ma nel corso del tempo apparve chiaro che questa speranza fugge sempre più lontano. Innanzitutto ci si rese conto che questa era forse una speranza per gli uomini di dopodomani, ma non una speranza per me. E benché il « per tutti » faccia parte della grande speranza – non posso, infatti, diventare felice contro e senza gli altri – resta vero che una speranza che non riguardi me in persona non è neppure una vera speranza. E diventò evidente che questa era una speranza contro la libertà, perché la situazione delle cose umane dipende in ogni generazione nuovamente dalla libera decisione degli uomini che ad essa appartengono. Se questa libertà, a causa delle condizioni e delle strutture, fosse loro tolta, il mondo, in fin dei conti, non sarebbe buono, perché un mondo senza libertà non è per nulla un mondo buono. Così, pur essendo necessario un continuo impegno per il miglioramento del mondo, il mondo migliore di domani non può essere il contenuto proprio e sufficiente della nostra speranza. E sempre a questo proposito si pone la domanda: Quando è « migliore » il mondo? Che cosa lo rende buono? Secondo quale criterio si può valutare il suo essere buono? E per quali vie si può raggiungere questa « bontà »?&lt;br /&gt;31. Ancora: noi abbiamo bisogno delle speranze – più piccole o più grandi – che, giorno per giorno, ci mantengono in cammino. Ma senza la grande speranza, che deve superare tutto il resto, esse non bastano. Questa grande speranza può essere solo Dio, che abbraccia l'universo e che può proporci e donarci ciò che, da soli, non possiamo raggiungere. Proprio l'essere gratificato di un dono fa parte della speranza. Dio è il fondamento della speranza – non un qualsiasi dio, ma quel Dio che possiede un volto umano e che ci ha amati sino alla fine: ogni singolo e l'umanità nel suo insieme. Il suo regno non è un aldilà immaginario, posto in un futuro che non arriva mai; il suo regno è presente là dove Egli è amato e dove il suo amore ci raggiunge. Solo il suo amore ci dà la possibilità di perseverare con ogni sobrietà giorno per giorno, senza perdere lo slancio della speranza, in un mondo che, per sua natura, è imperfetto. E il suo amore, allo stesso tempo, è per noi la garanzia che esiste ciò che solo vagamente intuiamo e, tuttavia, nell'intimo aspettiamo: la vita che è « veramente » vita. Cerchiamo di concretizzare ulteriormente questa idea in un'ultima parte, rivolgendo la nostra attenzione ad alcuni « luoghi » di pratico apprendimento ed esercizio della speranza.&lt;br /&gt;« Luoghi » di apprendimento e di esercizio della speranza&lt;br /&gt;I. La preghiera come scuola della speranza&lt;br /&gt;32. Un primo essenziale luogo di apprendimento della speranza è la preghiera. Se non mi ascolta più nessuno, Dio mi ascolta ancora. Se non posso più parlare con nessuno, più nessuno invocare, a Dio posso sempre parlare. Se non c'è più nessuno che possa aiutarmi – dove si tratta di una necessità o di un'attesa che supera l'umana capacità di sperare – Egli può aiutarmi[&lt;a title="" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn25" name="_ftnref25"&gt;25&lt;/a&gt;]. Se sono relegato in estrema solitudine...; ma l'orante non è mai totalmente solo. Da tredici anni di prigionia, di cui nove in isolamento, l'indimenticabile Cardinale Nguyen Van Thuan ci ha lasciato un prezioso libretto: Preghiere di speranza. Durante tredici anni di carcere, in una situazione di disperazione apparentemente totale, l'ascolto di Dio, il poter parlargli, divenne per lui una crescente forza di speranza, che dopo il suo rilascio gli consentì di diventare per gli uomini in tutto il mondo un testimone della speranza – di quella grande speranza che anche nelle notti della solitudine non tramonta.&lt;br /&gt;33. In modo molto bello Agostino ha illustrato l'intima relazione tra preghiera e speranza in una omelia sulla Prima Lettera di Giovanni. Egli definisce la preghiera come un esercizio del desiderio. L'uomo è stato creato per una realtà grande – per Dio stesso, per essere riempito da Lui. Ma il suo cuore è troppo stretto per la grande realtà che gli è assegnata. Deve essere allargato. « Rinviando [il suo dono], Dio allarga il nostro desiderio; mediante il desiderio allarga l'animo e dilatandolo lo rende più capace [di accogliere Lui stesso] ». Agostino rimanda a san Paolo che dice di sé di vivere proteso verso le cose che devono venire (cfr Fil 3,13). Poi usa un'immagine molto bella per descrivere questo processo di allargamento e di preparazione del cuore umano. « Supponi che Dio ti voglia riempire di miele [simbolo della tenerezza di Dio e della sua bontà]. Se tu, però, sei pieno di aceto, dove metterai il miele? » Il vaso, cioè il cuore, deve prima essere allargato e poi pulito: liberato dall'aceto e dal suo sapore. Ciò richiede lavoro, costa dolore, ma solo così si realizza l'adattamento a ciò a cui siamo destinati[&lt;a title="" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn26" name="_ftnref26"&gt;26&lt;/a&gt;]. Anche se Agostino parla direttamente solo della ricettività per Dio, appare tuttavia chiaro che l'uomo, in questo lavoro col quale si libera dall'aceto e dal sapore dell'aceto, non diventa solo libero per Dio, ma appunto si apre anche agli altri. Solo diventando figli di Dio, infatti, possiamo stare con il nostro Padre comune. Pregare non significa uscire dalla storia e ritirarsi nell'angolo privato della propria felicità. Il giusto modo di pregare è un processo di purificazione interiore che ci fa capaci per Dio e, proprio così, anche capaci per gli uomini. Nella preghiera l'uomo deve imparare che cosa egli possa veramente chiedere a Dio – che cosa sia degno di Dio. Deve imparare che non può pregare contro l'altro. Deve imparare che non può chiedere le cose superficiali e comode che desidera al momento – la piccola speranza sbagliata che lo conduce lontano da Dio. Deve purificare i suoi desideri e le sue speranze. Deve liberarsi dalle menzogne segrete con cui inganna se stesso: Dio le scruta, e il confronto con Dio costringe l'uomo a riconoscerle pure lui. « Le inavvertenze chi le discerne? Assolvimi dalle colpe che non vedo », prega il Salmista (19[18],13). Il non riconoscimento della colpa, l'illusione di innocenza non mi giustifica e non mi salva, perché l'intorpidimento della coscienza, l'incapacità di riconoscere il male come tale in me, è colpa mia. Se non c'è Dio, devo forse rifugiarmi in tali menzogne, perché non c'è nessuno che possa perdonarmi, nessuno che sia la misura vera. L'incontro invece con Dio risveglia la mia coscienza, perché essa non mi fornisca più un'autogiustificazione, non sia più un riflesso di me stesso e dei contemporanei che mi condizionano, ma diventi capacità di ascolto del Bene stesso.&lt;br /&gt;34. Affinché la preghiera sviluppi questa forza purificatrice, essa deve, da una parte, essere molto personale, un confronto del mio io con Dio, con il Dio vivente. Dall'altra, tuttavia, essa deve essere sempre di nuovo guidata ed illuminata dalle grandi preghiere della Chiesa e dei santi, dalla preghiera liturgica, nella quale il Signore ci insegna continuamente a pregare nel modo giusto. Il Cardinale Nguyen Van Thuan, nel suo libro di Esercizi spirituali, ha raccontato come nella sua vita c'erano stati lunghi periodi di incapacità di pregare e come egli si era aggrappato alle parole di preghiera della Chiesa: al Padre nostro, all'Ave Maria e alle preghiere della Liturgia[&lt;a title="" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn27" name="_ftnref27"&gt;27&lt;/a&gt;]. Nel pregare deve sempre esserci questo intreccio tra preghiera pubblica e preghiera personale. Così possiamo parlare a Dio, così Dio parla a noi. In questo modo si realizzano in noi le purificazioni, mediante le quali diventiamo capaci di Dio e siamo resi idonei al servizio degli uomini. Così diventiamo capaci della grande speranza e così diventiamo ministri della speranza per gli altri: la speranza in senso cristiano è sempre anche speranza per gli altri. Ed è speranza attiva, nella quale lottiamo perché le cose non vadano verso « la fine perversa ». È speranza attiva proprio anche nel senso che teniamo il mondo aperto a Dio. Solo così essa rimane anche speranza veramente umana.&lt;br /&gt;II. Agire e soffrire come luoghi di apprendimento della speranza&lt;br /&gt;35. Ogni agire serio e retto dell'uomo è speranza in atto. Lo è innanzitutto nel senso che cerchiamo così di portare avanti le nostre speranze, più piccole o più grandi: risolvere questo o quell'altro compito che per l'ulteriore cammino della nostra vita è importante; col nostro impegno dare un contributo affinché il mondo diventi un po' più luminoso e umano e così si aprano anche le porte verso il futuro. Ma l'impegno quotidiano per la prosecuzione della nostra vita e per il futuro dell'insieme ci stanca o si muta in fanatismo, se non ci illumina la luce di quella grande speranza che non può essere distrutta neppure da insuccessi nel piccolo e dal fallimento in vicende di portata storica. Se non possiamo sperare più di quanto è effettivamente raggiungibile di volta in volta e di quanto di sperabile le autorità politiche ed economiche ci offrono, la nostra vita si riduce ben presto ad essere priva di speranza. È importante sapere: io posso sempre ancora sperare, anche se per la mia vita o per il momento storico che sto vivendo apparentemente non ho più niente da sperare. Solo la grande speranza-certezza che, nonostante tutti i fallimenti, la mia vita personale e la storia nel suo insieme sono custodite nel potere indistruttibile dell'Amore e, grazie ad esso, hanno per esso un senso e un'importanza, solo una tale speranza può in quel caso dare ancora il coraggio di operare e di proseguire. Certo, non possiamo « costruire » il regno di Dio con le nostre forze – ciò che costruiamo rimane sempre regno dell'uomo con tutti i limiti che sono propri della natura umana. Il regno di Dio è un dono, e proprio per questo è grande e bello e costituisce la risposta alla speranza. E non possiamo – per usare la terminologia classica – « meritare » il cielo con le nostre opere. Esso è sempre più di quello che meritiamo, così come l'essere amati non è mai una cosa « meritata », ma sempre un dono. Tuttavia, con tutta la nostra consapevolezza del « plusvalore » del cielo, rimane anche sempre vero che il nostro agire non è indifferente davanti a Dio e quindi non è neppure indifferente per lo svolgimento della storia. Possiamo aprire noi stessi e il mondo all'ingresso di Dio: della verità, dell'amore, del bene. È quanto hanno fatto i santi che, come « collaboratori di Dio », hanno contribuito alla salvezza del mondo (cfr 1 Cor 3,9; 1 Ts 3,2). Possiamo liberare la nostra vita e il mondo dagli avvelenamenti e dagli inquinamenti che potrebbero distruggere il presente e il futuro. Possiamo scoprire e tenere pulite le fonti della creazione e così, insieme con la creazione che ci precede come dono, fare ciò che è giusto secondo le sue intrinseche esigenze e la sua finalità. Ciò conserva un senso anche se, per quel che appare, non abbiamo successo o sembriamo impotenti di fronte al sopravvento di forze ostili. Così, per un verso, dal nostro operare scaturisce speranza per noi e per gli altri; allo stesso tempo, però, è la grande speranza poggiante sulle promesse di Dio che, nei momenti buoni come in quelli cattivi, ci dà coraggio e orienta il nostro agire.&lt;br /&gt;36. Come l'agire, anche la sofferenza fa parte dell'esistenza umana. Essa deriva, da una parte, dalla nostra finitezza, dall'altra, dalla massa di colpa che, nel corso della storia, si è accumulata e anche nel presente cresce in modo inarrestabile. Certamente bisogna fare tutto il possibile per diminuire la sofferenza: impedire, per quanto possibile, la sofferenza degli innocenti; calmare i dolori; aiutare a superare le sofferenze psichiche. Sono tutti doveri sia della giustizia che dell'amore che rientrano nelle esigenze fondamentali dell'esistenza cristiana e di ogni vita veramente umana. Nella lotta contro il dolore fisico si è riusciti a fare grandi progressi; la sofferenza degli innocenti e anche le sofferenze psichiche sono piuttosto aumentate nel corso degli ultimi decenni. Sì, dobbiamo fare di tutto per superare la sofferenza, ma eliminarla completamente dal mondo non sta nelle nostre possibilità – semplicemente perché non possiamo scuoterci di dosso la nostra finitezza e perché nessuno di noi è in grado di eliminare il potere del male, della colpa che – lo vediamo – è continuamente fonte di sofferenza. Questo potrebbe realizzarlo solo Dio: solo un Dio che personalmente entra nella storia facendosi uomo e soffre in essa. Noi sappiamo che questo Dio c'è e che perciò questo potere che « toglie il peccato del mondo » (Gv 1,29) è presente nel mondo. Con la fede nell'esistenza di questo potere, è emersa nella storia la speranza della guarigione del mondo. Ma si tratta, appunto, di speranza e non ancora di compimento; speranza che ci dà il coraggio di metterci dalla parte del bene anche là dove la cosa sembra senza speranza, nella consapevolezza che, stando allo svolgimento della storia così come appare all'esterno, il potere della colpa rimane anche nel futuro una presenza terribile.&lt;br /&gt;37. Ritorniamo al nostro tema. Possiamo cercare di limitare la sofferenza, di lottare contro di essa, ma non possiamo eliminarla. Proprio là dove gli uomini, nel tentativo di evitare ogni sofferenza, cercano di sottrarsi a tutto ciò che potrebbe significare patimento, là dove vogliono risparmiarsi la fatica e il dolore della verità, dell'amore, del bene, scivolano in una vita vuota, nella quale forse non esiste quasi più il dolore, ma si ha tanto maggiormente l'oscura sensazione della mancanza di senso e della solitudine. Non è lo scansare la sofferenza, la fuga davanti al dolore, che guarisce l'uomo, ma la capacità di accettare la tribolazione e in essa di maturare, di trovare senso mediante l'unione con Cristo, che ha sofferto con infinito amore. Vorrei in questo contesto citare alcune frasi di una lettera del martire vietnamita Paolo Le-Bao-Thin († 1857), nelle quali diventa evidente questa trasformazione della sofferenza mediante la forza della speranza che proviene dalla fede. « Io, Paolo, prigioniero per il nome di Cristo, voglio farvi conoscere le tribolazioni nelle quali quotidianamente sono immerso, perché infiammati dal divino amore innalziate con me le vostre lodi a Dio: eterna è la sua misericordia (cfr Sal 136 [135]). Questo carcere è davvero un'immagine dell'inferno eterno: ai crudeli supplizi di ogni genere, come i ceppi, le catene di ferro, le funi, si aggiungono odio, vendette, calunnie, parole oscene, false accuse, cattiverie, giuramenti iniqui, maledizioni e infine angoscia e tristezza. Dio, che liberò i tre giovani dalla fornace ardente, mi è sempre vicino; e ha liberato anche me da queste tribolazioni, trasformandole in dolcezza: eterna è la sua misericordia. In mezzo a questi tormenti, che di solito piegano e spezzano gli altri, per la grazia di Dio sono pieno di gioia e letizia, perché non sono solo, ma Cristo è con me [...] Come sopportare questo orrendo spettacolo, vedendo ogni giorno imperatori, mandarini e i loro cortigiani, che bestemmiano il tuo santo nome, Signore, che siedi sui Cherubini (cfr Sal 80 [79], 2) e i Serafini? Ecco, la tua croce è calpestata dai piedi dei pagani! Dov'è la tua gloria? Vedendo tutto questo preferisco, nell'ardore della tua carità, aver tagliate le membra e morire in testimonianza del tuo amore. Mostrami, Signore, la tua potenza, vieni in mio aiuto e salvami, perché nella mia debolezza sia manifestata e glorificata la tua forza davanti alle genti [...]. Fratelli carissimi, nell'udire queste cose, esultate e innalzate un perenne inno di grazie a Dio, fonte di ogni bene, e beneditelo con me: eterna è la sua misericordia. [...] Vi scrivo tutto questo, perché la vostra e la mia fede formino una cosa sola. Mentre infuria la tempesta, getto l'ancora fino al trono di Dio: speranza viva, che è nel mio cuore... »[&lt;a title="" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn28" name="_ftnref28"&gt;28&lt;/a&gt;]. Questa è una lettera dall'« inferno ». Si palesa tutto l'orrore di un campo di concentramento, in cui ai tormenti da parte dei tiranni s'aggiunge lo scatenamento del male nelle stesse vittime che, in questo modo, diventano pure esse ulteriori strumenti della crudeltà degli aguzzini. È una lettera dall'inferno, ma in essa si avvera la parola del Salmo: « Se salgo in cielo, là tu sei, se scendo negli inferi, eccoti [...]. Se dico: “Almeno l'oscurità mi copra” [...] nemmeno le tenebre per te sono oscure, e la notte è chiara come il giorno; per te le tenebre sono come luce » (Sal 139 [138] 8-12; cfr anche Sal 23 [22],4). Cristo è disceso nell'« inferno » e così è vicino a chi vi viene gettato, trasformando per lui le tenebre in luce. La sofferenza, i tormenti restano terribili e quasi insopportabili. È sorta, tuttavia, la stella della speranza – l'ancora del cuore giunge fino al trono di Dio. Non viene scatenato il male nell'uomo, ma vince la luce: la sofferenza – senza cessare di essere sofferenza – diventa nonostante tutto canto di lode.&lt;br /&gt;38. La misura dell'umanità si determina essenzialmente nel rapporto con la sofferenza e col sofferente. Questo vale per il singolo come per la società. Una società che non riesce ad accettare i sofferenti e non è capace di contribuire mediante la com-passione a far sì che la sofferenza venga condivisa e portata anche interiormente è una società crudele e disumana. La società, però, non può accettare i sofferenti e sostenerli nella loro sofferenza, se i singoli non sono essi stessi capaci di ciò e, d'altra parte, il singolo non può accettare la sofferenza dell'altro se egli personalmente non riesce a trovare nella sofferenza un senso, un cammino di purificazione e di maturazione, un cammino di speranza. Accettare l'altro che soffre significa, infatti, assumere in qualche modo la sua sofferenza, cosicché essa diventa anche mia. Ma proprio perché ora è divenuta sofferenza condivisa, nella quale c'è la presenza di un altro, questa sofferenza è penetrata dalla luce dell'amore. La parola latina con-solatio, consolazione, lo esprime in maniera molto bella suggerendo un essere-con nella solitudine, che allora non è più solitudine. Ma anche la capacità di accettare la sofferenza per amore del bene, della verità e della giustizia è costitutiva per la misura dell'umanità, perché se, in definitiva, il mio benessere, la mia incolumità è più importante della verità e della giustizia, allora vige il dominio del più forte; allora regnano la violenza e la menzogna. La verità e la giustizia devono stare al di sopra della mia comodità ed incolumità fisica, altrimenti la mia stessa vita diventa menzogna. E infine, anche il « sì » all'amore è fonte di sofferenza, perché l'amore esige sempre espropriazioni del mio io, nelle quali mi lascio potare e ferire. L'amore non può affatto esistere senza questa rinuncia anche dolorosa a me stesso, altrimenti diventa puro egoismo e, con ciò, annulla se stesso come tale.&lt;br /&gt;39. Soffrire con l'altro, per gli altri; soffrire per amore della verità e della giustizia; soffrire a causa dell'amore e per diventare una persona che ama veramente – questi sono elementi fondamentali di umanità, l'abbandono dei quali distruggerebbe l'uomo stesso. Ma ancora una volta sorge la domanda: ne siamo capaci? È l'altro sufficientemente importante, perché per lui io diventi una persona che soffre? È per me la verità tanto importante da ripagare la sofferenza? È così grande la promessa dell'amore da giustificare il dono di me stesso? Alla fede cristiana, nella storia dell'umanità, spetta proprio questo merito di aver suscitato nell'uomo in maniera nuova e a una profondità nuova la capacità di tali modi di soffrire che sono decisivi per la sua umanità. La fede cristiana ci ha mostrato che verità, giustizia, amore non sono semplicemente ideali, ma realtà di grandissima densità. Ci ha mostrato, infatti, che Dio – la Verità e l'Amore in persona – ha voluto soffrire per noi e con noi. Bernardo di Chiaravalle ha coniato la meravigliosa espressione: Impassibilis est Deus, sed non incompassibilis[&lt;a title="" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn29" name="_ftnref29"&gt;29&lt;/a&gt;] – Dio non può patire, ma può compatire. L'uomo ha per Dio un valore così grande da essersi Egli stesso fatto uomo per poter com-patire con l'uomo, in modo molto reale, in carne e sangue, come ci viene dimostrato nel racconto della Passione di Gesù. Da lì in ogni sofferenza umana è entrato uno che condivide la sofferenza e la sopportazione; da lì si diffonde in ogni sofferenza la con-solatio, la consolazione dell'amore partecipe di Dio e così sorge la stella della speranza. Certo, nelle nostre molteplici sofferenze e prove abbiamo sempre bisogno anche delle nostre piccole o grandi speranze – di una visita benevola, della guarigione da ferite interne ed esterne, della risoluzione positiva di una crisi, e così via. Nelle prove minori questi tipi di speranza possono anche essere sufficienti. Ma nelle prove veramente gravi, nelle quali devo far mia la decisione definitiva di anteporre la verità al benessere, alla carriera, al possesso, la certezza della vera, grande speranza, di cui abbiamo parlato, diventa necessaria. Anche per questo abbiamo bisogno di testimoni, di martiri, che si sono donati totalmente, per farcelo da loro dimostrare – giorno dopo giorno. Ne abbiamo bisogno per preferire, anche nelle piccole alternative della quotidianità, il bene alla comodità – sapendo che proprio così viviamo veramente la vita. Diciamolo ancora una volta: la capacità di soffrire per amore della verità è misura di umanità. Questa capacità di soffrire, tuttavia, dipende dal genere e dalla misura della speranza che portiamo dentro di noi e sulla quale costruiamo. I santi poterono percorrere il grande cammino dell'essere-uomo nel modo in cui Cristo lo ha percorso prima di noi, perché erano ricolmi della grande speranza.&lt;br /&gt;40. Vorrei aggiungere ancora una piccola annotazione non del tutto irrilevante per le vicende di ogni giorno. Faceva parte di una forma di devozione, oggi forse meno praticata, ma non molto tempo fa ancora assai diffusa, il pensiero di poter « offrire » le piccole fatiche del quotidiano, che ci colpiscono sempre di nuovo come punzecchiature più o meno fastidiose, conferendo così ad esse un senso. In questa devozione c'erano senz'altro cose esagerate e forse anche malsane, ma bisogna domandarsi se non vi era contenuto in qualche modo qualcosa di essenziale che potrebbe essere di aiuto. Che cosa vuol dire « offrire »? Queste persone erano convinte di poter inserire nel grande com-patire di Cristo le loro piccole fatiche, che entravano così a far parte in qualche modo del tesoro di compassione di cui il genere umano ha bisogno. In questa maniera anche le piccole seccature del quotidiano potrebbero acquistare un senso e contribuire all'economia del bene, dell'amore tra gli uomini. Forse dovremmo davvero chiederci se una tale cosa non potrebbe ridiventare una prospettiva sensata anche per noi.&lt;br /&gt;III. Il Giudizio come luogo di apprendimento e di esercizio della speranza&lt;br /&gt;41. Nel grande Credo della Chiesa la parte centrale, che tratta del mistero di Cristo a partire dalla nascita eterna dal Padre e dalla nascita temporale dalla Vergine Maria per giungere attraverso la croce e la risurrezione fino al suo ritorno, si conclude con le parole: « ...di nuovo verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti ». La prospettiva del Giudizio, già dai primissimi tempi, ha influenzato i cristiani fin nella loro vita quotidiana come criterio secondo cui ordinare la vita presente, come richiamo alla loro coscienza e, al contempo, come speranza nella giustizia di Dio. La fede in Cristo non ha mai guardato solo indietro né mai solo verso l'alto, ma sempre anche in avanti verso l'ora della giustizia che il Signore aveva ripetutamente preannunciato. Questo sguardo in avanti ha conferito al cristianesimo la sua importanza per il presente. Nella conformazione degli edifici sacri cristiani, che volevano rendere visibile la vastità storica e cosmica della fede in Cristo, diventò abituale rappresentare sul lato orientale il Signore che ritorna come re – l'immagine della speranza –, sul lato occidentale, invece, il Giudizio finale come immagine della responsabilità per la nostra vita, una raffigurazione che guardava ed accompagnava i fedeli proprio nel loro cammino verso la quotidianità. Nello sviluppo dell'iconografia, però, è poi stato dato sempre più risalto all'aspetto minaccioso e lugubre del Giudizio, che ovviamente affascinava gli artisti più dello splendore della speranza, che spesso veniva eccessivamente nascosto sotto la minaccia.&lt;br /&gt;42. Nell'epoca moderna il pensiero del Giudizio finale sbiadisce: la fede cristiana viene individualizzata ed è orientata soprattutto verso la salvezza personale dell'anima; la riflessione sulla storia universale, invece, è in gran parte dominata dal pensiero del progresso. Il contenuto fondamentale dell'attesa del Giudizio, tuttavia, non è semplicemente scomparso. Ora però assume una forma totalmente diversa. L'ateismo del XIX e del XX secolo è, secondo le sue radici e la sua finalità, un moralismo: una protesta contro le ingiustizie del mondo e della storia universale. Un mondo, nel quale esiste una tale misura di ingiustizia, di sofferenza degli innocenti e di cinismo del potere, non può essere l'opera di un Dio buono. Il Dio che avesse la responsabilità di un simile mondo, non sarebbe un Dio giusto e ancor meno un Dio buono. È in nome della morale che bisogna contestare questo Dio. Poiché non c'è un Dio che crea giustizia, sembra che l'uomo stesso ora sia chiamato a stabilire la giustizia. Se di fronte alla sofferenza di questo mondo la protesta contro Dio è comprensibile, la pretesa che l'umanità possa e debba fare ciò che nessun Dio fa né è in grado di fare, è presuntuosa ed intrinsecamente non vera. Che da tale premessa siano conseguite le più grandi crudeltà e violazioni della giustizia non è un caso, ma è fondato nella falsità intrinseca di questa pretesa. Un mondo che si deve creare da sé la sua giustizia è un mondo senza speranza. Nessuno e niente risponde per la sofferenza dei secoli. Nessuno e niente garantisce che il cinismo del potere – sotto qualunque accattivante rivestimento ideologico si presenti – non continui a spadroneggiare nel mondo. Così i grandi pensatori della scuola di Francoforte, Max Horkheimer e Theodor W. Adorno, hanno criticato in ugual modo l'ateismo come il teismo. Horkheimer ha radicalmente escluso che possa essere trovato un qualsiasi surrogato immanente per Dio, rifiutando allo stesso tempo però anche l'immagine del Dio buono e giusto. In una radicalizzazione estrema del divieto veterotestamentario delle immagini, egli parla della « nostalgia del totalmente Altro » che rimane inaccessibile – un grido del desiderio rivolto alla storia universale. Anche Adorno si è attenuto decisamente a questa rinuncia ad ogni immagine che, appunto, esclude anche l'« immagine » del Dio che ama. Ma egli ha anche sempre di nuovo sottolineato questa dialettica « negativa » e ha affermato che giustizia, una vera giustizia, richiederebbe un mondo « in cui non solo la sofferenza presente fosse annullata, ma anche revocato ciò che è irrevocabilmente passato »[&lt;a title="" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn30" name="_ftnref30"&gt;30&lt;/a&gt;]. Questo, però, significherebbe – espresso in simboli positivi e quindi per lui inadeguati – che giustizia non può esservi senza risurrezione dei morti. Una tale prospettiva, tuttavia, comporterebbe « la risurrezione della carne, una cosa che all'idealismo, al regno dello spirito assoluto, è totalmente estranea »[&lt;a title="" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn31" name="_ftnref31"&gt;31&lt;/a&gt;].&lt;br /&gt;43. Dalla rigorosa rinuncia ad ogni immagine, che fa parte del primo Comandamento di Dio (cfr Es 20,4), può e deve imparare sempre di nuovo anche il cristiano. La verità della teologia negativa è stata posta in risalto dal IV Concilio Lateranense il quale ha dichiarato esplicitamente che, per quanto grande possa essere la somiglianza costatata tra il Creatore e la creatura, sempre più grande è tra di loro la dissomiglianza[&lt;a title="" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn32" name="_ftnref32"&gt;32&lt;/a&gt;]. Per il credente, tuttavia, la rinuncia ad ogni immagine non può spingersi fino al punto da doversi fermare, come vorrebbero Horkheimer e Adorno, nel « no » ad ambedue le tesi, al teismo e all'ateismo. Dio stesso si è dato un' « immagine »: nel Cristo che si è fatto uomo. In Lui, il Crocifisso, la negazione di immagini sbagliate di Dio è portata all'estremo. Ora Dio rivela il suo Volto proprio nella figura del sofferente che condivide la condizione dell'uomo abbandonato da Dio, prendendola su di sé. Questo sofferente innocente è diventato speranza-certezza: Dio c'è, e Dio sa creare la giustizia in un modo che noi non siamo capaci di concepire e che, tuttavia, nella fede possiamo intuire. Sì, esiste la risurrezione della carne[&lt;a title="" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn33" name="_ftnref33"&gt;33&lt;/a&gt;]. Esiste una giustizia[&lt;a title="" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn34" name="_ftnref34"&gt;34&lt;/a&gt;]. Esiste la « revoca » della sofferenza passata, la riparazione che ristabilisce il diritto. Per questo la fede nel Giudizio finale è innanzitutto e soprattutto speranza – quella speranza, la cui necessità si è resa evidente proprio negli sconvolgimenti degli ultimi secoli. Io sono convinto che la questione della giustizia costituisce l'argomento essenziale, in ogni caso l'argomento più forte, in favore della fede nella vita eterna. Il bisogno soltanto individuale di un appagamento che in questa vita ci è negato, dell'immortalità dell'amore che attendiamo, è certamente un motivo importante per credere che l'uomo sia fatto per l'eternità; ma solo in collegamento con l'impossibilità che l'ingiustizia della storia sia l'ultima parola, diviene pienamente convincente la necessità del ritorno di Cristo e della nuova vita.&lt;br /&gt;44. La protesta contro Dio in nome della giustizia non serve. Un mondo senza Dio è un mondo senza speranza (cfr Ef 2,12). Solo Dio può creare giustizia. E la fede ci dà la certezza: Egli lo fa. L'immagine del Giudizio finale è in primo luogo non un'immagine terrificante, ma un'immagine di speranza; per noi forse addirittura l'immagine decisiva della speranza. Ma non è forse anche un'immagine di spavento? Io direi: è un'immagine che chiama in causa la responsabilità. Un'immagine, quindi, di quello spavento di cui sant'Ilario dice che ogni nostra paura ha la sua collocazione nell'amore[&lt;a title="" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn35" name="_ftnref35"&gt;35&lt;/a&gt;]. Dio è giustizia e crea giustizia. È questa la nostra consolazione e la nostra speranza. Ma nella sua giustizia è insieme anche grazia. Questo lo sappiamo volgendo lo sguardo sul Cristo crocifisso e risorto. Ambedue – giustizia e grazia – devono essere viste nel loro giusto collegamento interiore. La grazia non esclude la giustizia. Non cambia il torto in diritto. Non è una spugna che cancella tutto così che quanto s'è fatto sulla terra finisca per avere sempre lo stesso valore. Contro un tale tipo di cielo e di grazia ha protestato a ragione, per esempio, Dostoëvskij nel suo romanzo « I fratelli Karamazov ». I malvagi alla fine, nel banchetto eterno, non siederanno indistintamente a tavola accanto alle vittime, come se nulla fosse stato. Vorrei a questo punto citare un testo di Platone che esprime un presentimento del giusto giudizio che in gran parte rimane vero e salutare anche per il cristiano. Pur con immagini mitologiche, che però rendono con evidenza inequivocabile la verità, egli dice che alla fine le anime staranno nude davanti al giudice. Ora non conta più ciò che esse erano una volta nella storia, ma solo ciò che sono in verità. « Ora [il giudice] ha davanti a sé forse l'anima di un [...] re o dominatore e non vede niente di sano in essa. La trova flagellata e piena di cicatrici provenienti da spergiuro ed ingiustizia [...] e tutto è storto, pieno di menzogna e superbia, e niente è dritto, perché essa è cresciuta senza verità. Ed egli vede come l'anima, a causa di arbitrio, esuberanza, spavalderia e sconsideratezza nell'agire, è caricata di smisuratezza ed infamia. Di fronte a un tale spettacolo, egli la manda subito nel carcere, dove subirà le punizioni meritate [...] A volte, però, egli vede davanti a sé un'anima diversa, una che ha fatto una vita pia e sincera [...], se ne compiace e la manda senz'altro alle isole dei beati »[&lt;a title="" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn36" name="_ftnref36"&gt;36&lt;/a&gt;]. Gesù, nella parabola del ricco epulone e del povero Lazzaro (cfr Lc 16,19-31), ha presentato a nostro ammonimento l'immagine di una tale anima devastata dalla spavalderia e dall'opulenza, che ha creato essa stessa una fossa invalicabile tra sé e il povero: la fossa della chiusura entro i piaceri materiali, la fossa della dimenticanza dell'altro, dell'incapacità di amare, che si trasforma ora in una sete ardente e ormai irrimediabile. Dobbiamo qui rilevare che Gesù in questa parabola non parla del destino definitivo dopo il Giudizio universale, ma riprende una concezione che si trova, fra altre, nel giudaismo antico, quella cioè di una condizione intermedia tra morte e risurrezione, uno stato in cui la sentenza ultima manca ancora.&lt;br /&gt;45. Questa idea vetero-giudaica della condizione intermedia include l'opinione che le anime non si trovano semplicemente in una sorta di custodia provvisoria, ma subiscono già una punizione, come dimostra la parabola del ricco epulone, o invece godono già di forme provvisorie di beatitudine. E infine non manca il pensiero che in questo stato siano possibili anche purificazioni e guarigioni, che rendono l'anima matura per la comunione con Dio. La Chiesa primitiva ha ripreso tali concezioni, dalle quali poi, nella Chiesa occidentale, si è sviluppata man mano la dottrina del purgatorio. Non abbiamo bisogno di prendere qui in esame le vie storiche complicate di questo sviluppo; chiediamoci soltanto di che cosa realmente si tratti. Con la morte, la scelta di vita fatta dall'uomo diventa definitiva – questa sua vita sta davanti al Giudice. La sua scelta, che nel corso dell'intera vita ha preso forma, può avere caratteri diversi. Possono esserci persone che hanno distrutto totalmente in se stesse il desiderio della verità e la disponibilità all'amore. Persone in cui tutto è diventato menzogna; persone che hanno vissuto per l'odio e hanno calpestato in se stesse l'amore. È questa una prospettiva terribile, ma alcune figure della stessa nostra storia lasciano discernere in modo spaventoso profili di tal genere. In simili individui non ci sarebbe più niente di rimediabile e la distruzione del bene sarebbe irrevocabile: è questo che si indica con la parola inferno[&lt;a title="" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn37" name="_ftnref37"&gt;37&lt;/a&gt;]. Dall'altra parte possono esserci persone purissime, che si sono lasciate interamente penetrare da Dio e di conseguenza sono totalmente aperte al prossimo – persone, delle quali la comunione con Dio orienta già fin d'ora l'intero essere e il cui andare verso Dio conduce solo a compimento ciò che ormai sono[&lt;a title="" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn38" name="_ftnref38"&gt;38&lt;/a&gt;].&lt;br /&gt;46. Secondo le nostre esperienze, tuttavia, né l'uno né l'altro è il caso normale dell'esistenza umana. Nella gran parte degli uomini – così possiamo supporre – rimane presente nel più profondo della loro essenza un'ultima apertura interiore per la verità, per l'amore, per Dio. Nelle concrete scelte di vita, però, essa è ricoperta da sempre nuovi compromessi col male – molta sporcizia copre la purezza, di cui, tuttavia, è rimasta la sete e che, ciononostante, riemerge sempre di nuovo da tutta la bassezza e rimane presente nell'anima. Che cosa avviene di simili individui quando compaiono davanti al Giudice? Tutte le cose sporche che hanno accumulate nella loro vita diverranno forse di colpo irrilevanti? O che cosa d'altro accadrà? San Paolo, nella Prima Lettera ai Corinzi, ci dà un'idea del differente impatto del giudizio di Dio sull'uomo a seconda delle sue condizioni. Lo fa con immagini che vogliono in qualche modo esprimere l'invisibile, senza che noi possiamo trasformare queste immagini in concetti – semplicemente perché non possiamo gettare lo sguardo nel mondo al di là della morte né abbiamo alcuna esperienza di esso. Paolo dice dell'esistenza cristiana innanzitutto che essa è costruita su un fondamento comune: Gesù Cristo. Questo fondamento resiste. Se siamo rimasti saldi su questo fondamento e abbiamo costruito su di esso la nostra vita, sappiamo che questo fondamento non ci può più essere sottratto neppure nella morte. Poi Paolo continua: « Se, sopra questo fondamento, si costruisce con oro, argento, pietre preziose, legno, fieno, paglia, l'opera di ciascuno sarà ben visibile: la farà conoscere quel giorno che si manifesterà col fuoco, e il fuoco proverà la qualità dell'opera di ciascuno. Se l'opera che uno costruì sul fondamento resisterà, costui ne riceverà una ricompensa; ma se l'opera finirà bruciata, sarà punito: tuttavia egli si salverà, però come attraverso il fuoco » (3,12-15). In questo testo, in ogni caso, diventa evidente che il salvamento degli uomini può avere forme diverse; che alcune cose edificate possono bruciare fino in fondo; che per salvarsi bisogna attraversare in prima persona il « fuoco » per diventare definitivamente capaci di Dio e poter prendere posto alla tavola dell'eterno banchetto nuziale.&lt;br /&gt;47. Alcuni teologi recenti sono dell'avviso che il fuoco che brucia e insieme salva sia Cristo stesso, il Giudice e Salvatore. L'incontro con Lui è l'atto decisivo del Giudizio. Davanti al suo sguardo si fonde ogni falsità. È l'incontro con Lui che, bruciandoci, ci trasforma e ci libera per farci diventare veramente noi stessi. Le cose edificate durante la vita possono allora rivelarsi paglia secca, vuota millanteria e crollare. Ma nel dolore di questo incontro, in cui l'impuro ed il malsano del nostro essere si rendono a noi evidenti, sta la salvezza. Il suo sguardo, il tocco del suo cuore ci risana mediante una trasformazione certamente dolorosa « come attraverso il fuoco ». È, tuttavia, un dolore beato, in cui il potere santo del suo amore ci penetra come fiamma, consentendoci alla fine di essere totalmente noi stessi e con ciò totalmente di Dio. Così si rende evidente anche la compenetrazione di giustizia e grazia: il nostro modo di vivere non è irrilevante, ma la nostra sporcizia non ci macchia eternamente, se almeno siamo rimasti protesi verso Cristo, verso la verità e verso l'amore. In fin dei conti, questa sporcizia è già stata bruciata nella Passione di Cristo. Nel momento del Giudizio sperimentiamo ed accogliamo questo prevalere del suo amore su tutto il male nel mondo ed in noi. Il dolore dell'amore diventa la nostra salvezza e la nostra gioia. È chiaro che la « durata » di questo bruciare che trasforma non la possiamo calcolare con le misure cronometriche di questo mondo. Il « momento » trasformatore di questo incontro sfugge al cronometraggio terreno – è tempo del cuore, tempo del « passaggio » alla comunione con Dio nel Corpo di Cristo[&lt;a title="" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn39" name="_ftnref39"&gt;39&lt;/a&gt;]. Il Giudizio di Dio è speranza sia perché è giustizia, sia perché è grazia. Se fosse soltanto grazia che rende irrilevante tutto ciò che è terreno, Dio resterebbe a noi debitore della risposta alla domanda circa la giustizia – domanda per noi decisiva davanti alla storia e a Dio stesso. Se fosse pura giustizia, potrebbe essere alla fine per tutti noi solo motivo di paura. L'incarnazione di Dio in Cristo ha collegato talmente l'uno con l'altra – giudizio e grazia – che la giustizia viene stabilita con fermezza: tutti noi attendiamo alla nostra salvezza « con timore e tremore » (Fil 2,12). Ciononostante la grazia consente a noi tutti di sperare e di andare pieni di fiducia incontro al Giudice che conosciamo come nostro « avvocato », parakletos (cfr 1 Gv 2,1).&lt;br /&gt;48. Un motivo ancora deve essere qui menzionato, perché è importante per la prassi della speranza cristiana. Nell'antico giudaismo esiste pure il pensiero che si possa venire in aiuto ai defunti nella loro condizione intermedia per mezzo della preghiera (cfr per esempio 2 Mac 12,38-45: I secolo a.C.). La prassi corrispondente è stata adottata dai cristiani con molta naturalezza ed è comune alla Chiesa orientale ed occidentale. L'Oriente non conosce una sofferenza purificatrice ed espiatrice delle anime nell'« aldilà », ma conosce, sì, diversi gradi di beatitudine o anche di sofferenza nella condizione intermedia. Alle anime dei defunti, tuttavia, può essere dato « ristoro e refrigerio » mediante l'Eucaristia, la preghiera e l'elemosina. Che l'amore possa giungere fin nell'aldilà, che sia possibile un vicendevole dare e ricevere, nel quale rimaniamo legati gli uni agli altri con vincoli di affetto oltre il confine della morte – questa è stata una convinzione fondamentale della cristianità attraverso tutti i secoli e resta anche oggi una confortante esperienza. Chi non proverebbe il bisogno di far giungere ai propri cari già partiti per l'aldilà un segno di bontà, di gratitudine o anche di richiesta di perdono? Ora ci si potrebbe domandare ulteriormente: se il « purgatorio » è semplicemente l'essere purificati mediante il fuoco nell'incontro con il Signore, Giudice e Salvatore, come può allora intervenire una terza persona, anche se particolarmente vicina all'altra? Quando poniamo una simile domanda, dovremmo renderci conto che nessun uomo è una monade chiusa in se stessa. Le nostre esistenze sono in profonda comunione tra loro, mediante molteplici interazioni sono concatenate una con l'altra. Nessuno vive da solo. Nessuno pecca da solo. Nessuno viene salvato da solo. Continuamente entra nella mia vita quella degli altri: in ciò che penso, dico, faccio, opero. E viceversa, la mia vita entra in quella degli altri: nel male come nel bene. Così la mia intercessione per l'altro non è affatto una cosa a lui estranea, una cosa esterna, neppure dopo la morte. Nell'intreccio dell'essere, il mio ringraziamento a lui, la mia preghiera per lui può significare una piccola tappa della sua purificazione. E con ciò non c'è bisogno di convertire il tempo terreno nel tempo di Dio: nella comunione delle anime viene superato il semplice tempo terreno. Non è mai troppo tardi per toccare il cuore dell'altro né è mai inutile. Così si chiarisce ulteriormente un elemento importante del concetto cristiano di speranza. La nostra speranza è sempre essenzialmente anche speranza per gli altri; solo così essa è veramente speranza anche per me[&lt;a title="" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn40" name="_ftnref40"&gt;40&lt;/a&gt;]. Da cristiani non dovremmo mai domandarci solamente: come posso salvare me stesso? Dovremmo domandarci anche: che cosa posso fare perché altri vengano salvati e sorga anche per altri la stella della speranza? Allora avrò fatto il massimo anche per la mia salvezza personale.&lt;br /&gt;Maria, stella della speranza&lt;br /&gt;49. Con un inno dell'VIII/IX secolo, quindi da più di mille anni, la Chiesa saluta Maria, la Madre di Dio, come « stella del mare »: Ave maris stella. La vita umana è un cammino. Verso quale meta? Come ne troviamo la strada? La vita è come un viaggio sul mare della storia, spesso oscuro ed in burrasca, un viaggio nel quale scrutiamo gli astri che ci indicano la rotta. Le vere stelle della nostra vita sono le persone che hanno saputo vivere rettamente. Esse sono luci di speranza. Certo, Gesù Cristo è la luce per antonomasia, il sole sorto sopra tutte le tenebre della storia. Ma per giungere fino a Lui abbiamo bisogno anche di luci vicine – di persone che donano luce traendola dalla sua luce ed offrono così orientamento per la nostra traversata. E quale persona potrebbe più di Maria essere per noi stella di speranza – lei che con il suo « sì » aprì a Dio stesso la porta del nostro mondo; lei che diventò la vivente Arca dell'Alleanza, in cui Dio si fece carne, divenne uno di noi, piantò la sua tenda in mezzo a noi (cfr Gv 1,14)?&lt;br /&gt;50. A lei perciò ci rivolgiamo: Santa Maria, tu appartenevi a quelle anime umili e grandi in Israele che, come Simeone, aspettavano « il conforto d'Israele » (Lc 2,25) e attendevano, come Anna, « la redenzione di Gerusalemme » (Lc 2,38). Tu vivevi in intimo contatto con le Sacre Scritture di Israele, che parlavano della speranza – della promessa fatta ad Abramo ed alla sua discendenza (cfr Lc 1,55). Così comprendiamo il santo timore che ti assalì, quando l'angelo del Signore entrò nella tua camera e ti disse che tu avresti dato alla luce Colui che era la speranza di Israele e l'attesa del mondo. Per mezzo tuo, attraverso il tuo « sì », la speranza dei millenni doveva diventare realtà, entrare in questo mondo e nella sua storia. Tu ti sei inchinata davanti alla grandezza di questo compito e hai detto « sì »: « Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto » (Lc 1,38). Quando piena di santa gioia attraversasti in fretta i monti della Giudea per raggiungere la tua parente Elisabetta, diventasti l'immagine della futura Chiesa che, nel suo seno, porta la speranza del mondo attraverso i monti della storia. Ma accanto alla gioia che, nel tuo Magnificat, con le parole e col canto hai diffuso nei secoli, conoscevi pure le affermazioni oscure dei profeti sulla sofferenza del servo di Dio in questo mondo. Sulla nascita nella stalla di Betlemme brillò lo splendore degli angeli che portavano la buona novella ai pastori, ma al tempo stesso la povertà di Dio in questo mondo fu fin troppo sperimentabile. Il vecchio Simeone ti parlò della spada che avrebbe trafitto il tuo cuore (cfr Lc 2,35), del segno di contraddizione che il tuo Figlio sarebbe stato in questo mondo. Quando poi cominciò l'attività pubblica di Gesù, dovesti farti da parte, affinché potesse crescere la nuova famiglia, per la cui costituzione Egli era venuto e che avrebbe dovuto svilupparsi con l'apporto di coloro che avrebbero ascoltato e osservato la sua parola (cfr Lc 11,27s). Nonostante tutta la grandezza e la gioia del primo avvio dell'attività di Gesù tu, già nella sinagoga di Nazaret, dovesti sperimentare la verità della parola sul « segno di contraddizione » (cfr Lc 4,28ss). Così hai visto il crescente potere dell'ostilità e del rifiuto che progressivamente andava affermandosi intorno a Gesù fino all'ora della croce, in cui dovesti vedere il Salvatore del mondo, l'erede di Davide, il Figlio di Dio morire come un fallito, esposto allo scherno, tra i delinquenti. Accogliesti allora la parola: « Donna, ecco il tuo figlio! » (Gv 19,26). Dalla croce ricevesti una nuova missione. A partire dalla croce diventasti madre in una maniera nuova: madre di tutti coloro che vogliono credere nel tuo Figlio Gesù e seguirlo. La spada del dolore trafisse il tuo cuore. Era morta la speranza? Il mondo era rimasto definitivamente senza luce, la vita senza meta? In quell'ora, probabilmente, nel tuo intimo avrai ascoltato nuovamente la parola dell'angelo, con cui aveva risposto al tuo timore nel momento dell'annunciazione: « Non temere, Maria! » (Lc 1,30). Quante volte il Signore, il tuo Figlio, aveva detto la stessa cosa ai suoi discepoli: Non temete! Nella notte del Golgota, tu sentisti nuovamente questa parola. Ai suoi discepoli, prima dell'ora del tradimento, Egli aveva detto: « Abbiate coraggio! Io ho vinto il mondo » (Gv 16,33). « Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore » (Gv 14,27). « Non temere, Maria! » Nell'ora di Nazaret l'angelo ti aveva detto anche: « Il suo regno non avrà fine » (Lc 1,33). Era forse finito prima di cominciare? No, presso la croce, in base alla parola stessa di Gesù, tu eri diventata madre dei credenti. In questa fede, che anche nel buio del Sabato Santo era certezza della speranza, sei andata incontro al mattino di Pasqua. La gioia della risurrezione ha toccato il tuo cuore e ti ha unito in modo nuovo ai discepoli, destinati a diventare famiglia di Gesù mediante la fede. Così tu fosti in mezzo alla comunità dei credenti, che nei giorni dopo l'Ascensione pregavano unanimemente per il dono dello Spirito Santo (cfr At 1,14) e lo ricevettero nel giorno di Pentecoste. Il « regno » di Gesù era diverso da come gli uomini avevano potuto immaginarlo. Questo « regno » iniziava in quell'ora e non avrebbe avuto mai fine. Così tu rimani in mezzo ai discepoli come la loro Madre, come Madre della speranza. Santa Maria, Madre di Dio, Madre nostra, insegnaci a credere, sperare ed amare con te. Indicaci la via verso il suo regno! Stella del mare, brilla su di noi e guidaci nel nostro cammino!&lt;br /&gt;Dato a Roma, presso San Pietro, il 30 novembre, festa di Sant'Andrea Apostolo, dell'anno 2007, terzo di Pontificato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BENEDICTUS PP. XVI &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4189142309230203194-3183276956630936775?l=ilcontadinodellagaronna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/feeds/3183276956630936775/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4189142309230203194&amp;postID=3183276956630936775' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/3183276956630936775'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/3183276956630936775'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/2008/02/documenti-lettera-enciclica-spe-salvi.html' title='DOCUMENTI - LETTERA ENCICLICA &quot;SPE SALVI&quot;  DI BENEDETTO XVI'/><author><name>Avvocato Antonio Gaudiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15939171887183326815</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10941857508495838673'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/R7wXZIfYqAI/AAAAAAAAADc/Qt0xcPYhcRI/s72-c/BENEDETTO+XVI+(2)jpg.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4189142309230203194.post-3344149939679952513</id><published>2008-02-22T08:12:00.000+01:00</published><updated>2008-02-21T23:21:23.208+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='volontariato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='uomini speciali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Santa Maria La Fossa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='protezione civile'/><title type='text'>VOLONTARI DI PROTEZIONE CIVILE: “uomini speciali” al servizio della gente.</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#660000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#660000;"&gt;&lt;strong&gt;di Giuseppe Pasqualino*&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#660000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#660000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#660000;"&gt;&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/R735GIfYqDI/AAAAAAAAAD0/7SBD6LhSrnc/s1600-h/Logo_Protezione_Civile.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5169561831044851762" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/R735GIfYqDI/AAAAAAAAAD0/7SBD6LhSrnc/s200/Logo_Protezione_Civile.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;E’ l’una di notte, una notte gelida per i venti di tramontana e gli stivali scricchiolano sulle micro-pozzanghere della strada. Gli occhi fissi sulle scale idrometriche a seguire le escursioni del livello del Volturno, pronti a comunicare alla sala operativa - con la gracchiante radio veicolare - ogni imprevedibile movimento, ogni sensazione di pericolo. Nel silenzio della notte, mentre la gente sogna tranquilla, questi sono gli uomini del volontariato di protezione civile; uomini pronti a partire anche a notte fonda per portare soccorso, gente addestrata ad offrire sicurezza, gesti di solidarietà, altruismo, conforto. Gratuitamente. Perché?&lt;br /&gt;Perché dentro portano la passione per il loro Paese. Perché vibrano all’orgoglio di sentirsi parte importante del tessuto sociale nel momento del bisogno. Perché le scariche d'adrenalina in fondo gonfiano il cuore di gioia, quella gioia del “dare” che non ha paragoni con quella del “ricevere”. L’orgoglio di appartenere ad un esercito di trecentomila “soldati” armati di flabelli, lettighe, lance idrauliche, guanti, moschettoni e tanta, ma tanta disponibilità gratuita.&lt;br /&gt;Non a caso il parlamento italiano ha inteso promuovere il volontariato legiferando specificamente in materia. Nel settore della protezione civile è stato fatto ancora di più: il volontariato, attraverso i loro rappresentanti, siede con pari dignità ai tavoli decisionali in occasione delle piccole, medie e grandi emergenze. Al Dipartimento Nazionale della Protezione Civile il rappresentante del volontariato è chiamato per contribuire alla pianificazione e gestione delle grandi emergenze. Nei Comitati Operativi Comunali, così come prevede il Metodo Augustus, il coordinatore del volontariato è parte integrante, suggerisce, pianifica, indica scelte. E rispetto agli altri “opera”, “suda”, “resta in piedi anche ventiquattrore”, “non si lamenta mai”, “è sempre pronto a dire sì”, “è sempre disponibile a togliersi la giacca per coprire il bambino, l’anziano, il debole”.&lt;br /&gt;“Non chiederti cosa possa fare per te il tuo Paese, ma chiediti cosa tu possa fare per il tuo Paese”, questa espressione di John Fitzgerald Kennedy, impressa sul suo marmo tombale, a quanto pare, anche oltreoceano, è stata recepita pienamente dagli appartenenti alle organizzazioni di volontariato; il loro contributo è un valore aggiunto per l’intera Nazione, è una solida speranza su cui fondare le prospettive future, è il fermento per lievitare una società più giusta, concreta, attendibile. Loro ce la mettono tutta; e gli altri?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;color:#660000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;*responsabile dell’Ufficio Comunale di Protezione Civile del Comune di Santa Maria La Fossa.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4189142309230203194-3344149939679952513?l=ilcontadinodellagaronna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/feeds/3344149939679952513/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4189142309230203194&amp;postID=3344149939679952513' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/3344149939679952513'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/3344149939679952513'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/2008/02/volontari-di-protezione-civile-uomini.html' title='VOLONTARI DI PROTEZIONE CIVILE: “uomini speciali” al servizio della gente.'/><author><name>Avvocato Antonio Gaudiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15939171887183326815</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10941857508495838673'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/R735GIfYqDI/AAAAAAAAAD0/7SBD6LhSrnc/s72-c/Logo_Protezione_Civile.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4189142309230203194.post-6793291112731448648</id><published>2008-02-19T21:02:00.000+01:00</published><updated>2008-02-19T21:27:53.228+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA CATTOLICA'/><title type='text'>LA VOCAZIONE ECOLOGICA DELLA CHIESA</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#660000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#660000;"&gt;di Angela Perillo&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#660000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#660000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#660000;"&gt;&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/R7s4ZIfYp_I/AAAAAAAAADU/zw8rt3bNOco/s1600-h/JohannesPaulII.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5168787001764784114" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/R7s4ZIfYp_I/AAAAAAAAADU/zw8rt3bNOco/s200/JohannesPaulII.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La profonda emergenza dei rifiuti in Campania, ed in particolare nelle due provincie di Caserta e Napoli, ha visto impegnata in prima linea la chiesa. Sempre più parroci hanno invitato nelle omelie domenicali i fedeli alla raccolta differenziata, dopo che già i vescovi della Campania avevano emanato un forte comunicato di denuncia, e lo stesso cardinale di Napoli &lt;strong&gt;Crescenzio Sepe&lt;/strong&gt; addirittura entrava in polemica con il sindaco di Napoli &lt;strong&gt;Rosa Russo Iervolino&lt;/strong&gt;, circa le responsabilità dei politici nella causazione del grande scempio, che ancora oggi persiste. “La vocazione ecologica della Chiesa – dice l’avv. Antonio Gaudiano – viene da lontano. La dottrina sociale della Chiesa ha avuto attenzione per questi temi già con l’enciclica ‘Rerum novarum’ del 1891 di &lt;strong&gt;papa Leone XIII&lt;/strong&gt;. Il beato papa &lt;strong&gt;Giovanni XXIII&lt;/strong&gt;, nell’enciclica “Pacem in terris” del 1963, definiva la creazione un ‘bene comune universale’ da proteggere. Ma è con &lt;strong&gt;Giovanni Paolo II,&lt;/strong&gt; molto attento ai temi sociali ed in particolare a quelli dell’ambiente, che la salvaguardia del creato assume la sostanza di un vero e proprio dovere per ogni cristiano. L’attenzione per il creato, con &lt;strong&gt;Benedetto XVI&lt;/strong&gt; diviene tema centrale dell’ecumenismo. Non tutti sanno che quest’anno sarà il terzo anno che la Chiesa Cattolica dedica il primo settembre alla ‘Giornata per la salvaguardia del Creato’. Nel messaggio di quest’anno intitolato ‘Una nuova sobrietà per abitare la terra’, si legge ‘Anche quest’anno la celebrazione della Giornata per la salvaguardia del creato intende essere un’occasione per riflettere sulla vocazione della famiglia umana, in quella casa comune che è la Terra.’ Nello stesso viene posto un parallelismo tra la questione ambientale e il senso di giustizia ‘Emerge dalla questione ambientale una triplice esigenza di giustizia: verso le future generazioni, verso i poveri, verso il mondo intero’. Lo stesso arcivescovo di Capua mons. &lt;strong&gt;Bruno Schettino&lt;/strong&gt;, riunito il presbiterio in occasione dei fatti di Ferrandelle, emanava un comunicato nel quale si sosteneva che ‘come criterio educativo la Chiesa ha l’obbligo di formare la coscienza etica e sociale dei fedeli, per cui non deve interessarsi esclusivamente dell’Annuncio di fede, ma deve essere fermento di bene nel popolo di Dio. Occorre sapientemente coniugare il rispetto del territorio, bene a noi consegnato e da trasmettere, con il principio della solidarietà verso gli altri nella fruizione dei beni’”.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4189142309230203194-6793291112731448648?l=ilcontadinodellagaronna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/feeds/6793291112731448648/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4189142309230203194&amp;postID=6793291112731448648' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/6793291112731448648'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/6793291112731448648'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/2008/02/la-vocazione-ecologica-della-chiesa.html' title='LA VOCAZIONE ECOLOGICA DELLA CHIESA'/><author><name>Avvocato Antonio Gaudiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15939171887183326815</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10941857508495838673'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/R7s4ZIfYp_I/AAAAAAAAADU/zw8rt3bNOco/s72-c/JohannesPaulII.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4189142309230203194.post-4516214198530306648</id><published>2008-02-18T23:19:00.000+01:00</published><updated>2008-02-19T21:01:49.486+01:00</updated><title type='text'>FAMIGLIA: RACCOLTA DI FIRME PER UNA LEGGE DELEGA DI INIZIATIVA POPOLARE PER UNA NUOVA FISCALITA’.</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;&lt;strong&gt;di Angela Perillo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/R7oHhYfYp-I/AAAAAAAAADM/LLYgAE909yI/s1600-h/ANGELA.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5168451792452233186" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/R7oHhYfYp-I/AAAAAAAAADM/LLYgAE909yI/s200/ANGELA.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;E’ iniziata in questi giorni una raccolta di firme per una proposta di legge di iniziativa popolare, per la nuova fiscalità delle famiglie, che vede impegnato anche l’avv. Antonio Gaudiano. L’iniziativa è stata promossa in tutt’Italia dal movimento “Officina 2007”, nato dall’esperienza del Family day che si è tenuto a Roma qualche anno fa. Si tratta di una proposta di legge d’iniziativa popolare, che vuole intercettare il disagio economico sempre più crescente di moltissime famiglie, che non riescono letteralmente ad arrivare alla fine del mese. E allora urge ‘detassare’ la famiglia, attuando un sistema di tassazione del reddito delle persone fisiche (irpef) che sia più equo e più in linea con lo spirito e con la lettera della carta costituzionale. Pensiamo in particolar modo all’art. 36 che dice ‘Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa’. E ancora all’art. 31 ‘La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose”. Ed infine all’art. 53 “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”. Orbene un sistema tributario che sia incentrato sui concetti di capacità contributiva e di progressività fiscale non può tener conto solo del reddito della persona, come avviene nell’attuale sistema. A stipendio uguale, due persone possono avere capacità contributiva ben diversa se, ad esempio, l’una non ha carichi di famiglia, mentre l’altra ha 3 figli e magari in età scolare. E allora, come è ben spiegato nella relazione che accompagna il testo di legge depositato presso la Corte di cassazione il 29 gennaio scorso, non si può prescindere dal considerare la ‘posizione soggettiva del percettore del reddito e, dunque, del contesto familiare in cui egli è inserito, del numero di persone a carico, della loro età, della loro condizione di salute e così via’. Oggi così non è in quanto il fisco nella valutazione della capacità contributiva guarda unicamente al reddito percepito. Così un padre di famiglia (monoreddito, con moglie e tre figli a carico), rischia di pagare, grosso modo, le stesse tasse di un single che percepisce a fine mese lo stesso suo stipendio. La proposta di legge delegata è di attuare una sempre più ampia detraibilità che possa superare l’elencazione contenuta nell’art. 10 del DPR 517/1986. Un riordino della fiscalità delle famiglie italiane che tenga in debito conto le ‘concrete situazioni ambientali, sociali ed economiche nelle quali vive il contribuente’. Una nuova fiscalità della famiglia che attui ‘idonei rimedi volti a sterilizzare gli effetti dell’inflazione sul reddito, anche sottraendo dalla base imponibile il peso della tassazione indiretta’, così come ben si legge nella relazione illustrativa della proposta di legge. Nella proposta di legge oltre a quanto già prescrive l’art. 10 del DPR 917/1986, si fa riferimento anche alle ‘riduzioni forfetarie del reddito imponibile o dell’imposta dovuta riferite alla composizione del nucleo familiare, agli oneri e alle spese attinenti la cura delle necessità primarie della famiglia e dei suoi componenti, quali la salute, l’educazione, l’avviamento al lavoro, l’alloggio, il sostegno agli anziani e ai soggetti portatori di handicap; in particolare, è garantita una riduzione impositiva per le spese documentate riferite ai figli a carico concernenti gli asili nido, l’istruzione, le attività sportive, le cure mediche, l’acquisto di farmaci, di latte in polvere e di oggetti per l’igiene dei bambini’. Insomma occorre detrarre dalle tasse tutte quelle spese che servono per l’acquisto di beni e servizi occorrenti alla famiglia e ai suoi singoli componenti per vivere una vita veramente dignitosa. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Questo, di seguito, il testo completo della proposta di legge di iniziativa popolare per la quale occorreranno 50 mila firme: &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;“ Art. 1 (Contenuti della delega) - Il Governo è delegato ad adottare, entro diciotto mesi dall'entrata in vigore della presente legge, su proposta del ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con i ministri delle politiche per la famiglia e del lavoro e della previdenza sociale, sentite le competenti Commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, alle quali gli schemi di decreto sono presentati entro quattro mesi dalla scadenza del termine per l'esercizio della delega, uno o più decreti finalizzati al riordino della normativa in materia di imposizione sui redditi delle persone fisiche, nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi: a) previsione che ai fini della determinazione dell’imposta dovuta siano riconosciute le spese sostenute per la produzione dei redditi sulla base della piena applicazione dei principi sanciti dalla Costituzione, all'articolo 53, che collega l'imposizione alla capacità contributiva, e all'articolo 36, per il quale il lavoratore ha diritto alla percezione di una retribuzione in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla sua famiglia un'esistenza libera e dignitosa; conseguente introduzione di meccanismi atti a garantire che l'imposizione faccia salvo il mantenimento di un adeguato tenore di vita del contribuente e della sua famiglia; b) previsione in questa prospettiva di disposizioni volte a configurare una definizione unitaria degli oneri in questo senso deducibili o comunque detraibili, tale da rispondere ai principi costituzionali richiamati nella lettera a), dando rilievo ai rapporti familiari e sostituendo al sistema incentrato principalmente sulla deducibilità delle sole spese necessarie alla vita, secondo l’enumerazione di cui all'articolo 10 del decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, quello della deducibilità o della detraibilità delle spese sostenute dal contribuente al fine di assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa: connessa individuazione – anche mediante parametri legati a profili ambientali e territoriali ‑ di un quoziente familiare minimo di reddito, al di sotto del quale facciano seguito interventi di sostegno da parte delle competenti Amministrazioni pubbliche, anche con l’attribuzione di crediti di imposta; c) previsione di disposizioni transitorie finalizzate alla progressiva attuazione del nuovo regime di imposizione fondato sui citati principi costituzionali, anche attraverso il riconoscimento di riduzioni forfetarie del reddito imponibile o dell’imposta dovuta riferite alla composizione del nucleo familiare, agli oneri e alle spese attinenti la cura delle necessità primarie della famiglia e dei suoi componenti, quali la salute, l’educazione, l’avviamento al lavoro, l’alloggio, il sostegno agli anziani e ai soggetti portatori di handicap; in particolare, è garantita una riduzione impositiva per le spese documentate riferite ai figli a carico concernenti gli asili nido, l’istruzione, le attività sportive, le cure mediche, l’acquisto di farmaci, di latte in polvere e di oggetti per l’igiene dei bambini; d) previsione di piena attuazione del nuovo regime di imposizione comunque entro 5 anni dalla data di entrata in vigore della presente legge e di adeguamento automatico delle predette riduzioni forfetarie con riferimento all’indice dell’andamento del costo della vita”.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4189142309230203194-4516214198530306648?l=ilcontadinodellagaronna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/feeds/4516214198530306648/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4189142309230203194&amp;postID=4516214198530306648' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/4516214198530306648'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4189142309230203194/posts/default/4516214198530306648'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcontadinodellagaronna.blogspot.com/2008/02/famiglia-raccolta-di-firme-per-una.html' title='FAMIGLIA: RACCOLTA DI FIRME PER UNA LEGGE DELEGA DI INIZIATIVA POPOLARE PER UNA NUOVA FISCALITA’.'/><author><name>Avvocato Antonio Gaudiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15939171887183326815</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10941857508495838673'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_aMIWzITJ5Wc/R7oHhYfYp-I/AAAAAAAAADM/LLYgAE909yI/s72-c/ANGELA.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry></feed>